D’Addino (Ebolitana) contesta la decisione Prefettizia per Ebolitana-Castelpoto e accusa: 'Aggressione premeditata'. La minaccia del ritiro.
Un comunicato ufficiale dai toni durissimi, firmato dal Presidente Francesco D’Addino, scuote l’Eccellenza Campana. L’Ebolitana 1925, capolista del Girone B, ha espresso “profondo rammarico” per la decisione delle Autorità di far disputare la gara interna contro il Castelpoto a porte chiuse. Ma l’azione di protesta non si limita alla contestazione: il Presidente D’Addino ha paventato la misura estrema del ritiro dal campionato qualora simili situazioni, che privano il club del proprio pubblico, dovessero ripetersi.
Scontri in autostrada: l’accusa di “aggressione premeditata”
La decisione delle porte chiuse nasce, come spiegato dal club, dai “gravi episodi verificatisi in autostrada lo scorso sabato” tra le tifoserie di Ebolitana e Battipagliese. La società, tuttavia, rigetta ogni responsabilità e offre la propria versione dei fatti.
Secondo il comunicato, i tifosi dell’Ebolitana “non hanno causato alcun incidente, ma hanno solo reagito a una aggressione premeditata, avvenuta mentre sul pullman erano presenti anche adulti e bambini.” Il club difende la propria tifoseria, sostenendo che abbia sempre tenuto comportamenti esemplari, specialmente nell’anno del centenario societario.
La contestazione si concentra sulla proporzionalità della sanzione, definita “ingiusta e iniqua”. Colpire la squadra con la privazione del pubblico in casa è percepito come un danno enorme, soprattutto per la capolista del campionato.
Il precedente che spinge al ritiro
La vera preoccupazione del Presidente D’Addino è legata al precedente che si viene a creare. Egli ritiene che, se per danneggiare una squadra come l’Ebolitana – frutto di importanti investimenti e simbolo sportivo di una città di circa 40.000 abitanti – è sufficiente organizzare violenze lontano dagli stadi per privarla del sostegno, allora si è superato un limite.
“Ciò che più ci preoccupa è il precedente che si viene a creare […] si supera un limite che mette in discussione i principi di equità e democrazia nello sport,” si legge nel testo.
Questo principio di equità è il fondamento della minaccia di ritiro dal campionato. Pur prendendo atto della decisione delle Autorità e adeguandosi con senso di responsabilità, il Presidente è categorico: “Qualora situazioni analoghe dovessero ripetersi, la società si vedrà costretta a ritirare la squadra dal campionato, perché il calcio senza tifosi non ha senso.”
Analisi e prospettive future
La presa di posizione dell’Ebolitana è un campanello d’allarme per l’intero calcio dilettantistico campano. Il club, primo in classifica, sta chiaramente lanciando un messaggio forte alle istituzioni: le misure di sicurezza non devono trasformarsi in sanzioni che puniscono ingiustamente le società e i tifosi pacifici.
Se il ritiro si concretizzasse, le conseguenze sarebbero devastanti per il Girone B di Eccellenza, che perderebbe la propria capolista. La palla passa ora alle Autorità competenti per valutare la protesta e, soprattutto, garantire che in futuro vengano isolate le frange violente senza danneggiare chi investe e crede nel calcio sano. L’Ebolitana, conclude il comunicato, “continuerà a difendere i propri valori,” ma il suo futuro sportivo appare appeso a un filo sottile. La prossima gara casalinga sarà un termometro della situazione.
Il comunicato completo
Con profondo rammarico apprendiamo la decisione di far disputare la gara di campionato di domani, domenica 14, a porte chiuse, al fine di evitare possibili scontri tra le tifoserie di Ebolitana e Battipagliese, in seguito ai gravi episodi verificatisi in autostrada lo scorso sabato.
Riteniamo questa decisione ingiusta e iniqua. I tifosi dell’Ebolitana non hanno causato alcun incidente, ma hanno solo reagito a una aggressione premeditata, avvenuta mentre sul pullman erano presenti anche adulti e bambini.
Ciò che più ci preoccupa è il precedente che si viene a creare: se per danneggiare una squadra – come l’Ebolitana, oggi prima in classifica, frutto di importanti investimenti e simbolo sportivo di una città di circa 40.000 abitanti, peraltro nell’anno del centenario della società e con una tifoseria che ha sempre tenuto comportamenti esemplari – basta organizzare violenze lontano dagli stadi per privarla del proprio pubblico, allora si supera un limite che mette in discussione i principi di equità e democrazia nello sport.
Pur prendendo atto della decisione delle Autorità e adeguandoci con senso di responsabilità, comunichiamo che, qualora situazioni analoghe dovessero ripetersi, la società si vedrà costretta a ritirare la squadra dal campionato, perché il calcio senza tifosi non ha senso.
L’Ebolitana Calcio 1925 continuerà a difendere i propri valori, la propria gente e il diritto di vivere il calcio in modo sano e civile.
Il Presidente
Francesco D’Addino
Ebolitana Calcio 1925






