Il diesse del sodalizio isolano non crede nella ripresa della stagione e aggiunge: le tempistiche per il ritorno al calcio saranno lunghe

Continuano le interviste ai protagonisti del calcio campano. Oggi è intervenuto ai nostri microfoni il direttore sportivo dell’Isola di Procida (promozione, girone b) Mario Lubrano Lavadera. Queste le sue parole in merito:

Qual è il tuo parere sulle decisioni prese dagli organi federali?

In questo momento ritengo inevitabile la decisione di aspettare e fermarsi, non si può fare altrimenti. L’Italia tutta sta combattendo una battaglia inaspettata e il calcio, come tante altre cose, passa in secondo piano. Certo, il campo manca a tutti ma è giusto ritornare a giocare solo quando la salute sarà tutelata al 100%. Riguardo le tempistiche non sono molto fiducioso, ci vorranno ancora alcuni mesi prima che i dilettanti possano tornare a giocare. Per questo motivo ritengo che la stagione 2019/2020 sia già chiusa.

Secondo la mia opinione, si possono decretare delle promozioni d’ufficio, in quanto ciò non andrebbe a togliere nulla alle altre squadre. Mentre non troverei giusto retrocedere delle squadre a tavolino: fino a che l’aritmetica non condanna, ognuno ha il diritto di giocarsi la salvezza fino all’ultimo. Per questo motivo io decreterei la promozione delle prime classificate dei vari campionati e, per una stagione, rivedrei il meccanismo dei ripescaggi andando a ripescare girone per girone le squadra secondo una graduatoria stilata partendo dalla seconda classifica che ha totalizzato più punti al momento della sospensione. Potrebbe essere un buon modo per non scontentare nessuno e rendere equo il tutto nonostante la mancata conclusione dei campionati.

Quali potrebbero essere i miglioramenti da effettuare nel calcio dilettantistico affinché si tuteli maggiormente la figura del calciatore e dei collaboratori?

Io credo che nel corso degli anni si sia un po’ esagerato e quest’inaspettata emergenza ha riportato a galla tutti gli errori fatti nel mondo del calcio dilettantistico. Ora è arrivato il momento di fare una scelta, rimandata troppe volte nel tempo. Bisogna cioè decidere se far andare queste categorie verso il semi-professionismo o verso il puro dilettantismo. Io opterei per la prima soluzione per quanto riguarda la Serie D e per la seconda per quanto riguarda Eccellenza e Promozione. Ciò significa anche adeguare i rimborsi spesi e regolamentarli, come d’altronde già previsto dalla legge dove c’è un limite di esenzione tasse di 10mila euro, in modo da dare delle garanzie sia alle società che ai calciatori.

La LND, nella figura del presidente Sibilia, ha paventato la scomparsa di circa il 30% delle società ASD nella fase post pandemia. Quale sarà lo scenario in Campania?

Questo è purtroppo un rischio concreto, il coronavirus è arrivato in maniera inaspettata e dirompente e andrà a incidere, purtroppo, anche sull’economia del nostro paese. Il calcio dilettantistico non ha gli introiti da diritti tv o da botteghino di quello professionistico, le società si mantengono innanzitutto con sponsorizzazioni di attività locali e risorse proprie dei presidenti. In una situazione di crisi economica, con tante attività costrette a rimanere chiuse per il lockdown imposto dal Governo che si sta prolungando più del previsto, non so quante risorse ci saranno da immettere nel calcio di Eccellenza e Promozione. Ritorniamo quindi a quel che dicevo prima, bisogna andare verso il pure dilettantismo, dove ognuno dovrà accontentarsi di quelle poche risorse che ci saranno: è l’unico modo per mantenere in vita il movimento.

L’isola di Procida sta vivendo un periodo crisi del turismo causa l’emergenza sanitaria. Quanto inciderà sull’economia locale?

Procida ha avuto un contraccolpo dal punto di vista economico già in questo periodo pasquale. La settimana santa è molto sentita sulla nostra isola con la storica processione del Venerdì Santo che è seguita da turisti di tutto il mondo. Con queste belle giornate le attività locali avrebbero fatto affari d’oro, che invece hanno perso. Lo stesso, ahimè, potrebbe accadere quest’estate. La nostra isola vive di turismo, ancor di più lo fa Ischia e chiaramente quest’emergenza potrebbe avere effetti negativi sulla nostra economia. Per quanto riguarda il calcio, a noi ovviamente è tutto fermo e attendiamo che tutto finisca, speriamo al più presto. Il presidente Cesarano è uno dei tanti medici che stanno spendendo ore e fatica in questo periodo, perciò lo abbraccio. E sono sicuro che il Procida avrà ancora un futuro con lui al comando.