Il direttore sportivo della società di Promozione Girone D si sfoga ai nostri microfoni contro l’arbitro Perillo per la squalifica di 4 mesi inflittagli dal giudice sportivo. L’accusa è di comportamento antisportivo, ma D’Onofrio sbugiarda il fischietto della Sezione di Agropoli

Animi ancora roventi nel lungo post-partita di Calpazio-Real Palomonte, terminata 2-0 in favore dei padroni di casa. Il giudice sportivo ha senteziato con una pesante squalifica inflitta al direttore sportivo del club palomontese, Luca D’Onofrio, allontanato dall’arbitro Perillo della Sezione di Agropoli subito dopo il triplice fischio finale per condotta antisportiva. Il referto del fischietto non ammette dilazione alcuna e il comunicato recita nel seguente modo:

INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITÀ FINO AL 2/ 3/2018
D’ONOFRIO LUCA (REAL PALOMONTE)
con comportamento altamente antisportivo, scorretto, sleale, aggravato dal ruolo ricoperto al triplice fischio del DDG lo rincorreva per tutto il terreno di gioco, rivolgendogli espressioni ingiuriose, lesive della funzione ricoperta ed ancora con fare minaccioso continuava ad insultarlo impedendogli di chiudere la porta dello spogliatoio.
La reazione non si è fatta attendere; è perentorio ai nostri microfoni il ds D’Onofrio, commentando così l’accaduto e l’operato del signor Perillo in occasione del match in questione: “Al triplice fischio finale, mi sono diretto verso l’arbitro per chiedere spiegazioni, con calma assoluta in merito ai tre minuti di recupero, nonostante ci siano state otto sostituzioni e il gioco fosse stato interrotto a lungo per infortunio accorso al portiere del Calpazio. L’arbitro Perillo – prosegue nel racconto il ds D’Onofrio – mi ha detto che potevo ritenermi espulso, ripetendomelo più volte mentre camminavamo vicini per andare negli spogliatoi, senza alcun tipo di atteggiamento violento da parte mia. La squalifica è vergognosa e senza senso: addirittura stando al referto avrei minacciato l’arbitro, impedendogli di chiudere la porta dello spogliatoio riservato alla terna arbitrale. Se l’avessi fatto, mi avrebbero fermato in primis i carabinieri lì presenti e mi avrebbero portato via“.
 
Insomma, D’Onofrio non ci sta: “Io non l’ho mai rincorso in mezzo al campo, non l’ho mai minacciato in alcun modo. Gli ho soltanto fatto presente che erano troppo pochi 3′ di recupero. Nel referto sono scritte solo bugie, l’arbitro si è inventato tutto. La squalifica è uno scandalo: Perillo, tra l’altro, è entrato nel nostro spogliatoio senza alcun problema per la firma del referto. Se l’avessi realmente minacciato, non sarebbe mai venuto da noi“.
 
Infine, conclude il ds del Real Palomonte nel suo sfogo ancora immerso nel fervore: “Se le cose devono andare così, a questo punto preferisco lasciare il calcio. Non ho mai fatto tutto ciò che è stato riportato dal signor Perillo nel referto“.