Il tecnico gialloblù mostra l'unione che vige all'interno dell'ambiente gialloblù e difende a spada tratta la propria rosa alla vigilia della difficile sfida di campionato contro il Pescara
CASTELLAMMARE DI STABIA - Si erge a difensore del proprio gruppo, in vista del ritorno della sfida serale al Menti (gara infatti prevista per le 17:30, il Pescara l’avversario designato) della propria Juve Stabia, l’allenatore delle vespe Leonardo Colucci.
Il tecnico gialloblù, nella classica conferenza stampa di vigilia di campionato, si è soffermato sul positivo atteggiamento dei suoi giocatori nel corso della settimana, ma anche sulle sue indicazioni per cercare di dare un calcio alle tante difficoltà di questo periodo. In conclusione, mister Colucci ha anche annunciato l’assenza di un ulteriore profilo in difesa, il quale andrà a fare compagnia allo squalificato Caldore.
PRESSIONI DEL MOMENTO – “Queste pressioni le superi attraverso la personalità, il carisma. La pressione, per chi gioca a calcio o fa un’altra professione, c’è sempre; io da quando ho iniziato a giocare a calcio sono sotto pressione ed in discussione. Cosa chiedo? Qualche errore individuale in meno. Se facciamo due errori individuali in meno per dieci giocatori sono venti errori tecnici in meno, che in una partita ti fanno sembrare la squadra buona e ti fanno dire che l’allenatore è bravo. Invece, i venti errori ti fanno dire che la squadra non lavora. Sul discorso di vincere qualche duello, una percentuale di reti arriva dal break della palla rubata, innescando l’attaccante con i tempi giusti. Poche volte vedo gol con una partenza dal basso. Delle volte una buona collocazione in campo è quello che io chiedo. Evidentemente quelle volte che i ragazzi non lo fanno è perché non mi sono spiegato bene, e quindi dovrei cambiare comunicazione”.
PER UNA BUONA PRESTAZIONE – “Là dobbiamo sfociare sull’orgoglio, sulla cattiveria agonistica individuale. Ci può stare farsi sopraffare nel duello tecnico, perché l’avversario è più bravo. Bisogna, però, fare qualcosa nel duello caratteriale per cercare di ostruire chi vuole fare gol. Io questo lo chiedo da sempre. Poi bisogna vedere se uno recepisce bene, se ha qualche difficoltà. È logico che quando le cose non vengono è l’allenatore a ‘non averli motivati bene’, a ‘non dirgli di andare avanti’. Ma va bene, fa parte del gioco. Lo so che è così, è perciò che da anni non esulto in caso di vittoria”.
LEADERSHIP DI CARISMA – “La leadership è qualcosa che se ce l’hai, la metti al servizio della squadra. Altrimenti sei capo, quello che comanda. Il leader conduce, trascina. Sono alla ricerca, in questi dieci da quando alleno, della leadership di un giocatore; due e saresti l’allenatore più fortunato al mondo. Io ora non lo voglio, però, il leader, quello deve essere il gioco. Iniziamo a sbagliare meno tecnicamente, che se si sbaglia meno la squadra gioca meglio, perché vuol dire che ho passato la palla ad un compagno con lo stesso colore della maglia. Passaggi semplici, andiamo in sicurezza. Poi laddove c’è da forzare la giocata, lo si fa. C’è una differenza tra passaggi utili e passaggi fini a sé stessi, bisogna leggerle così le partite. Tanto il risultato è ciò che conta prima di tutto, ma bisogna anche analizzarle le partite. Se si entra allo stadio quando si vince al 90′, senza aver analizzato la partita, è come mangiare tortellini in brodo a Bologna a ferragosto: ti saziano, ma non ti danno sapore”.
RAPPORTO ALLENATORE/SQUADRA – “Non chiedo di camminare sulla traversa o di volare. Chiedo di vincire qualche duello, di fare qualche passaggio smarcante tra le linee laddove riconosci lo spazio, di mettere qualche palla sopra la difesa avversaria. Chiedo quello che tutti i mortali chiedono. Vi faccio una confidenza. I ragazzi sono in difetto nei miei confronti, me l’hanno detto nello spogliatoio, perché vedono quello che faccio e quello che dico. I ragazzi non vanno toccati assolutamente, dal primo all’ultimo e dall’ultimo al primo. Guai a chi me lo tocca, toccate l’allenatore Colucci”.
DICHIARAZIONI DI TONUCCI – “Non c’era bisogno che il capitano dicesse queste cose e lo apprezzo. Di solito, quando lo si fa, per l’allenatore è come se si vincesse la Champions League. I ragazzi, però, non si devono preoccupare dell’allenatore, non deve essere un carico esterno per loro che li appesantisce. Tanto lo dice la storia, se non si fanno risultati Colucci va a casa. Zero problemi”.
APPROCCIO DELLA ROSA – “La squadra si è sempre preparata bene. Se c’è una cosa che non ho mai rimproverato ai ragazzi è l’impegno massimale. Chi viene a vedere gli allenamenti, vede 24/25 animali che si strappano pure la maglia, sempre sul pezzo. Ciò non significa, però, che la vittoria è assicurata, oppure che se non vinci non onori la maglia. Io dico ai ragazzi che noi qui possiamo perdere due volte, se non ci impegniamo e perché ci ha vinto l’avversario. Se diamo l’anima possiamo perdere solo una volta, perché l’avversario ha vinto. C’è una differenza abissale”.
SITUAZIONE DIFENSIVA IN VISTA DEL PESCARA – “Tonucci è fuori, ha un problema. Caldore è fuori perché è squalificato. Cinaglia lo stiamo recuperando, oggi ha fatto tutto l’allenamento intero”.






