Mister Iuliano: "Vado via perchè questi due anni mi hanno prosciugato le energie"

CERVINARA (AV) - In questi giorni è arrivato il comunicato dell’Audax Cervinara: mister Iuliano non sarà più l’allenatore della squadra irpina.

L’esperienza di mister Iuliano sulla panchina dell’Audax è stata molto intensa. In questi due anni ha vissuto tanti bei momenti, come la storica vittoria della Coppa Italia, ma ha anche attraversato la tempesta societaria abbattutasi durante l’ultimo anno.

 

Una domanda secca per iniziare. Ha deciso Lei di andar via?

 

Si, sono stato io a scegliere di andar via, di lasciare il Cervinara. Dopo due anni nello stesso posto capita di non sentire più stimoli, nel mio caso questo processo è stato accentuato da due fattori. Innanzitutto sono di Cervinara, quindi vivo con maggiore intensità l’ambiente. Poi l’ultimo anno è stato sfiancante per le note vicende societarie. Sento di non aver più le giuste motivazioni e quindi di non poterle trasmettere alla squadra.

 

Qualcuno ha ipotizzato che va via per motivi economici…

 

Assolutamente falso. Sono andato via solo perché penso di aver dato tutto ciò che potevo. Ho vissuto tutto amplificato, perché sono un cervinarese che ha avuto il piace di allenare l’Audax Cervinara, lo stress mi ha portato al limite. Mi sento scarico nei confronti dell’ambiente, è una questione di rispetto. Se avessi avuto problemi di tipo economico sarei andato via dopo la vittoria della Coppa e da primo del campionato, invece ho messo tutto me stesso nella squadra, senza percepire alcun compenso, cercando di mantenere sul pezzo la squadra nonostante i giocatori avessero sei mensilità arretrate e nessuna certezza sul futuro.

 

Più di un rimando alle vicende societarie. Dopo la Coppa Italia poteva puntare alla vittoria del campionato, invece vi siete visti venir meno le condizioni “esterne”.

 

Avremmo potuto vincere il campionato, invece non abbiamo potuto rincorrere questo sogno per ragioni a noi non imputabili. Logicamente la delusione è stata enorme perché vincere il campionato era nelle nostre possibilità e avremmo realizzato qualcosa di incredibile. Tutti sanno che per come si era messa la situazione, abbiamo fatto il massimo.

 

Va via dopo due anni molto soddisfacenti. Che futuro vede per il Cervinara, riuscirà a crescere ancora?

 

Ho lasciato, quindi non sono a conoscenza dei progetti futuri. Sono di Cervinara e in cuor mio spero che la nuova società possa fare il calcio come va fatto e come merita questa piazza. D’altra parte ci sono solo due vie percorribili: o rinascere oppure rischiare di veder il calcio finire a Cervinara. Il nuovo Presidente e i soci mi fanno ben sperare. Già quest’anno hanno garantito le trasferte, salvato il salvabile. Gli va detto solo grazie.

In paese si sente parlare di ripescaggio in D, ma non so nulla di più di quanto può saperne un tifoso qualsiasi. Sono legato alla squadra come qualsiasi cervinarese, ma ora come ora non ne so nulla di più, anche perché in questo momento sento la necessità di distaccarmi dall’ambiente. 

 

Parlando invece del suo di futuro, all’orizzonte c’è già qualcosa?

 

Ci sono già dei contatti, ma ho la necessità di valutare per bene e in serenità il da farsi. Voglio allenare, su questo non ho dubbi perché è innanzitutto la mia passione. Per adesso andrò lontano da Cervinara, ho avuto delle richieste ma cercherò prima di ogni altra cosa la serenità societaria. Voglio pensare solo a fare l’allenatore, già compito difficile, non a ricoprire più ruoli come accaduto quest’anno. 

 

Tra questi contatti ci sta qualche proposta da categorie superiori?

 

Si, ho avuto un contatto con una società di serie D, le altre chiamate provengono dall’Eccellenza sia girone A che B.

 

In questi due anni si è legato particolarmente a qualche giocatore che la seguirà nella prossima esperienza?

 

Ho avuto un buon rapporto con tutto il gruppo, tranne magari qualche giocatore che avrebbe voluto giocare di più, ma rientra nelle dinamiche normali. Così come è normale che a qualche giocatore mi sono legato di più. Non so ancora nulla del mio futuro, quindi figuriamoci sul futuro di altri. Non voglio fare scippi al Cervinara, è la squadra della mia città.