L'errore organizzativo è l'epilogo di una crisi già denunciata dalla Curva. Il Presidente Rosanova accusato di "incompetenza, arroganza e presunzione".

Il Sant’Antonio Abate è travolto da una crisi totale che si è evoluta in tre drammatici atti. La sconfitta per 3-0 a tavolino in favore dell’Ercolanese, causata da un errore organizzativo, non è stata un fulmine a ciel sereno, ma la tragica conferma di un tracollo gestionale già ampiamente denunciato dalla tifoseria nei giorni precedenti. La crisi del Sant’Antonio Abate ha ormai raggiunto il punto di non ritorno.

1. La sequenza degli eventi: dalla tecnica alla crisi totale

La grave situazione ha seguito una progressione che dimostra come l’instabilità abbia travolto ogni aspetto del club:

  • L’addio di Marzano (il 2 dicembre): la società aveva annunciato la risoluzione consensuale del rapporto professionale con l’allenatore Giovanni Marzano, primo segnale di una crisi tecnica e di prospettive.

  • La denuncia profetica degli ultras: proprio in quel clima di forte tensione e incertezza, la tifoseria organizzata aveva rotto il silenzio con un comunicato durissimo. Gli Ultras accusavano la dirigenza di aver lasciato che “l’incompetenza, l’arroganza e la presunzione” prevalessero sul buon senso. Il testo denunciava promesse mancate e una “farsa continua” che avrebbe portato a una situazione insostenibile, con la squadra che rischiava di restare “senza una squadra degna di portare a termine il campionato, senza una casa, senza dignità”.

  • La tragica conferma del forfeit: il timore dei tifosi si è concretizzato in modo amaro. La SSC Ercolanese ha comunicato che la gara della 16ª giornata non sarà disputata perché il Sant’Antonio Abate non ha provveduto alla “mancata indicazione del campo di gioco”. L’errore organizzativo ha assegnato la vittoria per 3-0 a tavolino agli avversari, certificando il fallimento della gestione.

2. Il clamoroso ultimatum al Presidente Rosanova

Il comunicato degli “Ultras Abatesi” si è rivelato dunque un atto d’accusa non solo preventivo, ma profetico. Nel testo, il presidente Rosanova è indicato come “PRIMO E NON UNICO RESPONSABILE” della crisi.

L’accusa di aver “infangato e umiliato il nome e la storia di Sant’Antonio Abate” culmina con l’ultimatum che porta la crisi dal campo da gioco alla politica locale:

“ORA BASTA NASCONDERSI! Chiediamo un atto di RESPONSABILITÀ al presidente ROSANOVA: consegnare immediatamente il titolo sportivo al Comune.”

La tifoseria, profondamente ferita, lancia un disperato appello: “FATE IL VOSTRO DOVERE DA ABATESI, SALVATE L’A.C. SANT’ANTONIO ABATE 1971”.

3. Le conseguenze e la posizione dell’Ercolanese

Mentre il Sant’Antonio Abate sprofonda, l’Ercolanese 1924 incassa i tre punti d’ufficio e ribadisce la sua volontà di tutelarsi da ogni irregolarità. La società granata si riserva di richiedere “l’applicazione delle norme vigenti in materia di gara non regolarmente organizzata dalla società ospitante”, rafforzando la sua corsa nel Girone A di Eccellenza.

La crisi del Sant’Antonio Abate  pone ora un interrogativo cruciale: il presidente Rosanova risponderà all’ultimatum? Il destino del titolo sportivo è nelle mani delle istituzioni locali e della dirigenza chiamata a rispondere alla propria piazza.