Il direttore ci spiega i motivi del mancato accordo ma tesse le lodi di un gruppo storico
CASORIA - Carlo Cristarelli non rientra a Casoria. Avevamo pubblicato l’indiscrezione, seguita poi dalla conferma ufficiale del club che nella locandina di presentazione della conferenza stampa aveva inserito il nome di Carlo Cristarelli come direttore generale. Invece il 12 agosto l’assenza del dg e oggi la notizia che Carlo Cristarelli non farà parte del club viola.
Ha destato perplessità la tua assenza alla Conferenza di presentazione del Casoria, quando poi era annunciata sui canali di comunicazione. Cosa è successo?
“Purtroppo si è trattato di una fuga in avanti da parte della società. Avevo dato la mia disponibilità al presidente Palmentieri a rientrare nel Casoria e, nei fatti, stavo già lavorando a tempo pieno per il Casoria da inizio agosto, in quello che sarebbe dovuto essere il mio periodo di ferie. Ma non c’era ancora nulla di ufficiale ed è stato un errore di comunicazione riportare il mio nome su quella locandina”.
Cosa è successo che ti ha spinto a cambiare idea?
“Prima di rispondere voglio premettere un concetto: Palmentieri è una persona seria e perbene, uno che parla chiaro e mantiene gli impegni. Ma, per quanto riguarda il calcio, è sul metodo di lavoro che non possiamo coesistere. Io sono uno che si sacrifica tanto per fare le cose in un certo modo. Quindi posso accettare un incarico così gravoso, che per me significa curare tutto quello che riguarda il Casoria Calcio, solo se ho la necessaria autonomia gestionale. Perché quando io vado come un treno e quando nascono certe situazioni non posso perdere tempo. Quindi o mi danno carta bianca oppure, se si vuole partecipare alle scelte, e ben venga, perché è sempre meglio condividerle, bisogna essere più presenti e disponibili. Nel calcio, soprattutto in questo periodo di mercato già in fase molto avanzata, bisogna essere super – operativi”.
C’entra qualcosa la scelta di Ulivi come allenatore?
“No, non c’entra nulla. Ulivi era una delle opzioni che avevo suggerito al presidente. Ma se Ulivi non avrà adeguato supporto dalla società, soprattutto sul piano gestionale e organizzativo, oltre che tecnico, per lui sarà durissima. Nella scorsa stagione, mister Di Michele ha compiuto un miracolo, ma è stata una situazione irripetibile, gestita da un allenatore che ha caratteristiche particolari, che non vedo in nessun altro allenatore”.
La tua rinuncia solleva dubbi sul progetto del Casoria. Tu cosa ne pensi in merito?
“La mia rinuncia ha motivazioni personali e non deve essere un parametro per valutare la bontà o meno del progetto viola”.
Ma tu che idea ti sei fatto?
“Per questa stagione, bisogna mettersi nella testa che sarà un campionato di sofferenza. L’importante sarà salvarsi, tutto il resto non conta. I tifosi devono capire che già è stato un mezzo miracolo iscriversi al campionato. La verità è che Palmentieri e il suo Cda sono stati lasciati soli. Non si può fare calcio per tanti anni, salire di categoria e alimentare ambizioni se non si aggiungono risorse. Per tutto quello che hanno fatto e che stanno facendo, Palmentieri e il suo Cda vanno solo ringraziati”.
E per il progetto presentato in collaborazione con il gruppo Tufano?
“È un progetto per il futuro, non lo conosco nei dettagli e quindi non posso esprimere nessuna valutazione”.






