Il direttore generale della società avellinese ha parlato del progetto di questo club

AVELLINO Il campionato di Eccellenza ha visto quest’anno un nuovo club, il Città di Avellino, nato dal titolo sportivo dell’Eclanese. La squadra ha chiuso il campionato alla regular season, totalizzando 7 punti in 10 giornate. Quest’oggi è intervenuto sulle nostre colonne il direttore generale Alberto Colarusso, che da anni collabora con Sebastiano Galluccio.

Com’è nata l’idea di questa nuova società assieme all’Eclanese?

“‘C’era un titolo che stava scomparendo, ci siamo sentiti con Antonio Casale, proprietario di una società gloriosa del panorama sportivo campano che poteva scomparire. Abbiamo fatto un’unione affinché si continuasse sul solco che aveva già tracciato negli anni precedenti”.

Quali ambizioni ha questo nuovo club?

“Il club vola basso. Sostanzialmente ha deciso di partecipare a questa nuova formula dell’Eccellenza per una questione di coerenza. Noi ad inizio anno eravamo partiti e sapendo che c’era il Covid e abbiamo dato priorità alle esigenze dei ragazzi, perché ovviamente molti di loro hanno la possibilità di mantenere la famiglia con un piccolo rimborso che possono percepire con noi. Quindi noi continuiamo a programmare sul solco della continuità avendo ovviamente l’ambizione di consolidarci la categoria, come abbiamo sempre fatto. Un passo alla volta cerchiamo di consolidarsi per poi dopo vedere a cosa si può puntare”.

Com’è stata la ripresa dell’Eccellenza con questa nuova modalità?

“È stata un po’ strana. Sicuramente è stata una dinamica anomala che ha sfalsato un po’ quelle che sono le dinamiche di un intero campionato, perché giocare sapendo di non retrocedere crea all’interno di ogni singola partita delle dinamiche diverse di gioco, perché chi è abituato a lottare o a difendersi e ripartire ovviamente non lo può fare, perché si gioca solo per vincere, tenendo da parte i risultati per chi gioca normalmente per salvarsi la categoria. A prescindere da ciò noi abbiamo cambiato molto, quindi assemblare una società nuova con dei giocatori tutti nuovi in pochi giorni è stato difficile e forse per questo abbiamo pagato questo prezzo. Gli altri già avevano degli organici consolidati hanno avuto più facilità ad affrontare questa fase”.

Sappiamo che ci sono state un po’ di situazioni arbitrali a vostro sfavore.

“Le situazioni arbitrali noi normalmente non ne abbiamo mai parlato, abbiamo avuto sempre rispetto di tutte le componenti che fanno parte di questo mondo, però poi ci sono state alcune situazioni che andavano a incidere solamente a nostro sfavore e che hanno comunque condizionato in determinati esiti delle gare. Di fatto poi  la possibilità di poter accedere a un turno successivo su 10 gare è importante che il singolo episodio possa andare non sempre contro, ma anche a favore, perché può dare anche il morale in più ai ragazzi che può mancare da una prestazione opaca, ad esempio un rigore a favore, com’è capitato ai nostri avversari più di una volta”.

L’F.C. Avellino in Promozione rimarrà sempre? E con quali obiettivi?

“L’F.C. Avellino non è sotto il nostro diretto controllo. Noi ci siamo spostati in massa con il Città di Avellino che ha fatto la fusione con l’Eclanese. Adesso formalizzeremo anche sulle carte federali questo cambiamento. L’F.C. Avellino è una società che ha dato tanto e che ha sempre raggiunto ottimi risultati, tanto da risultare ai primi posti nelle graduatorie dei ripescaggi negli ultimi anni. Sicuramente si dovranno fare delle valutazioni anche con le persone che attualmente l’hanno gestita per vedere che cosa succederà”.