L'alfiere del San Giorgio parla ai nostri microfoni sulla stagione terminata, il ritorno in granata e il suo futuro

SAN GIORGIO A CREMANO (NA) - È il simbolo del San Giorgio. Dopo un’esperienza nel Lazio, all’Ausonnia è tornato in Campania, nel suo San Giorgio, dove ha segnato come ha sempre fatto, prima di un infortunio che lo ha fatto scendere nelle gerarchie di mister Ignudi. Stiamo parlando di Patrizio Ioio, attaccante pronto a ricominciare una nuova stagione in maglia granata, e riconquistare quelli che ormai sono i suoi tifosi di sempre

Che stagione è stata questa del ritorno a San Giorgio?

“A San Giorgio è stata una stagione in cui potevamo e dovevamo fare meglio. A tratti con una maggiore coesione e più sacrificio da parte di tutti avremmo dimostrato il vero potenziale della squadra, come avvenuto nella strepitosa partita in casa con il Giugliano”.

Come hai vissuto il passaggio da “top player” della squadra a seconda scelta alle spalle di uno straordinario Muro? Te lo aspettavi?

“No nessun passaggio, so ciò che posso dare e chiaramente sto lavorando per tornare a rendere secondo i miei standard di sempre. Ero e mi sento un top player per questa categoria, Muro ha fatto molto bene e ne sono felice e sono sicuro che assieme potremmo mettere su una coppia davvero competitiva”.

Ora quale sarà il tuo futuro?

“Per il mio futuro la priorità è il San Giorgio, dove la società e tutto lo staff è sempre stata impeccabile nei miei confronti. Ovviamente tutte le offerte che arrivano ed arriveranno verranno valutate. Il mio piacere sarebbe fare qualcosa di importante con la maglia granata”.

Quella in Lazio che esperienza è stata? Pensi di ritornarci se ci sará occasione?

“Chiedo scusa a tutti quelli che mi seguono, ma preferisco non commentare su questo argomento”.

Come hai ritrovato il San Giorgio al tuo ritorno?

“Il ritorno a San Giorgio è comunque stato bello perché è la mia seconda casa. Mi spiace perché ero partito bene e poi l’infortunio mi ha condizionato non poco, ma tutto sommato se facciamo una media tra minuti giocati e gol fatti poi così male non è andata, pur potendo fare di più”.

Come ti spieghi questo calo di rendimento per uno come te abituato ad andare quasi sempre in doppia cifra?

“Il calo di rendimento lo spiego comunque con un infortunio che ha inciso tanto, ed anche cambiare in corsa a dicembre non è mai semplice”.

Com’è l’esperienza di diventare padre?

“Diventate padre e’ una cosa meravigliosa. Un’emozione indescrivibile, ti completa come uomo e ti fa maturare. Tutti i miei gol sono e saranno sempre per la mia famiglia”.