Gli isolani, in inferiorità numerica, soffrono nel finale ma si aggiudicano i tre punti
Non è il caso di parlare già di “mal di trasferta” per il Portici, però, sono due le sconfitte consecutive in campionato lontano dal “Liguori”, dopo appena tre gare esterne. Non si sa cosa succeda: azzurri travolgenti contro Pimonte, Mariglianese ed Hermes Casagiove, goleade e applausi, ma a San Giorgio e a Procida sono arrivate due battute d’arresto amare. Tra l’altro, due tonfi molto simili, il che deve far pensare ce c’è qualcosa di specifico su cui lavorare. Primo tempo chiuso in svantaggio di un gol, 2-0 subito nella prima parte della ripresa per poi reagire, accorciare le distanze, ma non riuscire più a finalizzare. Allo “Spinetti” lo stesso filo rosso della gara del “Paudice”, la differenza è che nella città natale di Massimo Troisi, si è giocato gran parte del secondo tempo in inferiorità numerica, mentre in terra isolana è successo il contrario, si giocava con un uomo in più.
Si sapeva che sarebbe stata dura e che gli uomini di mister Cibelli avrebbero affrontato la gara con un piglio totalmente diverso rispetto ad una settimana fa, quando le due squadre si sono affrontate per la gara d’andata dei sedicesimi di coppa Italia. Lì, il Portici vinse d’autorità, quasi da grande squadra. Si veniva dalla sconfitta di San Giorgio e, dopo appena tre minuti, già si era in vantaggio con Murolo, era proprio la risposta migliore che bisognava dare dopo le prime perplessità post-derby. Neanche il tempo di scendere in campo che già si era avanti, peraltro in un campo tra i più difficili, la qualificazione era stata ipotecata e poi non c’è stata partita contro l’Hermes Casagiove per il divario abissale tra le due squadre. Il calendario presentava un’altra trasferta a Procida, stavolta c’erano i tre punti in palio e non gli ottavi di coppa, ma il risultato è stato diverso premiando i padroni di casa che, vincendo, hanno anche allungato sugli azzurri. Per il momento manca la continuità, e non c’è più tempo da perdere, non foss’altro perché le altre squadre corrono all’impazzata, c’è un Savoia a punteggio pieno dopo cinque giornate.
In casa Portici, la speranza è che i passi falsi siano finiti qui, ma ne basterebbe un altro per complicare i programmi. Ora è ancora tutto in gioco, un po’ perché si è appena alla quinta giornata, ma anche perché ci sono gli scontri diretti da giocare, dove la posta in palio vale doppio. È ancora tutto recuperabile, però, c’è bisogno di recuperare prima se stessi e poi iniziare ad inanellare vittorie perché serve la continuità di risultati per raggiungere un obiettivo, per quanto possa sembrare un’ovvietà sottolinearlo. Non avere ancora a disposizione un giocatore come Tommaso Manzo, sicuramente può pesare ma, una squadra che vuole vincere, non può appellarsi alle assenze, ciò che bisogna fare è rimboccarsi le maniche e mettersi subito al lavoro. Proprio come è stato fatto dopo San Giorgio, nella speranza che non si ricada alla prossima trasferta.
Onore, comunque, a quest’Isola di Procida che se la giocherà almeno per i play off e che, anche in panchina, può contare su giocatori di un certo spessore. Curioso il fatto che siano andati in gol Cariello per gli isolani e Incoronato per i vesuviani, due elementi che un anno fa condividevano lo stesso spogliatoio a Caivano, ora entrambi vorranno dare il loro contributo al raggiungimento degli obiettivi delle rispettive squadre. Digressione a parte, questa seconda caduta per il Portici, non deve aizzare inutili focolai di tensione o indurre alla ricerca del capro espiatorio, ma è giusto riflettere su ciò che non sta andando come previsto e rimediare il prima possibile.






