Il Ds della Mariglianese elogia quanto fatto dai propri ragazzi in questa prima parte di torneo. Critica, invece, la posizione nei confronti della situazione delle formazioni campane in Serie D

BRUSCIANO (NA) - Attualmente prima in classifica con 11 punti, la Mariglianese è una delle realtà che maggiormente si stanno affermando grazie al nuovo format del campionato di Eccellenza.
Il progetto del presidente Abete sembra trovare in questa prima parte di “mini – stagione” più di un riscontro positivo, grazie anche ai risultati ottenuti sul campo dal gruppo biancoceleste, ancora imbattuto dopo le prime cinque giornate del girone D. Ha analizzato con noi il momento attuale della Mariglianese il Ds del club napoletano Orlando Stiletti, soddisfatto ampiamente di quanto raccolto in questa prima trafila di uscite. I giudizi positivi, invece, scompaiono quando si parla della situazione campana in Serie D, uno scenario tutt’altro che positivo al momento.

Alla vigilia di questo nuovo campionato di Eccellenza il girone D sembrava tutt’altro che abbordabile, ma la Mariglianese ha saputo ben rispondere alle altre compagini. Come valuta il percorso della squadra dopo le prime cinque giornate?

“L’impronta di quanto fatto alla Mariglianese è il frutto di un lavoro iniziato ad agosto. Non abbiamo mai mollato, anche quando siamo stati fermi quattro mesi e non c’era più speranza di ripartire.
Se leggiamo gli organici che ci sono in questo girone siamo leggermente dietro a qualche altra squadra. Però ci siamo presentati bene, i ragazzi si sono dimostrati dei veri e propri professionisti e in queste cinque partite abbiamo fatto bella figura. Non mi aspettavo di essere dove siamo, anzi mi aspettavo qualcosa in meno, nonostante domenica sia arrivato un pareggio nel finale che avrebbe potuto portare ad altro. Va bene così però, non me la sono neanche presa, forse perché non siamo stati sufficientemente cattivi sotto porta e lo abbiamo pagato. Come gioco e come gruppo siamo abbastanza sereni: ci sono una società che ci fa stare molto tranquilli e uno staff molto competitivo guidato da mister Sanchez.
Sono molto soddisfatto del mio lavoro e da quello svolto dal mio staff, ma questo sempre grazie al presidente Abete e alla Netgroup, che ci permettono di lavorare con serenità e senza pressioni.”

C’è stato al momento un lavoro ottimo da parte di tutto l’ambiente, crede che si possa continuare su questa strada fino alla fine?

“Al momento siamo un po’ acciaccati, complici anche le cinque giornate di gioco dopo mesi di inattività. Sicuramente recupereremo qualcuno nelle prossime partite, con la speranza di fare altrettanto bene nelle prossime cinque uscite. Queste sfide saranno per noi come delle finali e sono convinto sarà possibile fare assolutamente una bella figura, giocandosi ogni scontro a viso aperto.”

Chiedendole una considerazione sull’organico effettivo del club, c’è un elemento, all’interno della squadra, che si sta caricando la leadership del gruppo?

“Non abbiamo leader in squadra, siamo il classico gruppo operaio dove remano tutti nella stessa direzione.
La retroguardia difensiva oggi è quella che si è fatta trovare sicuramente pronta. Petrarca, De Giorgi e Battaglia, ma anche i terzini Peluso e De Angelis, hanno fatto un lavoro eccezionale. Se non ci fosse stata quella rete sfortunata in cinque partite avremmo subito solamente un gol e comunque con due reti siamo una delle migliori difese, grazie anche ad uno dei portieri meno battuti del girone, ovvero D’Auria.
La persone che forse si avvicina di più alla figura di leader è il capitano Alessandro Malafronte, il quale, nonostante abbia sbagliato un rigore domenica, si è sempre contraddistinto per l’aiuto che fornisce ai compagni, anche all’interno dello spogliatoio, e per i gol decisivi messi a segno, che hanno portato addirittura sette/nove punti.”

Invece come stanno rispondendo gli ultimi arrivati a questa nuova avventura?

“Dei nuovi acquisti De Angelis e Lettieri su tutti si stanno esprimendo alla grande. Ma alla lista si può aggiungere anche Prevete e non solo. Sono tutti acquisti che stanno confermando le potenzialità che avevamo visto in loro in partenza.”

La prospettiva attuale sembra spingere il club verso la Serie D, in un’annata che però non sembra sorridere alle campane. Cosa ne pensa di questo campionato di Serie D?

“Il campionato di Serie D? In Campania dobbiamo un attimo fermarci e lavorare diversamente, perché non è possibile che la maggior parte delle squadre campane si trovi in zona retrocessione nei vari gironi. Questo fa male, perché la Campania non merita questo. Sono del parere che se non si può fare una cosa questa non debba essere fatta: se vuoi fare la Serie D e poi la devi fare in questo modo, allora onestamente non conviene farla. Non si crede nei progetti, non si crede più nelle persone.
I dati, e non sono cose che dico io, sono fallimentari, dobbiamo fare tutti mea culpa. I presidenti devono fermarsi un po’ e trovare persone competenti che sanno fare calcio e affidarsi a queste, stando al loro posto. Non si deve più parlare di chi vuole fare il direttore sportivo, l’imprenditore, chi vuole intrattenere i rapporti con i procuratori. Non deve andare così, ognuno deve svolgere il proprio ruolo.
Noi abbiamo nel girone romano quattro/cinque squadre in zona retrocessione e due sicuro retrocederanno; nel pugliese la storia si ripete; forse ci si salva in quello siciliano, ma solo perché qualche società ha fatto qualche scelta migliore. La realtà dei fatti è questa.”

In ottica futura, si vede al fianco della Mariglianese anche al termine di questo mini torneo o sarà fondamentale per la sua permanenza un buon piazzamento in vista della prossima stagione?

“Abbiamo un discorso aperto con il presidente Abete e con il nostro main sponsor, Netgroup. Vogliamo portare la Mariglianese dove merita, non ci poniamo limiti. C’è un progetto in atto e da parte nostra c’è la piena volontà di portarlo avanti al fianco di questa società. Siamo convinti che al fianco di persone così serie sarà possibile raggiungere bei traguardi.”