L'attaccante campano, già nove gol in questo inizio di stagione in Eccellenza, si racconta in una carriera fatta di tanti imprevisti e con il sogno nel cassetto di tornare un giorno in Campania
Un giro in Abruzzo e scopri che anche qui, a tanti km dalla Campania, ci sono numerosi attaccanti del nostro paese che a suon di gol fanno conoscere il loro nome. Tra questi, Orlando Aquino è sicuramente uno dei migliori nel ruolo di prima punta, un calciatore che però a dispetto di molti, nonostante i centimetri, ha sempre dato del tu alla palla. Tecnica, fisico e fiuto del gol sono il suo repertorio che, da anni ormai, lo portano sempre nelle zone alte della classifica marcatori. Ora veste la maglia del Capistrello dove, in quindici gare, Aquino ha realizzato ben nove reti facendo coppia con un altro campano Nicola Guerra, che di gol ne ha fatti sei. “Siamo una bella squadra – racconta l’attaccante nativo di Boscoreale – ed eravamo partiti per disputare un buon campionato. Ora siamo lì, gli obiettivi sono cambiati e la società sta pensando a rinforzare la squadra per mantenere le posizioni di vertice”. Obiettivi personali? “Il mio pensiero è raggiungere degli importanti risultati di squadra, poi se sarò il capocannoniere che ben venga”. Aquino ci racconta poi la sua storia calcistica. Era considerato, dai tanti addetti ai lavori, come una grande promessa del calcio, tanto è vero che già da adolescente era andato via dalla Campania per inseguire il sogno dei professionisti. “Sono andato via a tredici anni, sono cresciuto in Abruzzo e ho esordito a soli sedici anni e mezzo col Lanciano in C1 (Benevento – Lanciano ndr). L’Abruzzo, col tempo, è diventata la mia casa, mi trovo bene qui ed ho fatto tante belle esperienze. Il calcio è seguito, anche in Eccellenza c’è molte interesse”. A Lanciano, Aquino avrebbe potuto lanciarsi nel calcio che conta ma un infortunio gli ha impedito ciò. La verità, come lui stesso ci racconta, è che, proprio nei momenti migliori della sua carriera, siano arrivati impedendogli il grande salto. “Non ho avuto tantissimi infortuni – rimarca il bomber campano – ma sono capitati tutti in momenti sbagliati. Cosa mi ha spinto a continuare? La voglia, la passione che ho per questo sport hanno fatto tanto per convincermi a continuare a giocare“. Aquino, infatti, dopo tanto girovagare con tanto di esperienze in Romania e Ungheria, torna nella sua Abruzzo ripetendo dal basso. Il Penne in Promozione, grazie all’amico e mister Sciulli, il ritorno ai gol a grappoli e la risalita fino alla D. Annate 2015/2016 e 2016/2017 con Campobasso e Avezzano: “A Campobasso, fu un’esperienza positiva sotto il lato umano perché conobbi due grandi allenatori come Roberto Cappellacci, con cui mi sento ancora oggi, e Massimiliano Favo. Stavo facendo bene, poi ancora una volta fui colpito da un piccolo infortunio che mi tenne fuori nel momento migliore. A dicembre, arrivarono comunque tante proposte tra Serie D e Eccellenza ma rifiutai perché ero a Campobasso, in una grande piazza. A fine anno, feci solo quattro gol e firmai ad Avezzano. Anche qui, partenza con gol alla prima gara ma poi si ruppe qualcosa tra me, il mister e la società così decisi di scendere nuovamente in Eccellenza. Scelsi Paterno ed è proprio qui che ho fatto forse la mia parte migliore della carriera”. Ed è proprio Paterno la sua meta migliore dal punto di vista calcistico. Squadra con la quale ha giocato per tre anni, tra Promozione ed Eccellenza, mettendo a segno più di 60 reti e contribuendo, nella stagione 2013/2014, alla risalita del team abruzzese in Eccellenza e al raggiungimento dei Play Off Regionali di Eccellenza nell’anno 2017 quando, nel solo girone di ritorno, realizzò un incredibile doppia cifra. “A Paterno ho avuto modo anche di conoscere due grandi attaccanti – racconta Aquino -. Come campano, Rosario Di Ruocco mi piaceva molto. Come miglior partner, invece, dico subito Luciano Leccese. Nel 2017, abbiamo fatto benissimo insieme a Paterno”.
Chiusura dell’intervista dedicata ovviamente alla Campania e alle sue origini, che Aquino non dimentica. Ci viene dunque normale chiedergli come mai non sia mai stato in procinto di ritornare a casa, di fare qualche esperienza calcistica campana. Dal 2009 – 2010, anno in cui Aquino indossò la maglia della Nocerina in C2, tante stagioni fuori regione e addio alla suo paese di provenienza. “Qualche contatto negli anni c’è sempre stato. Ho avuto ad esempio la possibilità, nella scorsa stagione, di vestire la maglia della Battipagliese. Avevo fatto quasi tutto, poi però ho preferito rimanere in Abruzzo“. Pregi e difetti di giocare fuori: “Mi manca la famiglia, ma al tempo stesso ho conosciuto tante persone e ambienti nuovi. Se mi chiamasse un giorno qualche squadra campana, potrei tornare a giocare a casa: perché no, sarei contento di stare a casa con la mia famiglia”.
Messaggio arrivato dunque alle squadre campane, Aquino può essere anche nei prossimi anni l’oggetto pregiato che serve per completare un reparto avanzato importante. La promessa, dettata dal curriculum recente, dicono gol a grappoli e tanti bei risultati: nient’altro da aggiungere!






