Il responsabile dell'Aic Campania ricorda Pippo Viscido e fa un sunto della situazione dopo un periodo difficile vissuto dai calciatori

NAPOLI - Nel mondo dello sport, i calciatori dilettanti, soprattutto quelli delle categorie regionali hanno subito il colpo più pesante. La Serie D sta provando a chiudere con continui rallentamenti, l’Eccellenza è ripresa con fatica dopo 5 mesi di tira e molla e la Promozione ormai ferma ai box da Marzo 2020. 

Per i calciatori, o meglio per coloro che provano e sono fortunati a sopravvivere con un rimborso economico attraverso il calcio, la strada si è messa sempre più in salita con il passare dei mesi. 

Antonio Trovato, responsabile dell’Aic in Campania, in questo lungo periodo condizionato dalla crisi economica e sanitaria provocata dal Coronavirus ha avuto il suo bel da fare per tenere monitorata la situazione che interessava tutto il comparto sportivo. 

La nostra chiacchierata non poteva non cominciare parlando della notizia del suicidio di Filippo Viscido. Una notizia tremenda per il mondo del calcio dilettantistico e non solo, soprattutto quando di mezzo c’è una persona apprezzata e voluta bene da tanti suoi colleghi ed ex compagni di squadra. 

“E’ una notizia che ci ha scioccati tutti. Un gesto che non ci saremo mai aspettati da Pippo Viscido. Un ragazzo che va ricordato in maniera eccezionale. 

L’Equipe Campania come si appresta a riaccendere i motori?

“L’Equipe è un progetto che si appresta al decimo anno di ripresa. In questo momento non ci sto pensando perché devono finire ancora i campionati, però tanti ragazzi mi chiamano per chiedere informazioni. Ci appresteremo per riprendere a metà Luglio con un ritiro. Alla fine l’Equipe ha uno sfondo sociale, cioè di dare l’opportunità a tanti ragazzi senza squadra di sentirsi con una propria squadra. Nel ritiro di Baronissi ho avuto il modo di apprezzare proprio Pippo Viscido”.

Sono stati mesi difficili per il mondo dello sport e soprattutto per gli atleti, nel vostro caso i calciatori che hanno dovuto fare i conti con le conseguenze provocate dalla pandemia. 

“Il primo dovere nostro è quello di tutelare la salute dei nostri associati. Fino a quando non c’è stata la possibilità di ripresa dei campionati regionali con i protocolli attuali in Serie D, sotto il profilo economico siamo intervenuti con il bonus atleti, aiutando i calciatori che non lavoravano e vivevano solo di calcio. Tutto questo tenendo sempre in considerazione l’aspetto della salute”.

La riforma dello sport, promossa dal governo Conte II e dall’ex Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora è stata spostata al 2024. Come ha appreso l’Aic questa notizia?

“Non è stata una notizia piacevole perché il mondo dilettante si aspettava da anni un discorso molto caro a tanti tesserati. Nei campionati regionali, l’introduzione dell’accordo economico andrebbe a regolarizzare il sistema. Per quanto riguarda la riforma dello sport, l’Aic sono anni che si batte per il vincolo sportivo. Il lavoratore sportivo sono anni che ne parliamo e dovrebbe esserci un accordo economico nelle categorie regionali. Con Spadafora eravamo arrivati al traguardo ma purtroppo il cambiamento politico sotto gli occhi tutti ha fatto si che il decreto legge dall’attuale politica venisse slittato tutto. Noi stiamo monitorando ed attenzionando per cercare di rimetterci a tavolo e riparlare della questione”.