Lo sfogo del tecnico dei sanpietrini dopo i fatti del post derby: “Abbiamo perso tutti, ognuno si prenda le proprie responsabilità”
Avrei potuto tacere, ma il rischio di vedere macchiata l’immagine mia e di tutti i miei ragazzi, mi obbliga a non farlo e a far conoscere la verità sui fatti accaduti ieri. Troppo semplice nascondersi dietro un articolo che elogia una ‘fantomatica’ super vittoria con annessa prestazione da incorniciare. La giornata di ieri, poteva e doveva essere una giornata di festa, ma qualcosa è andato storto. E non parlo del triste epilogo finale, ma delle tante cose successe prima e durante la gara. Per anni, la famiglia Marino, insieme a centinaia di ragazzi del quartiere e non, ha rappresentato sui campi di tutta la Campania calcistica la società del San Pietro Napoli, ricevendo attestati di stima e rispetto dalla quasi totalità di calciatori ed addetti ai lavori. Abbiamo contribuito, con immenso orgoglio, alla crescita di tale società e portato in alto il nome del nostro quartiere, facendo conoscere al di fuori delle mura amiche il buono e la genuinità dei sanpietrini. Mai, e dico mai, avrei immaginato che una partita di calcio dei nostri livelli, potesse far uscire cosi tanta rabbia. Cosi tanta da trasformarsi in odio. Da uomo di calcio, accetto la sconfitta, accetto gli sfottò, ma quando viene meno il rispetto non riesco a starmene buono. Vorrei trovare una spiegazione al divieto imposto ai calciatori di non avere contatti con noi prima della partita, nemmeno avessimo la lebbra. Ragazzi che magari la sera prima sono usciti insieme per mangiare una pizza, costretti a voltarsi dall’altro lato e far finta di niente. Vorrei trovare una spiegazione alla continua caccia all’uomo in campo fatta anche da chi, qualche mese fa, grazie ai ‘lebbrosi’ ha avuto la possibilità di andare avanti in un momento difficile della propria vita. Vorrei trovare una spiegazione alle continue minacce subite da tutti noi dietro la panchina da gente che, con questo quartiere, non ha nulla a che vedere. E soprattutto, vorrei trovare una spiegazione alle continue offese che arrivavano dagli spalti da alcuni dirigenti. Offese gratuite a ragazzi del quartiere, il loro quartiere. Ragazzi che, chi per uno, chi per tre, chi per dieci anni, hanno dato tutto anche per loro, mettendo davanti anche alle loro famiglie l’amore per questo sport. Lucarelli, Bifaro, Fusco, Pietro Esposito, Pierleoni, Fabio ed Emanuele Parisi, Riccio e Biancardi sono la testimonianza che quello che abbiamo costruito in questi anni sarà INCANCELLABILE. E allora si, ne usciamo tutti sconfitti, ma che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Tutti noi della MAUED SPORT 80144, tesserati e simpatizzanti, andiamo avanti a testa alta. Noi non siamo la squadra del quartiere e non ci teniamo ad esserlo, noi siamo la squadra dei ragazzi di San Pietro a Patierno.
Umberto Marino
ASD MAUED SPORT 80144






