Tanto agonismo ed emozioni al Partenio, il portiere degli Irpini decisivo ai fini del risultato

Pari e patta tra Savoia e San Tommaso che, davanti alla bella cornice del “Partenio – Lombardi” di Avellino, si dividono la posta in palio senza però far mancare lo spettacolo. Ai punti avrebbe vinto il Savoia, squadra che specie nella ripresa ha dominato ma va dato atto anche al San Tommaso, matricola alla prima volta in Serie D, di aver gettato il cuore oltre l’ostacolo. La differenza l’ha fatta Casolare, autore di parate incredibili nel finale, e la difesa con Colarusso davvero prodigioso nelle chiusure su Diakite e compagni. Applausi scroscianti per Branicki, bravo a fare centro alla prima occasione utile così come Cerone: due campioni, trascinatori di due squadre che lotteranno per obiettivi diversi e che oggi hanno dato tutto in campo.

SAN TOMMASO (modulo 3-5-2)

Emanuele Casolare (2000) 8: si traveste da errore nella prima del San Tommaso in D e permette agli irpini di conquistare lo storico primo punto contro il favorito Savoia. I suoi guanti sono un miracolo terreno, perché salvano il San Tommaso in molteplici occasioni specie nel finale quando è prodigioso in rapida sequenza su Tascone (due volte), Giacobbe e Diakite. Con quest’ ultimo, darà vita ad un duello corpo a corpo nei novanta minuti e le sue uscite saranno provvidenziale proprio a fermarlo in almeno 4 circostanze, su tutte quella nella ripresa quando gli sbarra la strada della porta.

Marco Colarusso 7.5: si immedisima perfettamente nel nuovo ruolo che gli ha costruito ad hoc Liquidato, ci mette tanta applicazione e cattiveria da far venire paura a qualunque passi dalle sue parti. Salva la sua porta in tantissime occasioni con interventi provvidenziali, nel primo tempo  su Osuji e Diakite così come nella ripresa sempre sull’attaccante savoiardo che spuntava spesso sul secondo palo per metterla in rete. Incredibile prestazione, il Partenio lo applaude a più riprese.

Carmine Pagano 7: vince il duello con gli avanti del Savoia, giganteggia e guida da leader una difesa che tiene botta ad uno degli attacchi più forti del girone. Bravo anche in fase di palleggio, sbaglia un solo pallone sul quale però rimedia Gambuzza. Liquidato a fine gara lo abbraccia a più riprese, servirà tutta l’esperienza del centrale campano per centrare la salvezza.

Raffaele Gambuzza 6: dei tre, è quello che più va in difficoltà specie nella ripresa. Però ne esce sempre alla grande facendosi forza col fisico e coi centimetri. Commette il fallo che porta al pari del Savoia, ma al tempo stesso è provvidenziale nella prima frazione nel salvare su Giunta che stava andando a rete.

Francesco Massaro (2001) 5.5: è impegnato a difendere più che ad attaccare, fa bene il suo lavoro ma non incide più di che e finisce per perdersi. Deve crescere ancora!

Gaetano Maranzino (1999) 6.5: teneva a far bella figura contro la sua ex squadra e la fa mostrando soprattutto i muscoli. Cattivo ed agonismo a 1000 per il giovane mediano che ci mette l’anima, prima di finire le energie ed essere sostituito nella ripresa.

Dal 14’st Alessandro Lambiase (2001) 5.5: si posiziona lateralmente a sinistra senza però mai entrare in gara. Anzi, gli avversari sfrecciano nel finale dalle sue parti e lui finisce spesso in difficoltà.

Gennaro Acampora 6: passano pochi palloni dalle sue parti perché è una gara che viaggia molto in aria e poco per terra, ma la sua bravura sta nel capire il tema ed adattarsi andandoci a mettere anche quantità al match. Perno fondamentale della rosa di Liquidato, esce tra gli applausi per fare spazio all’idolo di casa Cucciniello.

Dal 39’st Giuseppe Cucciniello s.v. : poco tempo per incidere, ma si becca gli applausi della tifoseria essendo lui un simbolo del San Tommaso.

Vincenzo Sabatino (2000) 5: avulso dal gioco, svaria tra centrocampo e attacco senza però mai capire ne trovare la posizione giusta per incidere.

Dal 19’st Samake Boubakar (1999) 5.5: Liquidato lo mette per sfruttare le ripartenze tra le praterie che aveva lasciato il Savoia tutto proteso in avanti, lui però si impappina spesso e volentieri facendosi prendere troppo dai dribbling e dalle giocate personali.

Fabio Marzio Alleruzzo 6: partita di sostanza, comincia largo a sinistra e limita bene le sgroppate del Savoia su quella fascia. Poi nella ripresa, Liquidato lo sistema in mezzo e lui altrettanto non sfigura mettendoci la giusta esperienza e concentrazione.

Gianmarco Tedesco 5.5: calcia lui la punizione che porta alla rete di Branicki, ma non si vede mai nella partita. Sbaglia sempre la direzione del dribbling e la giocata giusta, eppure sembra che voglia mangiarsi il mondo. Peccato, la sua qualità sarebbe servita come il pane a questo San Tommaso.

Dal 28’st Pasquale Scielzo 6: entra in un momento difficile con il San Tommaso proteso tutto in difesa, di palle buone nemmeno l’ombra e così si mette a difendere facendo a sportellate con gli avversari.

Piotr Branicki 7: un’occasione, boom ed è gol. Tanto basta al bomber polacco per far esplodere il Partenio e regalare il primo punto al San Tommaso in serie D. Un colpo di testa di precisione, una rete che è un misto di furbizia e bravura che lo riconsegna al calcio che conta, quello che Branicki aveva abbandonato qualche mese fa causa burocrazia e che ora si riprende con più fame che mai. Il carrarmato è tornato, saranno dolori per gli avversari.

Dal 35’st Fabio Varricchio s.v.

All. Stefano Liquidato 7: prepara la partita in maniera pressoché perfetta ben consapevole della superiorità degli avversari. Studia un modulo che imbriglia la manovra avversaria e che tiene per 45′ in maniera incredibile. Un 3-5-2 che non fa ragionare i bianchi per lunghi tratti della gara, prima che emergano però le individualità (vedi Cerone) che portano al pari e addirittura per poco non alla sconfitta. Gli episodi però alla fine gli sorridono e soprattutto lo premiano perché oggi il San Tommaso, nonostante sia una matricola, ha giocato una signora gara buttando anima e corpo su ogni pallone dimostrando di voler salvare la categoria ad ogni costo.

US SAVOIA 1908 (modulo 4-3-1-2)

Gianluca Volzone (2000) 6: poteva forse spingere di più per parare quel colpo di testa di Branicki, ma forse neanche lui si aspettava tale svarione dalla sua difesa. Poco comunque il lavoro che deve svolgere, si becca qualche urlo del mister per la troppa fretta che ha nel rimettere la palla in gioco.

Genny Rondinella (2001) 5.5: prestazione di luci ed ombre, che dimostra la sua inesperienza nell’affrontare un ruolo non proprio suo. E lo si vede perché attacca con una certa facilità, ma va spesso in difficoltà quando puntato: suo il fallo, molto ingenuo, che permette al San Tommaso di battere la punizione del vantaggio.

Matteo Dionisi 6.5: è un grande, ma grande leader. Lotta come un leone e concede davvero pochissimo a Branicki sempre anticipato, nella ripresa salva sulla linea il traversone del polacco tenendo in piedi il Savoia: unico neo la disattenzione che commette, insieme a tutta la retroguardia, in occasione del gol.

Ciro Poziello 5.5: non il solito capitano. Spesso insicuro ed in difficoltà, sbaglia qualche appoggio di troppo e come per Dionisi pesa molto l’errore che porta al gol Branicki.

Suleman Oyewale 6 (2000): non spinge con la solita forza e cattiveria a sinistra, peccato perché il Savoia ne risente specie nei 45 minuti. Ne giova però la fase difensiva con Tedesco che viene annullato, così come Scielzo.

Tiziano Luciani 5.5: ancora non si è visto il meglio di sé, colpa di un Savoia che passa raramente dai suoi piedi e cerca la giocata in verticale così suoi difensori. Girovaga in campo, ma battaglia e questo gliene va dato atto.

Vincenzo Gatto 5: malissimo. Sempre anticipato, mai una buona giocata. Si perde nel mare magnum di un centrocampo intasato e a perdersi è la sua qualità. Si divide le colpe con Mister Parlato, che lo schiera interno di centrocampo anziché Play suo ruolo naturale.

Dal 1’st Mirko Giacobbe 6.5: entra e spacca la partita con le sue qualità, è lui la vera arma in più del Savoia nella ripresa. Tante giocate sopraffine, tanti i palloni che portano i bianchi alla conclusione sottoporta, su tutti quella fantasmagorica per Diakite : sfiora anche il gol allo scadere, ma Casolare gli dice di no!

Wilfred Osuji 5.5: il centrocampo del Savoia soffre nel primo tempo e lui va molto in difficoltà. I suoi inserimenti sono però sempre da incorniciare, peccato che la mira è sbilenca con tre occasioni che manda in fumo da buona posizione. Tuttavia, come per Luciani, lotta e non molla mai.

Dal 38’st Guido Abayian 6: entra ed in pochi minuti si procura una grossa occasione, ma la traversa gli nega la gioia del gol di testa allo scadere. Peccato davvero, forse con qualche minuto in più avrebbe potuto incidere ancora meglio.

Francesco Giunta (1999) 5: mai in partita, corpo estraneo ad una squadra che non passa mai dai suoi piedi. Come per Gatto, prova al di sotto della sufficienza con Parlato che lo lascia negli spogliatoi per inserire giocatori più pronti alla sua idea di gioco.

Dal 1’st Mattia Tascone (2000) 7: entra con grande cattiveria e qualità, è tra i migliori. Scuote la squadra nonostante la giovane età con giocate e tackles dimostrando di saper abbinare la qualità alla quantità. Si procura la punizione che porta al pari, ci prova nel finale con due conclusioni di grande personalità: Casolare gli nega la gioia del gol con due interventi pazzeschi.

Federico Cerone 7: quando si illumina, puoi solo fermarti ad applaudirlo. Peccato che però, al Partenio, di palle giocabili e pulite ne abbia davvero poche per incidere in maniera importante. Ma alla prima occasione prende e non perdona, trovando il pari con una punizione chirurgica di sinistro su cui non può nulla Casolare.

Dal 28’st Hassen Rekik 5.5: tanto fumo, poco arrosto: si guadagna qualche angolo e poco più, ma non salta mai l’uomo. Glielo aveva chiesto mister Parlato, messaggio recepito a stento. Rimandato!

Adama Diakite 5: lotta e si sbraccia tra i tre centrali del San Tommaso, fatica a trovare una palla pulita da spedire in porta ma c’è. Poi però, quando arriva l’occasione fallisce divorandosi prima il gol di testa, nel primo tempo, e poi di piedi da due passi nel finale di gara e per ben due volte: opportunità che decidono il match e consegnano al Savoia un solo punto.

ALL. Carmine Parlato 5.5: meriterebbe 7 per il secondo tempo, ma un voto basso per come ha approcciato la gara. Giunta e Gatto si dimostrano due scelte errate così come il modulo a lui tanto caro, che da vita facile al San Tommaso bravo a levare spazi ed a prendere Cerone tra le linee. Nella ripresa però, gli innesti di Giacobbe e Tascone più il passaggio al 4-3-3 cambiano volto al Savoia e alla partita coi bianchi che avrebbero, ai punti, meritato la vittoria. Peccato per gli episodi e per le scelte iniziali: occasioni così non vanno perse e parlato, che nel finale si era giocato anche la quarta punta, lo sa bene.