Il neo copresidente rompe il silenzio e va all’attacco del calcio campano, parla dell’esperienza di Campobasso e di come sarà il suo Gragnano

Danilo Leone all’attacco. Il neo copresidente del Gragnano vuole spegnere le voci che si rincorrono facendo il punto della situazione, uno sfogo durissimo contro il calcio campano e una piccola presentazione di come sarà il suo Gragnano.

Danilo hai scelto di rompere il silenzio, perchè?

“Oggi nel calcio si sentono cose assurde, specialmente in Campania dove non è più calcio ma è una giungla. I presidenti o chi investe soldi lo fanno solo per passione e per amore del calcio. Purtroppo, la crisi economica che sta affrontando il nostro paese fa sì che sono sempre meno gli imprenditori che vogliono investire e quei pochi che ci sono c’è chi gli fa passare la voglia. Ero fuori dal Gragnano e sentivo tante dicerie e cose assurde sulla società. Seduto al tavolo con Martone ed il resto dei soci sono rimasto ancora più sconvolto della cattiverie che c’è in Campania. Tutti dicevano cose assurde sul Gragnano, ma con conti alla mano della stagione appena finita c’è da saldare appena il 18% di tutta la stagione. Se si fa un calcolo di 200 mila euro siamo appena a 36 mila euro, che nel calcio dilettantistico e una cosa fisiologica! Mi chiedo: come si fa a dire che a Gragnano è stato un macello o non c’erano soldi ed organizzazione? Qui vedo piazze di D o di Eccellenza, che tutti gli addetti ai lavori conoscono, che hanno da saldare ancora 160/170 mila euro, però questi pseudo presidenti o direttori vengono osannati dagli allenatori e giocatori, assurdo!!!”.

Tante voci su questo Gragnano che sta nascendo, puoi dirci qualcosa in più?

“Sento tante voci e errati comunicati di allenatori e direttori sportivi che girano intorno al Gragnano calcio, fino al 2 luglio è tutto fantacalcio. Settimana prossima ci sarà la presentazione di tutte le figure societarie, dirigenziali e tecniche. Il progetto del Gragnano avrà la durata di tre anni, per questa stagione si farà una squadra fatta di under importanti, 4-5 over con esperienze di D e il resto tutti calciatori di D e di Eccellenza che hanno fatto bene ma con la carta di identità che va dal 93 al 97. Come società garantiremo con contratti federali e garanzie tutti i calciatori iniziando dal più anziano fino all ultimo under più giovane. Purtroppo, le dicerie nel calcio ne sono tante, su circa 170 squadre campane che vanno dalla Lega Pro alla Promozione al massimo una ventina sono in regola con i pagamenti della scorsa stagione però vedo che nel calcio si pensa a parlare e criticare sempre gli stessi presidenti, forse perché la gelosia è la cattiveria e tanta”.

Un tema che ti sta a cuore è la tua parentesi a Campobasso…

“Sento voci e dicerie sulla mia parentesi di Campobasso dove tanti addetti ai lavori mai potranno andare in una piazza così importante ma possono solo pronunciarla per criticare il sottoscritto. A Campobasso avevo la maggioranza con la famiglia De Lucia ma nello stesso tempo si è creato un rapporto fantastico con i soci di minoranza, il mio impegno era di pagare da settembre a giugno i mesi che vanno da novembre-dicembre-gennaio e febbraio al 50% mentre la parte iniziale e finale era degli altri soci o di maggioranza o di minoranza, pensiamo però che due mesi di gestione di Campobasso equivalgono a circa 50-55 mila euro. Il mio compito e impegno lìho mantenuto, ci sono circolari e bonifici fatti, ho portato a livello gestionale la barca nel porto. Oggi sento che a Campobasso non si è pagato da novembre, che calciatori dormivano in auto, per fortuna che ci sono le foto mentre alloggiavano nell’hotel più importante della regione, i problemi erano ben altri e si è visto dal comunicato che anche la famiglia De Lucia ha lascito la città”.

Uno sfogo duro, adesso è tempo di pensare al Gragnano…

“Questo mio sfogo è legato dal fatto che si sentono cattiverie sul mio conto e del Gragnano calcio, penso che persone come Martone, Giordano e Scogliosi nel calcio c’è ne sono poche Oggi a Gragnano c’è la garanzia economica e di progetto calcistico che in poche piazze c’è. Chi se la sente di entrare nella nostra famiglia è il benvenuto chi invece vuole fare il fenomeno, vuole garanzie di serie A, può andare altrove,noi siamo il Gragnano, una società seria e una città importante. Chi ha ansie, paure o timore di fallire calcisticamente può andare in altre società o un chi si prende tempo per darci una conferma sicuramente non verrà più chiamato”.