I lupi rimontano l'iniziale svantaggio causato dal giovane Di Francesco con un penalty perfetto di D'Angelo. Tanta sfortuna per i legni presi, che hanno negato la gioia ai biancoverdi in più di un frangente

AVELLINO - Non cambia la musica tra Avellino e Campobasso a 28 giorni di distanza dal confronto amichevole disputato allo stadio Nuovo Romagnoli di Campobasso. Le due compagini, questa volta scese in campo al Partenio, si sono sfidate a viso aperto per acquisire i tre primi punti della stagione, ma al triplice fischio sono state costrette a dividersi la posta in palio. Gli irpini sono andati in svantaggio a venti minuti dalla fine con la rete di Di Francesco, dopo la quale non si è fatta attendere la risposta di casa con la trasformazione dagli undici metri dello specialista D’Angelo. Resta un po’ di amaro in bocca in casa Avellino per i numerosi legni colpiti tra primo e secondo tempo, che avrebbero potuto dipingere un esito completamente diverso della sfida; molto più soddisfatta appare la formazione di mister Cudini, brava nello strappare in trasferta un punto ad una delle compagini più accreditate del campionato.


L’AGGRESSIVITÀ BLOCCA LO SPETTACOLO – È una sfida di nervi e di fisico quella della prima frazione tra Avellino e Campobasso. Le due formazioni sprecano molte volte un tempo di gioco importante nello studio degli avversari per gettarsi con aggressività alla ricerca del pallone e della rete del vantaggio. Tutto ciò, però, non fa che avere un effetto negativo sullo spettacolo dell’incontro, diminuendo di molto le occasioni registrate nei primi 45′ al Partenio. Ad aprire le danze ci prova all’8′ l’esperto Emmausso, ma la sua botta termina facilmente tra le braccia di Forte – stessa sorte che avrà dopo una mezz’ora il suo compagno di reparto Liguori. Si contano veramente pochi tiri diretti verso lo specchio di porta, mentre molti si spengono alti o addirittura al lato. L’imprecisione e la troppa fretta nel creare la giocata limitano gli esiti di entrambe le compagini, che nella prima parte di gara non regalano così uno spettacolo indimenticabile.

TRA I LUPI SALE IN CATTEDRA KANOUTE – L’Avellino, nel tentativo di prendere le misure agli avversari, non sempre riesce a giocare compatta come una squadra e nelle individualità varie emerge quella del neo arrivato Kanouté. L’attaccante senegalese è difatti la vera spina nel fianco della difesa del Campobasso, in estrema difficoltà nell’arginare la sua esplosività ed esuberanza. Il passo tra Kanouté e la difesa avversaria è completamente diverso e ciò permette al senegalese di avere sui suoi piedi le migliori occasioni irpine della prima frazione di gioco. Al 14′ l’attaccante è bravo a liberarsi della marcatura dei centrali molisani e a far partire dall’area di rigore un fendente ben indirizzato in porta; Raccichini è chiamato alla grande parata, che acquista ancora più valore quando sulla respinta Plescia prova di testa a ribadire la sfera in porta ma la spedisce solo alta sopra la traversa. Al 41′ l’occasione è ancora più ghiotta. Da dentro l’area di rigore Kanouté fa partire un destro potentissimo, quasi imparabile per Raccichini, ma la traiettoria sbatte prepotentemente sulla traversa, strozzando in gola l’urlo di gioia di tutto l’ambiente biancoverde.

D’ANGELO SALVA UNA SITUAZIONE RISCHIOSA – L’Avellino, forte delle parole di mister Braglia raccolte durante l’intervallo, si presenta in campo decisamente più lucida mentalmente e ciò permette agli irpini di indirizzare sui binari giusti la partita. Ad opporsi ai tentativi di trovare l’1-0 momentaneo della partita non è tanto il Campobasso, quanto i legni della porta che Raccichini difende. Al 55′ infatti l’Avellino trova un doppio palo clamoroso prima con Mignanelli, il cui bel diagonale diagonale colpisce la base del palo, e poi con Plescia, che da posizione invitante spedisce nuovamente sul montante la respinta precedente.
È nel miglior momento della formazione di casa, però, che i molisani trovano la rete. Al 69′ Liguori serve al limite dell’area il neo entrato Di Francesco; il giovane attaccante controlla bene la sfera e lascia partire un rasoterra su cui Forte non riesce ad intervenire. I padroni di casa perdono la calma dopo lo svantaggio ed iniziano ad attaccare senza un ordine ben preciso e senza creare più di tanti problemi agli avversari. La svolta arriva al 77′, quando il sempre presente Kanouté – migliore in campo dell’Avellino per distacco – viene messo giù in area da Bontà. Lo specialista D’Angelo si presenta dagli undici metri e con una conclusione perfetta al sette stabilisce nuovamente la parità – Raccichini aveva ben intuito, ma non ha potuto toccare la sfera.
Negli ultimi istanti di gara i lupi si sono gettati con sempre più foga nella metà campo avversaria per completare la rimonta, ma la retroguardia del Campobasso ha retto agli urti biancoverdi e ha messo così in cassaforte almeno un punto.

 

 

TABELLINO DELL’INCONTRO


AVELLINO (3-5-2): Forte; Sbraga, Bove (46′ Scognamiglio, 72′ Gagliano ’00), Silvestri; Ciancio, Mastalli (57′ De Francesco), Carriero, D’Angelo, Mignenelli (57′ Tito); Plescia (72′ Micovschi), Kanoute.

A disposizione: Pane, Pizzella ’01, Rizzo, Matera, Messina ’00.

Allenatore: Piero Braglia


CAMPOBASSO (4-3-3): Raccichini ’00; Fabriani ’01, Menna, Dalmazzi, Vanzan; Bontà (94′ Nacci), Giunta (64′ Tenkorang ’00), Candellori; Liguori (74′ Vitali ’02), Parigi (74′ Rossetti), Emmausso (64′ Di Francesco ’01).

A disposizione: Zamarion ’00, Sbardella, Martino ’01, Magri, Pace, Ciocca, De Biase ’02.

Allenatore: Mirko Cudini


ARBITRO: Mattia Caldera (sez. Como)

ASSISTENTI: Fabio Catani (sez. Fermo), Andrea Zezza (sez. Ostia Lido)

QUARTO UFFICIALE: Fabio Pirrotta (sez. Barcellona Pozza di Gotto)


RETI: 69′ Di Francesco (C), 79′ rig. D’Angelo (A)

AMMONIZIONI: Dalmazzi (C), Bove (A), Menna (C), Vitali (C)

ESPULSIONI: /

ANGOLI: 2-3

RECUPERO: 1′ p.t., 5′ s.t.