Cronaca di Spezia-Avellino: gol di Artistico, brivido VAR e un finale mozzafiato al Picco.

LA SPEZIA- La serata del “Picco” si apre nel segno della commozione, con un minuto di silenzio per il giovane Youssef Abanoub che avvolge lo stadio in un clima di profonda riflessione. Quando la palla inizia a rotolare, però, la tensione agonistica prende il sopravvento. Lo Spezia di Roberto Donadoni, a caccia di riscatto dopo un periodo buio, sfida un Avellino profondamente rinnovato nello staff e desideroso di cancellare lo scivolone interno contro la Carrarese.

Le formazioni ufficiali confermano il 3-5-2 per entrambe le compagini. Biancolino lancia la coppia d’attacco Tutino-Biasci, mentre i liguri si affidano al duo Soleri-Artistico. La partita si rivela subito ruvida, con il signor Tremolada costretto ad estrarre il primo giallo già al 2′ minuto di gioco, segnale di una sfida che non avrebbe fatto sconti a nessuno.

Il vantaggio ligure e la reazione dei lupi

L’equilibrio si spezza al minuto 26. In un’azione concitata, nata da una disattenzione difensiva dei biancoverdi su un inserimento di Valoti, la sfera termina sui piedi di Artistico. L’attaccante dello Spezia è freddo a tu per tu con Daffara e firma la rete dell’1-0. L’Avellino accusa il colpo ma non smette di giocare, trascinato dalle invenzioni di Palumbo e dalla vivacità di Tutino, che reclama un calcio di rigore al 36′ dopo un contatto sospetto con Mateju.

Il primo tempo si chiude con i padroni di casa avanti, nonostante i cambi forzati che costringono Donadoni a ridisegnare la squadra già nella prima frazione. La ripresa inizia con lo stesso spartito: l’Avellino preme con Biasci che sciupa un’occasione d’oro, mentre lo Spezia cerca di gestire il ritmo pur commettendo diverse imprecisioni in fase di impostazione.

 L’intervento del VAR e il finale

Il momento chiave della seconda frazione arriva al 69′. Lo Spezia sembra trovare il varco per chiudere i conti quando l’arbitro assegna un calcio di rigore per un tocco di mano di Simic. Tuttavia, la tecnologia interviene: dopo un silent check del VAR, la decisione viene revocata per una posizione di fuorigioco millimetrica di Aurelio all’inizio dell’azione.

Negli ultimi dieci minuti, la girandola dei cambi vede l’ingresso di Patierno e Favilli per l’Avellino e di Verde per lo Spezia. La stanchezza aumenta e la lucidità cala, portando a una serie di falli tattici e ammonizioni. Con cinque minuti di recupero concessi, il “Picco” diventa una bolgia. Arriva la seconda sconfitta consecutiva avara di idee e di concretezza per l’Avellino, finendo nuovamente tutti sul banco degli inputati per una prova opaca è dir poco.