Le due finaliste vorranno superare la propria avversaria anche per la cabala. I rossoblu per dimenticare la finale del 1999, i costieri per battere una "napoletana" in finale dopo nove anni

SARNO (NA) - La finale di Coppa Italia Dilettanti-Fase Regionale tra Costa d’Amalfi e Afragolese sarà la quindicesima sfida che vedrà contrapposte squadre “napoletane” a quelle “salernitane”. Per i costieri sarà l’esordio assoluto in una finale mentre per i rossoblu sarà la seconda volta dopo oltre vent’anni, quando nella stagione 1998-99 furono sconfitti da un’altra formazione salernitana, il Sapri.
I precedenti sorridono alle società della provincia partenopea che si sono imposte in ben nove occasioni (Frattese, Melito, Boys Caivanese, Ercolano, Virtus Volla (3 volte), Savoia e Portici)  mentre le affermazioni  salernitane sono state finora cinque (Angri, Sapri, Ippogrifo Sarno (2 volte) ed Ebolitana).
La prima finale tra squadre delle due province si ebbe nella stagione 1991-92, anno d’esordio della competizione, tra Frattese e Cavese (1-0) con i nerostellati divenuti i primi ad alzare il trofeo regionale. La seconda sfida vide protagonista nuovamente la società metelliana, tornata in finale nella stagione 1993-94, ma ancora una volta venne sconfitta, questa volta dal Melito sempre per 1-0. Nella stagione 1995-96, alla terza sfida, arriva la prima vittoria di una squadra salernitana, l’Angri si impone sul Sanità Napoli dopo i calci di rigori (0-0 d.t.s. (1-0 d.c.r.)) portando per la prima volta il trofeo fuori dalla provincia partenopea.
Nella stagione 1996-97  è la Boys Caivanese ad imporsi sulla Paganese, dopo i tempi supplementari, con un sonoro 4-1. Nella stagione 1998-99 l’unico precedente per l’Afragolese non evoca affatto bei ricordi  ai rossoblu battuti dal Sapri per 1-0. L’anno successivo, 1999-00, la società salernitana campione in carica approdò nuovamente in finale ma questa volta fu l’Ercolano ad imporsi con lo stesso risultato di un anno prima, 1-0.

Dopo ben cinque stagioni in cui nessuna società salernitana riuscì a raggiungere la finale, la settima sfida si ebbe nella stagione 2005-06 quando l’Ippogrifo Sarno fece registrare la prima delle sue due affermazioni battendo in finale l’Arzanese dopo i calci di rigore (1-1 d.t.s. (4-1 d.c.r.)). Passano due stagioni e nel 2007-08 la Virtus Volla trova la prima gioia battendo la Battipagliese ancora dopo i calci di rigore (0-0 d.t.s. (3-0 d.c.r.)) rendendo ancora amara la finale per le salernitane.

A cavallo tra la fine degli anni duemila e l’inizio degli anni duemiladieci si ebbero ben tre finali consecutive tra società napoletane e salernitane con due affermazioni per queste ultime ed una partenopea. Nel 2009-10 è l’Ebolitana a trionfare battendo l’Arzanese (2-2 d.t.s. (6-5 d.c.r.)) alla sua seconda finale persa, l’anno successivo arriva il secondo titolo per l’Ippogrifo Sarno che si impone sull’Isola di Procida per 3-1. Nel 2011-12 il Savoia batte l’Agropoli  per 2-1 e trova il primo successo della sua storia. Dopo un anno di “pausa” nel bienno 2013-2015 ci fu una doppia finale tra Virtus Volla e Scafatese con i vesuviani riusciti nell’impresa di imporsi per ben due volte, 3-2 (d.t.s.) e 2-0, divenendo in assoluto la squadra che ha vinto più volte il trofeo (3 affermazioni in altrettante finali) e l’unica a riuscirci per due edizioni consecutive. L’ultima società salernitana ad alzare il trofeo fu la Nocerina nella stagione 2015-16  imponendosi su una casertana, la Sessana per 2-0 allo stadio “Partenio-Lombardi” di Avellino. L’anno successivo in finale giunse l’Ebolitana, allo “Squitieri” di Sarno stesso stadio della finale di domani, che però dovette cedere il passo al Portici (3-2) che centrò la doppietta campionato e coppa.

Una sfida ricca di fascino che comunque vada consegnerà alla storia una “prima volta” vista la poca tradizione di entrambe le formazioni all’interno di questa competizione che vedrà sicuramente favoriti, sulla carta, i rossoblu di Masecchia che dovranno fare i conti con la vera rivelazione di questa competizione. L’ambizioso Costa d’Amalfi vorrà centrare un’impresa che sarebbe storica dando lustro non solo alla città ma all’intero movimento calcistico costiero.