La compagine partenopea, attraverso un comunicato, ha dichiarato la fine del progetto

NAPOLI - Questa volta non è solo opera del covid. Si scioglie dopo anni la compagine della Lokomotiv Flegrea che negli ultimi anni ha militato in Prima Categoria ben figurando sia in campo e sia sugli spalti. Il comunicato ufficiale:

“È arrivato, nostro malgrado, il momento che speravamo non arrivasse mai. Con questo comunicato dichiariamo lo scioglimento del collettivo Lokomotiv Flegrea 2013 e la fine delle attività che questo gruppo ha portato avanti per sette anni nei quartieri dell’area flegrea e non solo. Rimandiamo a un prossimo documento la spiegazione dettagliata delle ragioni che hanno portato a questa scelta, oltre che il bilancio di quella che per noi (e speriamo non solo per noi) è stata una fondamentale esperienza politica, di maturazione personale e collettiva.

Vogliamo tuttavia comunicare che le motivazioni che ci hanno portato a fare questa scelta sono politiche, di buon senso e da ricercare non in un’unica causa (probabilmente lo scenario creato dalla pandemia è stata soltanto l’ultimo duro colpo) ma in una progressiva evoluzione del contesto politico, sociale e sportivo che ha reso allo stato impossibile – considerando le nostre forze – continuare a operare sul territorio con coerenza, onestà intellettuale e senza compromessi. Alcune delle persone che hanno attraversato gli spazi della Lokomotiv in questi anni provengono e partecipano anche ad altri percorsi militanti; altre sono sempre restate esterne alle dinamiche di movimento, eppure (o forse anche per questo) hanno dato un contributo ugualmente decisivo alla crescita e al mantenimento del progetto. Quello che possiamo dire è che tutte le individualità che hanno fatto parte di questo eterogeneo ma compatto gruppo porteranno con loro, nel loro futuro, le tracce di quest’esperienza militante.

Molti tra noi continueranno a fare politica sul territorio: individualmente, all’interno di gruppi e coordinamenti studenteschi, nei collettivi, nel sindacato, nei comitati a difesa del territorio. Ci piace insomma guardare alla fine della Lokomotiv non come a una resa, ma come l’epilogo di un percorso che, alle condizioni in cui l’abbiamo sempre concepito, non era più possibile portare avanti. Speriamo di aver lasciato sul nostro cammino qualche messaggio importante e qualche tipo di eredità, soprattutto in termini di consapevolezza e di esempio, in particolare per i più giovani; così come ci piacerebbe che un domani qualcuno, nelle modalità e con lo spirito che riterrà più opportuno, potrà trarre uno spunto da quello che abbiamo lasciato. Nel frattempo continueremo a lottare per tutte le ingiustizie che ci troveremo davanti e, quando sarà il caso, a farlo fianco a fianco, perché la barricata non è crollata, abbiamo solo deciso di cercare altrove le condizioni migliori per difenderla”.