Il Presidente Franco in Tv: “Se la situazione San Michele rimane questa a Maggio vado via”

Il Presidente del Gragnano Carmine Franco nel corso della trasmissione di una Tv locale è tornato a parlare della situazione Stadio “San Michele” ancora in alto mare. Il numero uno dei gialloblé dopo la lettera aperta pubblicata qualche giorno fa ha nuovamente espresso il suo amore per la Città di Gragnano e la volontà di voler fare calcio nella città della Pasta ma i rapporti poco cordiali con l’Amministrazione stanno impedendo all’imprenditore napoletano di avanzare il suo progetto di ampliamento e modernizzazione del San Michele per permettere la crescita del club.  Ecco quanto dichiarato in Tv da Franco: “E’ una situazione molto complicata, il Sindaco nella sua campagna elettorale disse che avrebbe fatto lo Stadio e che l’avrebbe dato in gestione,  noi abbiamo richiesto la gestione senza essere concessa”.  Franco poi attacca l’Amministrazione: “Quello Stadio è uno spreco di denaro all’italiana, fuori ad una Chiesa non si può fare uno Stadio ma un parcheggio. Dispiace molto, sono molto legato alla città di Gragnano ma se la situazione a Maggio non cambia io vado via”.

L’intenzione del Sindaco Cimmino e dell’Amministrazione comunale sulla questione San Michele è quella di indire un bando di gara per la gestione della struttura sportiva considerando che c’è l’interesse di altre associazioni sportive del territorio tra cui la scuola calcio Virtus Junior Napoli di Alfonso Scarica, cognato di D’Apuzzo  (Vice Sindaco) di Gragnano. Ma non solo anche la storica scuola calcio gragnanese Sant’Aniello guidata da Tonino Vitiello (candidato alle ultime elezioni contro l’attuale Sindaco) sembra essere interessato alla gestione del San Michele in collaborazione con la società GialloBle Sant’Antonio Abate di Terza Categoria dell’imprenditore Sabatino Scala.

Lo Stadio “San Michele” si trova in Via Santa Croce da circa sessanta anni, i lavori attuali compreso la sistemazione del manto in erba sintetica sono stati avviati circa 8 anni fa (2009) poi bloccati per infiltrazioni camorristiche. Tre anni fa fu il commissario prefettizio a sbloccare i lavori fino al completamento definitivo grazie anche al supporto dell’ex Presidente Vincenzo Martone.