Il presidente della Sarnese lancia un progetto di unità sportiva cittadina: «La Sarnese è dei sarnesi. Solo insieme possiamo arrivare tra i professionisti»

Una chiamata alla città. Alla responsabilità. All’orgoglio. La conferenza stampa convocata sabato 31 maggio al Teatro De Lise di Sarno non è stata solo un consuntivo stagionale, ma l’inizio di un nuovo cammino: quello che dovrà portare la Sarnese al centenario nel 2026 con un sogno ambizioso, ma dichiarato senza giri di parole dal presidente Aniello Pappacena: «Vogliamo puntare alla Serie C. Ma possiamo farcela solo se uniamo tutte le forze di Sarno».

Nel cuore del suo discorso, lungo e appassionato, il patron ha richiamato a raccolta tifosi, istituzioni e tutte le realtà calcistiche del territorio: «Dal 1981 ho vissuto quasi mezzo secolo di calcio a Sarno – ha detto – ma è giunto il momento di interrogarci sul perché non siamo mai riusciti ad andare oltre la Serie D. La risposta è una sola: manca l’organizzazione strutturale e la forza condivisa. Non possiamo più permetterci di essere divisi».

Un’unica grande famiglia

Proprio su questo punto si è concentrato l’appello di Pappacena: creare un’unica grande realtà calcistica cittadina, coinvolgendo le società di Prima, Seconda e Terza Categoria in un progetto strutturato e sinergico: «Ogni società potrebbe gestire una categoria giovanile – ha proposto – solo così possiamo costruire basi solide e durature, per chi oggi c’è e per chi verrà dopo».

Pappacena ha poi annunciato il passaggio imminente del club da associazione sportiva dilettantistica (ASD) a società a responsabilità limitata (SRL), con sede ufficiale riportata in città. Un segnale concreto verso una ristrutturazione più professionale del club, anche in vista del centenario.

Il sostegno delle istituzioni

Presente anche il sindaco Francesco Squillante, affiancato da diversi membri dell’amministrazione comunale. «Abbiamo bisogno del vostro supporto – ha ribadito il presidente rivolgendosi direttamente al primo cittadino – non in termini economici, che sappiamo non essere disponibili, ma in termini di strutture, tempi e pianificazione. Se vinciamo il campionato, dove giochiamo? Dobbiamo essere pronti».

Il vice Italo Canzolino ha rilanciato: «Non vogliamo solo celebrare i 100 anni della Sarnese, vogliamo che sia la città di Sarno a compiere questo anniversario. Dopo Pappacena dovranno esserci Elio, Giovanni, Brigida, e tutti i sarnesi».

Più coinvolgimento dei tifosi

Un passaggio importante è stato dedicato anche ai tifosi e agli ultras: «Vi ringrazio per esserci sempre stati, ma ora serve qualcosa in più. Dobbiamo capire insieme come aumentare la partecipazione. Se abbiamo sbagliato qualcosa, siamo pronti a correggerci». In quest’ottica, è stata annunciata l’intenzione del Comune di acquistare 250 biglietti a partita per distribuirli agli studenti delle scuole cittadine: «Vogliamo riportare la gente allo stadio», è stato il messaggio condiviso.

I prossimi passi

«Da oggi si parte con la programmazione della stagione 2025/26 – ha concluso Pappacena – non c’è tempo da perdere. Vogliamo costruire un progetto che resti nel tempo, e che non sia più “la Sarnese di Pappacena”, ma la Sarnese di tutti».

Credit photo: Sarnese 1926