L’ingegnere Nello, il Presidentissimo: “Datemi spazio e ripristino anche il Piazza d’Armi. Il mio ritorno nel calcio nolano? Non per fare la comparsa”. Tra i ricordi quando il padre si svegliò dal coma alle parole di Elia Greco subito dopo la vittoria di Palma Campania…
NOLA | Quando si parla di calcio a Nola non si può far riferimento alla famiglia Taurisano che ha dato tanto alla maglia bianconera per oltre mezzo secolo di storia a cavallo degli anni cinquanta fino agli anni novanta del secolo scorso. Dopo venti anni di assenza, l’amore per i colori bianconeri del Nola non è mai finito nel cuore dell’ingegner Nello Taurisano, tra i tifosi nolani sicuramente il PRESIDENTISSIMO, colui che ha portato organizzazione, professionalità ed autorevolezza del Nola nel panorama calcistico regionale e nazionale. Come non ricordare la Serie C1 raggiunta, i primi pullman di proprietà di un club, le divise sociali, i risultati raggiunti come due scudetti a livello giovanile e tanti calciatori che sceglievano Nola per giocare piuttosto che altre piazze importanti del calcio nostrano. Quella fiamma ardente per Nola e la nolanità nel calcio non è mai stata spenta ed ultimamente è ritornata con forza nel cuore dell’ingegnere Nello Taurisano. Non le manda a dire e con questa lunga chiacchierata vuole rendere pubblico il suo reale interessamento per far risplendere Nola ed il Nola nel panorama calcistico nazionale.
Siamo con l’ingegnere Nello Taurisano. Innanzitutto grazie per l’invito per questa intervista. Dopo oltre 20 anni vuole ritornare nel mondo del calcio e soprattutto prendere il Nola. Cosa c’è di vero? “Questa indiscrezione potrebbe essere giusta. Io desidero fare qualcosa per la mia città, che già in tanti settori langue. Poiché penso di sapere fare poche cose, forse il calcio è una di queste. Appreso che c’era un momento di crisi nella società, avevo manifestato la mia di idea di rientrare e fare qualcosa di nuovo per la mia città. Nei fatti questo probabilmente non è stato percepito o non è stato gradito. Non è mia intenzione fare polemiche. Non voglio criticare le scelte altrui. La verità è questa e siamo qui”.
Ha detto che c’è stato un contatto con l’attuale società, ci può fornire dettagli in merito? “I dettagli sono poco importanti. La cosa importante è dire che questo contatto c’è stato ai massimi livelli. La risposta non è arrivata e se è arrivata ai miei occhi è stata deludente. Probabilmente qualcuno ha frainteso la mia volontà. Non è nel mio stile. Non è mia intenzione spodestare qualcuno o invadere il campo di qualcun altro ma fare qualcosa per la mia città”.
Venti anni di assenza dal mondo del calcio, penso che ha seguito le sorti del Nola calcio. Un suo pensiero sia sulla squadra sia sul problema maggiore, ossia lo stadio a Piazza d’Armi, motivo maggiore della disaffezione della tifoseria bianconera. “Il mio pensiero in merito all’attuale società è semplice. Credo anzi sono certo che gli sportivi nolani hanno apprezzato ed apprezzano i sacrifici economici che negli ultimi anni i giovani dirigenti hanno fatto e continueranno a fare debbo immaginare non avendo avuto la possibilità di passare la mano. Per cui non c’è nulla da criticare ma solo da apprezzare per i risultati conseguiti. Il campo sportivo è una nota dolens per me perché nel campo sportivo c’era una targa che ricordava mio padre e purtroppo che non c’è più. Quindi rispetto ad altri ho certamente un motivo in più per dolermi di quello scempio che continuamente vedo e che abitando nelle vicinanze sono costretto a vedere. Vorrei che si registrasse anche la mia disponibilità per fare qualcosa anche per il campo sportivo a prescindere della squadra di calcio perché quello scempio non è degno di Nola, dei nolani e delle manifestazioni che Nola è stata capace ed è capace di fare”.
Facciamo un appello alla piazza nolana, ipotesi che l’ingegnere Taurisano rientra nel Nola: “Desidero riaffermare il principio secondo il quale a me hanno insegnato che in Paradiso a dispetto dei santi non si può andare. Quindi chi ha orecchie intenda e che chi ha veramente a cuore le sorti di questa città faccia le cose che sa fare e che deve fare. Il resto lo lascino a chi è capace, chi è competente e che ha voglia. La storia non mente. Il calcio o il campo sportivo non dice mai bugie. Se lei si spaccia per calciatore. Bastano tre minuti. Gli tirano una palla come metti il piede vicino alla palla si capisce se sei o non sei un buon calciatore. Quindi il ritorno di Taurisano nel calcio se avviene è per storia, per cultura, per tradizione ritorna per impegnarsi e per non fare mai la seconda figura”.
Dagli anni ’50 agli anni ’90 il calcio a Nola ha una firma: la famiglia Taurisano. 50 anni di calcio, qualche aneddoto e qualche ricordo dell’ingegnere Nello Taurisano: “Per la verità grazie a Dio ho tanti ricordi nel mondo calcistico. Allo stesso tempo ho un ricordo bello e brutto. Lei sa che nel circondario Nola è poco ben vista sia dal punto di vista calcistico sia dal punto di vista di altre manifestazioni. In giro c’è poca cultura tesa all’aggregazione, c’è molto campanilismo ed è una cosa non positiva per i tempi che viviamo. Questo perché l’ho detto? Perché uno dei miei momenti più belli dal punto di vista calcistico è quando la squadra è andata a Palma Campania ad affrontare la Palmese, un derby molto sentito per campanilismo. Piazza tradizionalmente ostica. I tifosi della Palmese, all’epoca in pista per vincere il campionato, dovettero ammainare le loro bandiere in campo, sulle tribune, con i tifosi senza tifosi. Godo del fatto che la squadra dopo la partita venne a casa da me, avevo mio padre che stava poco bene, e mio padre sentendo le parole di Elia Greco si riebbe dal coma (…diversi secondi di silenzio con le lacrime dell’intervistato, ndr). Altro momento bellissimo e che ricorderò di mio padre che disse. Costi quel che costi porterò il Nola in Serie C. Lo fece ma purtroppo mio padre non ha potuto vivere e godere quei momenti di festa. Abbiamo avuto tanti altri bei momenti dove ho letteralmente goduto. In un certo periodo provabile e comprovabile diversi giocatori che hanno fatto carriere eccezionali, se chiamati a scegliere tra Nola e altre piazze sceglievano Nola. Questo purtroppo vedo che non succede più. Ebbene vorrei riportare quel clima”.
Parliamo nel dettaglio dello stadio e delle strutture sportive a Nola, quali saranno in caso di ritorno i suoi interventi per lo stadio di Piazza d’Armi: “Qui non è problema di notizia o piani per la riqualifica o la ricostruzione dello stadio di Piazza d’Armi. Guardi io so che per certo che intanto compro la macchina perché ho la patente. Penso di aver fatto capire e riferito il mio pensiero in tema stadio. Cioè intanto io posso ipotizzare l’intervento di risanamento del Piazza d’Armi se ho nelle mie mani il Nola Calcio, se qualcuno lo può utilizzare e non voglio che resti una cattedrale ne deserto. Vorrei ricordare soprattutto a me stesso che già nel lontano nel 1986 in consiglio comunale, perché sono stato anche consigliere comunale grazie ai nolani, feci una proposta a costo zero al comune di costruzione del nuovo palazzetto dello sport. Non mi fu consentito e quello che dico è riferito e riferibile dai verbali del consiglio comunale e quindi non potrei mai dire una sciocchezza. Solo un pazzo scellerato come me poteva attuare una proposta simile, parlo di ben trentuno anni fa. Quindi mi ripeto perché comprare una macchina se non ho la patente o viceversa? Sicuramente non tradirò mai la mia città e i miei compaesani. Non mi interessa Barletta, facessero le disfide, non mi interessa Casamarciano, mi interessa unicamente e solo Nola. Per il calcio a Nola bisogna essere credibili e bisogna avere esperienza visto la piazza storica nel calcio quale Nola. E’ tutto opinabile nella vita. Ci mettessero alla prova, si mettessero da parte e vedremo se Taurisano ha non ha i soldi. Non dico tra un anno ma tra un mese si leggeranno i risultati”.
Abbiamo avuto indiscrezioni che lei vuol far ritornare il Nola nel calcio che conta per amore della squadra della propria città. Qualora non dovesse andare in porto la trattativa con l’attuale società, ha un piano B? Ha a disposizione la vecchia matricola della SS Nola 1925? “La matricola non la posseggo più ed è un mio rammarico in quanto mi è stato portato via in malo modo. Non voglio fare polemica e chi lo possiede ora deve sapere che quel logo certamente ha una storia ed è un patrimonio che non deve essere ignorato o dimenticato. Per quanto riguarda la mia posizione personale, la mia famiglia per fortuna ci vede con grande tradizione sempre interessati alle sorti della nostra città. Ne come persone ne come imprenditori non abbiamo mai inteso trarre benefici attraverso ad esempio lo sport ma tutto quello che è stato fatto è stato fatto sempre e solo per amore per la nostra città e per la casacca bianconera della SS Nola 1925, anche se detesto i colori bianconeri, e per andare in giro per dire con orgoglio che sono nolano e non c’è mai stato un secondo scopo. Ora quando si è manifestata questa mia volontà o meglio disponibilità di rientrare, la cosa in realtà mi è stata proposta per la verità. Qualcuno si è posto la domanda o il problema, visto che tempo fa ho passato momenti brutti dal punto di vista finanziario, se avevo o non avevo le capacità. A queste persone dico di non fare le chiacchiere ma fare i fatti, poi gli mostreremo se le capacità o le disponibilità ci sono. In ogni caso mai e poi mai per un tornaconto personale ma sempre e solo per amore per il Nola e per Nola”.
Sappiamo che lei ha ancora amici importanti nel mondo del calcio e che ancora oggi avete contatti tali da poter portare vantaggi al Nola calcio. Cosa c’è di vero? Ci può fare qualche esempio concreto in merito? E’ vero che ha ancora contatti telefonici con Carmine Tascone ed avete la possibilità di portare un titolo sportivo a Nola? “Con alcuni personaggi del mondo del calcio mi sento in continuazione. Carmine Tascone è certamente uno di loro. Le telefonate tra di noi non si contano. Confermo che ci è stata la possibilità di portare un titolo sportivo addirittura un titolo sportivo di IV Serie da portare a Nola. Come ho avuto anche una richiesta da amici non campani. Ho avuto la possibilità di rilevare il titolo sportivo di un club non campano quale il Barletta tra le altre. Io però non intendo fare calcio per avere tornaconti a livello politici od economici. Intendo fare calcio per fare qualcosa per la mia città. Operazioni come Barletta ed altre non mi interessano se non nella misura in cui esse possono essere utili per il beneficio della nostra città, della città di Nola. Questo è sempre stato il nostro modo di pensare, dico nostro perché è importante che si sappia che rappresento una famiglia, la famiglia Taurisano ed io da solo non posso fare nulla. Le chiacchiere lasciano il tempo che trovano. Abbiamo dimostrato che siamo una famiglia che ama fare i fatti. Se qualcuno ci vuole mettere alla prova lo faccia apertis verbis senza nascondersi dietro un dito o adducendo false motivazioni. Ripeto e sottolineo fino alla noia se qualcuno ci lascia fare il calcio, mi lascia fare il calcio, non ho elezioni da vincere, non ho appalti da assumere, lo faccio solo perché sono legato solo ai colori bianconeri e al Nola Calcio, lo faccio prettamente per amore per questa maglia e per la città”.
Tra i ricordi storici, oltre alla grande organizzazione come la divisa sociale e il pullman della squadra, ci vuole raccontare qualche altro aneddoto gustoso? “Certo, uno inerente ad una maglietta. Siamo nella stagione 1984/1985. Stanco di vedere i colori bianconeri per i quali non ho grande amore, facendo salvo quelli del Nola ovviamente, come per esorcizzare risultati che non arrivavano, oppure fatti che accadevano e non mi piacevano, vestii la nostra squadra dei colori della società alla quale io credo di appartenere, vale a dire il Genoa. Feci le divise rossoblù e ricordo l’aneddoto secondo il quale noi comprammo dalla Casertana un grandissimo centrocampista, alla fine forse della sua carriera, Mauro Ianniello. Lui disse io ho cambiato società e vengo dalla Casertana dove vestivamo il rossoblù, mi rifiuto di vestire la stessa maglietta. Io con le buone e con le cattive vidi Ianniello vestire di rossoblù. Subito dopo due fraterni amici quali Salvatore Ruoppo e Franco Napolitano il cosiddetto Terrasanta, ricordandomi la rivalità con i falchetti, mi convinsero a dismettere questa mia idea e di ritornare alla casacca bianconera. Con una variante però invece delle strisce verticali la maglia la feci a strisce orizzontali pur di avere una variante. Sono però poi piccole e forse stupide scaramanzie e le abbiamo abbandonate”.

Ultima cosa, c’è qualche domanda che si sarebbe voluto rivolgere e cose che non ha ancora detto? “Cose da dire ce ne sono tante e specialmente nel mondo del calcio. Se qualcuno fosse venuto da me a propormi non per una semplice collaborazione ma di assumersi la responsabilità della conduzione. Ahimè non ho mai avuto nessuno. Attorno a me nel calcio ci sono stati pochi amici e soprattutto grandi uomini. Abbiamo creato un qualcosa di unico nel passato. Era una equipe che si muoveva all’unisono di giorno e di notte pur di fare trionfare il nostro ideale ossia Nola e la nolanità. Altre cose non ci hanno mai impegnato e non ci hanno interessato. I risultati dicono questo ossia che sono stato uno stupido a lasciare ciò che amo. Dopo di me il calcio a Nola è stato portato avanti da persone anche più danarose del sottoscritto ma purtroppo la casacca bianconera ha fatto una brutta fine ed è stata fatta fallire, mi prendo le responsabilità di quello che dico. Quando loro l’hanno rivelata in fascia di eccellenza. All’epoca esistevano fasce di potere di acquisto. Il Nola era in prima fascia. Questo certamente è sintomatico. Rimane il fatto che una cittadina come Nola non può annoverare nei propri cittadini uno stupido soltanto come Taurisano. Penso che ce ne siano degli altri stupidi o più o meno stupidi, soprattutto lo spero. Vedo che se ne fregano. Rimane il fatto che sono testardo e sono innamorato del calcio e del Nola calcio. Se ce lo lasciano fare riprenderemo piano piano le posizioni perdute. Il calcio è opinabile e la palla è rotonda. Devo dire che vadano apprezzate le idee e le iniziative. Se uno vede l’impegno, la passione e la volontà a fare delle cose, una organizzazione…lei lo sa che il Nola è stata la prima società di Serie C1 ad avere pullman propri, a far girare i calciatori con le divise sociali, mi davano del pazzo. Ma poi tutti sono diventati pazzi come, hanno fatto i pullman, hanno vestito i calciatori tutti allo stesso modo, li hanno portati in ritiro. Come vede l’invidia è notevole, determinate affermazioni sono frutto solo della ignoranza e della invidia e in giro ce n’è tanta. Ora l’augurio maggiore che posso fare al Nola è vedere la maglia bianconera, quella del Nola, ai massimi livelli anche senza la mia presenza. Farebbe felice in maniera indiretta me e la mia famiglia senza alcun dubbio, tanto è vero che se qualora non entro nel Nola sono disposto a dare all’attuale società anche un contributo economico”.






