L’ex dirigente oplontino: “Sono un passionale, amo il calcio fatto di lavoro e cerco un progetto che sposi le mie idee”

TORRE ANNUNZIATA (NA) - Marco Mignano a tutto tondo. L’ex diesse di Ercolanese e Savoia è fermo dallo scorso 30 giugno e in questo inizio di nuovo anno ha analizzato il momento del calcio, fotografando con occhi esterni l’andamento dei campionati. Ed il primo pensiero è rivolto alla sua ultima squadra, oltre ad essere la piazza che –a detta del direttore– rimane ancora incisa nel suo cuore: “Il Savoia ha iniziato un nuovo percorso, ha una buona squadra e una società forte. È normale che quando si inizia un nuovo percorso, all’inizio, possono esserci delle difficoltà. È normale che dal Savoia ci si aspetta sempre qualcosa in più: per il blasone, per il colore della piazza; e sono sicuro che riusciranno a fare quadrato e ripartire. Non posso nascondere che le conseguenze della padnemia sono state devastanti anche sull’economia tecnica dei campionati. Giocare a porte chiuse è uno svantaggio per squadre come Savoia, Taranto e le altre che fanno del pubblico un valore aggiunto”.

Il mercato, in questo particolare anno calcistico, sta cominciando ad entrare nel vivo. L’addio di Scalzone al Savoia era nell’aria e il proprio Mignano, artefice dell’approdo del 58 a Torre Annunziata nella scorsa stagione, prova a trovare le motivazioni della separazione: “Non posso parlare della vicenda Scalzone perché non conosco i fatti. Conosco il calciatore da molto tempo: è un ragazzo che va gestito bene. Noi, durante la scorsa stagione, abbiamo avuto un rapporto diretto con il lui ed infatti è stato importantissimo per il Savoia. Scalzone è un calciatore che se riesce ad acquisire la giusta consapevolezza e il giusto tenore atletico in questa categoria diventa devastante”.

Anno nuovo ‘scrivania’ nuova: ma dove vedremo all’opera il direttore nel futuro prossimo?: “I risultati sono lo specchio del lavoro e io credo tantissimo nel lavoro e nel miglioramento. Negli ultimi sei, sette anni abbiamo fatto grandi cose, ottenendo ottimi risultati. Quando sei fuori vieni percepito diversamente da quando sei nel calcio. Ho ricevuto una chiamata dal direttore sportivo del Prato (Raffaele Pinziani, ndr), il quale ha usato parole di stima nei miei confronti, e questa cosa mi ha inorgoglito. Il calcio è passione e stare fermo è difficile, non lo nascondo; ho avuto qualche offerta ma non mi ha convinto il progetto. Io amo il lavoro, e voglio essere coinvolto in un percorso di crescita attraverso il lavoro”.

Il format dei gironi di quarta serie edizione 2020/2021 vede distribuite le campane in quattro raggruppamenti, il manager fa la sua griglia finale: “Sicuramente è un campionato particolare, e come dicevo prima, la limitazioni dettate dall’emergenza stanno sconvolgendo non poco i piani iniziali. Nel girone F saranno Notaresco e Campobasso a contendersi il primato finale. Credo che nel raggruppamento pugliese il Casarano sia una squadra fuori categoria e si giocherà il campionato con il Taranto. Voglio fare i complimenti al Sorrento che sta disputando un grosso campionato, conosco il direttore e mi voglio complimentare con lui per il grande lavoro fatto in questi anni. Nel girone siciliano vedo favorita l’FC Messina, anche in questo caso squadra frutto di grandi investimenti. Acireale e ACR Messina saranno le principali antagoniste insieme alla Polisportiva Santa Maria. Nel girone sardo-laziale-campano il Latina sta facendo benissimo, ha preso un grosso allenatore come Raffaele Scudieri che già nella passata stagione (all’Ostiamare, ndr) dimostrò le sue qualità. Il Monterosi non è una sorpresa e battaglierà fino alla fine del torneo. Sono sicuro che anche il Savoia rientrerà nella corsa”.