Parla l’allenatore Leonardo Bitetto (uno dei eroi di quella Cavese che vinse a San Siro 35 anni fa): “All’inizio della stagione obiettivo play-off, non era nella nostra mente il primato. Ma non ci tiriamo indietro”
Dopo la quindicesima giornata di campionato, la notizia รจ che nel girone H cโรจ una nuova capolista, la Cavese allenata da Leonardo Bitetto. Gli aquilotti sono autori di una grande cavalcata di ben nove vittorie di fila che hanno detronizzato la regina del campionato (fino a ieri), il Potenza, che aprรฌ il campionato alla prima giornata battendo proprio la squadra di Bitetto a Cava per 3-0. Bitetto oggi ha parlato ai nostri microfoni.
La settimana scorsa il presidente ha dichiarato che quando siete partiti per il ritiro a luglio, tra calciatori e staff eravate una decina di persone. Se qualcuno quel giorno le avesse detto che a inizio dicembre sareste stati primi, cosa avrebbe risposto?
“Che non era proprio nella nostra mente. I primi quindici giorni sono stati di studio riflessione. Eravamo solo cinque-sei tesserati. Siamo poi cresciuti numericamente come gruppo che veniva assortito pian piano“.
Quali sono gli obiettivi prefissati dalla societร a inizio anno che le furono comunicati?
Per lโinvestimento che fatto la societร , lโobiettivo รจ fare un buon campionato, raggiungere comunque i play-off”.
Ma ora vi ritrovate, con pieno merito, primi. Cosa ha detto ieri ai suoi quando avete saputo di essere al primo posto?
“Nulla perchรฉ non cโรจ stato modo. I ragazzi hanno fatto tutto loro, hanno gioito ed stata una bella cavalcata. Siamo partiti con molta lentezza ma con le idee chiare“.
Perรฒ a questo punto รจ lecito sognare
“Questa รจ una societร sana. Non ci tiriamo indietro“.
Se le dico Paleari, Gregorio, Pidone, Guida, Guerini, eccโฆ e ho saltato volutamente un nome, cosa le viene in mente?
“Eh (ridacchia Bitetto alla lettura della formazione della Cavese che nel 1982, in Serie B, vinse a San Siro contro il Milan, ndr) ho poco da dire perchรฉ sono piรน gli altri che mi hanno raccontato quel giorno. ร stato il punto piรน alto della storia del calcio cavese”.
Lei era in campo quel giorno, cosa ricorda?
“Il pianto per aver sconfitto quella che รจ la squadra del cuore, a San Siro poiโฆ era un pianto misto, ma piangevo piรน per gioia“.
Tra tre turni, alla prima del nuovo anno, cโรจ la sfida a Potenza
“Ora dobbiamo pensare al Manfredonia”.






