Mentre il Punto di Svolta vola in Eccellenza con sei punti in tre giornate, il caso stadio "Caduti di Brema" di Barra resta irrisolto. Il presidente Antonio Scala rinnova il suo appello alle istituzioni: i lavori sono finiti da oltre un anno, ma la tribuna è ancora inagibile per la mancanza della certificazione. "Vogliamo giocare a Barra, per Barra, con Barra. Una società che lavora per il territorio non può essere lasciata sola".
Il Punto di Svolta sta vivendo un avvio di stagione da protagonista in Eccellenza, con sei punti conquistati nelle prime tre giornate e un successo di prestigio sul campo della blasonata Ercolanese. Eppure, a tenere banco non è il campo, ma la questione legata allo stadio “Caduti di Brema” di Barra, che continua a rappresentare un problema non soltanto per la società, ma anche per i tifosi e per l’intero quartiere. Il presidente Antonio Scala, facendosi portavoce della società e dei sostenitori del progetto, ha rinnovato il suo appello alle istituzioni affinché venga fatta chiarezza sull’impianto e sulla possibilità di restituire alla comunità uno spazio fondamentale per lo sport e l’aggregazione.
«Si parla sempre dei Comuni e dei quartieri di periferia, come Barra, della necessità di creare occasioni di aggregazione e di dare ai giovani spazi e opportunità. Noi stiamo facendo qualcosa per il quartiere, attraverso lo sport e un progetto che coinvolge ragazzi, famiglie e cittadini. Eppure non viene data la possibilità agli abitanti di Barra di condividere una gioia e vivere insieme questi momenti», ha dichiarato Scala. Parole che fotografano una frustrazione crescente e un senso di abbandono istituzionale difficile da ignorare.
Il problema è presto detto. Lo stadio “Caduti di Brema”, inaugurato negli anni ’60 e già ristrutturato in occasione delle Universiadi 2019, ha beneficiato di un ulteriore finanziamento di circa 1,5 milioni di euro per l’adeguamento ai parametri Coni. I lavori sono terminati da oltre un anno, ma la struttura non è pienamente utilizzabile per la mancanza della certificazione di agibilità della tribuna. Il provvedimento del Comune di Napoli del 2 settembre 2025 ha disposto la chiusura degli spalti, costringendo la prima squadra a disputare le gare a porte chiuse e impedendo ai genitori di assistere agli allenamenti dei bambini.
Mentre il campionato prosegue e la squadra continua a conquistare punti preziosi lontano dalle mura amiche, il caso stadio resta aperto. La palla, ancora una volta, passa alle istituzioni, chiamate a dare risposte concrete per restituire a Barra un impianto che rappresenta molto più di un semplice campo da calcio: è un luogo di aggregazione, di crescita e di identità per un’intera comunità.






