Delle quattro semifinaliste, nessuna proviene dall’Eccellenza, cui club preferiscono snobbare un campionato vetrina per i giovani. Promozione in auge

Grotta, Promozione Girone C. Maddalonese, Promozione Girone A, Rinascita Sangiovannese, Promozione Girone B. Juve Domizia, settore giovanile. Quattro squadre, le semifinaliste del campionato Juniores Regionale, che spiegano tutto ancor prima di analizzare il fenomeno. I risultati sono inequivocabili: le società militanti in Eccellenza non credono nelle juniores, preferendo snobbare una competizione la quale in passato ha visto squadre del secondo campionato dilettantistico per importanza, il maggiore in assoluto a livello regionale, alzare il trofeo come il Faiano lo scorso anno o comunque sfiorare la vittoria finale, rendendosi protagoniste nell’arco della stagione. Quest’anno è andata in modo del tutto diverso: la vincente proverrà dalla Promozione o direttamente dal settore giovanile come nel caso del club di Licola. Incidente di percorso, pausa di riflessione o autentico snobbismo?

Il dato non va sottolineato: con l’uscita di scena dell’Audax Cervinara e del campione in carica Faiano, rispettivamente quarta e quinta classificata nel Girone B, l’Eccellenza è fuori dai giochi. Occorre tuttavia fare un passo indietro. Delle venti società qualificate al primo turno del postseasion, otto erano le iscritte al massimo torneo regionale: Virtus Volla quattordicesimo nel Girone A, S. Maria 1932 quattordicesimo nel Girone B, S. Agnello quindicesimo nel Girone B, Mariglianese decimo nel Girone A, S. Vito Positano decimo nel Girone B, Picciola nono nel Girone B, Real Albanova undicesimo nel Girone A e Nola ottavo nel Girone B. Nel modo tanto paradossale quanto inquietante, si tratta di club in piena lotta playout o tranquillizzate da una salvezza ottenuta anzitempo ma senza velleità di accesso ai playoff per un approdo speranzoso in Serie D. Ad eccezione del S. Vito Positano, che ha incontrato il suo destino in quello successivo, le suddette sono state eliminate da quelle che sulla carta dovevano essere prossime a salutare la competizione riservata ai giovani.

Insomma, complimenti alle quattro squadre che si giocheranno due posti esclusivi in prima classe alla finale 2016/17. Al tempo stesso, per i club di Eccellenza non va alcun onore. Perché non possono esserci onore e gloria quando si disputa il campionato Juniores in quanto obbligati, senza crederci realmente, al solo scopo di non incorrere a una multa essendo un torneo dovuto, imposto per esse. Stesso discorso vale per i club di Promozione in ottica obbligatorietà della partecipazione, ma queste in fondo hanno portato tre rappresentanti su quattro ed è già di per sé un risultato eccezionale. Fa specie vedere il Portici, a un passo dalla promozione diretta in Serie D, ottenere soltanto 9 punti e un decimo posto. Come del resto l’Afragolese, l’unica in grado di impensierire gli ultracentenari azzurri, mancare nel finale il guizzo decisivo per battere Juve Domizia e Puteolana. E l’Ebolitana? Dominatrice indiscussa nel Gruppo B di Eccellenza, già promossa nel principale campionato dilettantistico nazionale, non è stata mai in grado di competere per la qualificazione alla fase finale Juniores Regionale. Quindi il Savoia, terzo in Eccellenza/A, quinto nel proprio girone Juniores a distanza siderale dalla capolista. E infine, giusto per non prolungare un discorso triste e raccapricciante, Sorrento e Battipagliese: in lotta per contrastare l’Ebolitana fin quando la matematica lo consentiva, quarte in classifica nei rispettivi gironi Juniores con sorrentini segnati dallo stesso destino dai colleghi di Afragola e zebrette lontane dall’ottenere il pass per la fase conclusiva.

Evidentemente per l’Eccellenza, con le dovute eccezioni, snobbare le Juniores è un piacere, perché non tutte hanno la voglia di “tenersi un peso sullo stomaco” nell’arco di un’intera stagione, negando tuttavia la possibilità ai propri giovani di mettersi in mostra e vivere in pieno una competizione importante. E i risultati poi incidono negativamente al Torneo delle Regioni.

 

Andrea Cardinale
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