Il difensore classe 2001 di proprietà della Casertana in prestito a Battipaglia è il quinto ospite della rubrica dedicata ai giovani talenti della Campania

Un importante cognome, pesante, come quello che gli ha lasciato suo padre Luigi. Stiamo parlando di Mario Squillante, terzino classe 2001, con un curriculum di tutto rispetto con esperienze importanti come Avellino, Casertana e ora l’arrivo in un’altra piazza importante come quella di Battipaglia dove ha già vantato qualche apparizione tra le file della Juniores. Buon sangue e non mente, e così il figlio di mister Squillante si sta mettendo in luce con una costanza di rendimento veramente invidiabile, che ha attirato su di sè numerosissimi interessi già in tutta la regione, con uno sguardo anche ai professionisti.

Nonostante la tua giovanissima età, vanti già delle importanti esperienze come Avellino e Casertana. Quanto hanno influito sul tuo percorso di crescita?

“Io penso che il mio percorso di crescita debba ancora continuare, però mi hanno aiutato molto per affrontare sia momenti brutti, che momenti belli di una stagione e di una singola gara. Sono due esperienze che hanno aiutato a gestirmi, oppure a continuare a lottare e a non mollare.”

Nasci centrocampista e ora ti ritrovi terzino, cosa è cambiato nel tuo modo di approcciare le partite?

“A dir la verità ero già abituato a Caserta, perché facevo il quinto, quindi cambia poco. Comunque il ruolo conta relativamente, dipende dalla voglia e dalla grinta in campo, che fanno la differenza.”

Il Ds Guariglia ti ha voluto fortemente a Battipaglia. Che rapporto vi lega?

“Mi ha voluto e mi sono trovato dal primo giorno subito bene, sia con il gruppo che con il direttore, il mister e il resto della società. Penso che questo sia un grande gruppo e c’è molto rammarico per le prime due sconfitte quando sono arrivato a Battipaglia. Avrei preferito un esordio con una vittoria”

Domenica siete riusciti a portare a casa 3 punti inattesi ma importantissimi contro la capolista Agropoli, ti aspettavi un risultato simile?

“No. È stata una settimana in cui ci siamo allenati duramente. Domenica siamo scesi tutti, con i compagni in panchina e i titolari, più società, con la giusta rabbia e la voglia di vincere e farci valere, ma soprattutto con l’idea di far cambiare il pensiero alla gente sulla reputazione che stavamo avendo in questo periodo negativo della stagione della Battipagliese da quando sono arrivato.”

Sei il figlio di uno dei migliori allenatori di questa categoria. Ti condiziona in qualche modo questo diktat? Ti senti più “il figlio di Gigi Squillante” o Mario Squillante?

“Sinceramente questo cognome pesa, sia positivamente che negativamente. Perché, soprattutto con uno che ha fatto la storia del calcio in Campania, credo che a volte il cognome pesi, anche se dipende dalle persone. Io, comunque, in ogni caso, personalmente mi sento più Mario Squillante.”

Tuo padre si è mai permesso di darti qualche consiglio sul tuo modo di giocare?

“Si, qualche consiglio sicuramente è arrivato, e io l’ho accettato. Ho fatto bene a farlo perché mi ha aiutato in molte situazioni in cui io mi sono trovato impreparato, quindi l’ho accettato volentieri, perché come hai ben detto è uno dei migliori allenatori in Campania.”

Due volte consecutive nella nostra Top 11, tanta continuità di rendimento. Ti senti pronto per tornare alla Casertana?

“No, assolutamente. Io penso che il mio percorso di crescita sia appena iniziato e sicuramente dovrò continuare a lottare per procurarmi prima il posto tra i titolari, e poi una volta procurato il posto negli 11 di partenza dovrò lottare il doppio per portare la vittoria ai tifosi, alla squadra e alla società, insieme a tutti i miei compagni.”

La regola dell’under: cosa pensi di questa regola?

“È una regola efficace, perché comunque c’è la possibilità di confrontarsi con i grandi, e quindi ti permette di crescere più rapidamente e a formarti in tutti gli ambiti, sia personalmente che calcisticamente e mentalmente”