La Corte di Cassazione annulla la condanna a 3 anni e sei mesi per l'ex giocatore irpino, ma chiede alla Corte di Appello di Napoli di ripronunciarsi in merito al caso. Pini pronto a tornare nel mondo del calcio se confermata l'assoluzione

NAPOLI - Trova una svolta dell’ultima ora la vicenda che vede protagonista l’ex calciatore dell’Avellino Luca Pini, per cui era stata definita una sentenza con condanna a 3 anni e sei mesi per aver corrotto alcuni giocatori professionisti per truccare alcune sfide del campionato di Serie B 2014/2015 a vantaggio di un gruppo camorristico – si fa riferimento in questo caso al clan “Vinella Grassi” e alle figure di Umberto ed Antonio Accurso. 

La Corte di Cassazione ha infatti annullato la condanna inflitta all’ex giocatore, ma non ha chiuso il fascicolo riguardante il caso. È stato chiesto infatti alla Corte d’Appello di Napoli di pronunciarsi nuovamente per l’accusa di concorso esterno ad associazione mafiosa. Riconosciuto sussistente il reato di frode sportiva, alla Corte di Appello di Napoli toccherà dunque riformulare il giudizio sulla persone di Luca Pini. 

La riformulazione apre a scenari sperati per l’ex giocatore irpino, che potrebbe andare – nel migliore dei casi – ad un’assoluzione definitiva rispetto al caso preso in analisi. 

Tale assoluzione permetterebbe all’ex Avellino di tornare nel mondo del calcio, ripartendo dai dilettanti. Lì si è interrotta la sua relazione con il pallone, quando da collaborare esterno contribuì ai risultati di San Martino prima e Montoro dopo in Promozione – esperienza arrivata al termine della sua carriera professionistica da calciatore.

Proprio dai dilettantisti Pini vorrebbe mostrare tutta la sua nuova ambizione, rimettendosi in gioco da allenatore o anche collaboratore per raggiungere le alte vette del calcio dilettantistico.