Mentre l’Agropoli incassa due punti di penalizzazione dal Tribunale Federale Territoriale, ad Angri monta la protesta dei tifosi nel giorno del Santo Patrono: “Non fate morire il Cavallino”.

Il panorama calcistico campano registra due situazioni di forte criticità in vista della stagione 2025/26 di Eccellenza. Il Tribunale Federale Territoriale della Campania, presieduto dall’Avv. Antonio Frojo, ha infatti comminato una penalizzazione di due punti all’U.S. Agropoli per inadempienze economiche nei confronti dei calciatori Andrea Sannia e Davide Ragone, come stabilito da due distinti lodi del Collegio Arbitrale LND-AIC risalenti a marzo 2025.

Il deferimento ha riguardato anche l’ex presidente Iginio Serrapede, sanzionato con sette mesi di inibizione per la violazione degli articoli 4 e 31 del Codice di Giustizia Sportiva. Contestualmente, alla società Agropoli è stata inflitta un’ammenda di 700 euro, con responsabilità diretta in capo alla gestione precedente. Il provvedimento sarà effettivo sin dalla prossima stagione e rappresenta un ostacolo ulteriore per un club reduce dalla salvezza nei playout. Dopo la sofferta permanenza in Eccellenza ottenuta ai playout contro il Victoria Marra, la piazza azzurra è tornata a vivere ore drammatiche, come già avvenuto nell’estate 2023.

Situazione molto difficile anche ad Angri, dove la piazza grigiorossa rischia di non iscriversi al prossimo campionato d’Eccellenza, a seguito dell’amara retrocessione dalla Serie D. Dopo l’appello accorato di Niutta in cui annuncia la possibile scomparsa del Cavallino grigiorosso, il 23 giugno, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista, patrono della città, i tifosi dell’Angri hanno inscenato un corteo pacifico di protesta per le strade cittadine, lanciando un chiaro messaggio: “L’U.S. Angri non deve morire!”. Lo striscione, portato fino ai piedi della Chiesa Madre, ha rappresentato l’ennesimo appello pubblico a imprenditori e istituzioni affinché venga garantita continuità al calcio angrese.

Mentre da ambienti vicini al club trapelano flebili segnali di movimento, regna ancora il silenzio ufficiale, e il tempo stringe per evitare che una delle realtà più gloriose del calcio dilettantistico campano scompaia dai radar.