Il ruolo di Minopoli fondamentale nella vicenda. Spieghiamo per filo e per segno cosa sta succedendo nell’asse tra Gragnano e Torre Annunziata
Savoia, una gara a scacchi. Dichiarazioni, voci, susseguirsi di fantasie girano dietro al titolo di Gragnano. Dopo le dichiarazioni di Minopoli a solosavoia.it, in cui il dirigente afferma che per spostare il titolo esiste un atto in cui ci deve essere unanimità di soci per spostare il titolo e che solo in assenza di imprenditori che volessero fare calcio a Gragnano darebbe il via libera a Franco. Parole che fanno luce e che sottolineano due aspetti: il discorso legato al campo non esiste, ma esiste un atto in cui tutti i soci all’unanimità devono essere d’accordo a spostare il titolo. Dunque, Minopoli diventa ago della bilancia. Gli scenari stando alle parole di Minopoli sono due: 1)nessuno si presenta e lui firma per il via libero a Franco per non lasciare morire il titolo. 2) si presenta una cordata e lui fa rimanere il titolo a Gragnano. E Torre Annunziata? Nel caso della seconda ipotesi lo scenario sarebbe apocalittico: con la cessione del titolo all’Ischia, Torre Annunziata resterebbe senza calcio tra lo choc generale. Abbiamo indagato e cercato di chiarire questo aspetto e dall’entourage di Franco filtra ottimismo. Minopoli è decaduto da diversi mesi e in capo alla società di Franco ci sono solo 3 soci tutti riconducibili a Carmine Franco, quindi nessun pericolo per Torre Annunziata. I motivi per cui Minopoli è stato esautorato derivano dalla natura dell’Asd: Minopoli (per sua stessa ammissione) per un periodo non ha versato quote come socio e quindi è stato fatto decadere e per 2 mesi non si è fatto vivo (sempre per sua stessa ammissione dicendo che si è allontanato) e quindi l’assemblea lo ha radiato da ogni carica. Stando così le cose, per Franco è una passeggiata portare il titolo da Gragnano a Torre Annunziata e il numero uno si sente in una botte di ferro, con il Savoia che ripartirà alla grande dalla serie D.






