Le parole del mister Masecchia in attesa del match di recupero contro il Sassari Latte Dolce con alcuni aneddoti e non solo

SASSARI – Torna finalmente in campo l’Afragolese dopo oltre 1 mese nel recupero della sesta giornata contro il Sassari Latte Dolce. La trasferta sarda mette in guardia la compagine del mister Giovanni Masecchia che scenderà in campo per tornare a portare punti a casa dopo la sconfitta interna contro il Lanusei. Abbiamo intervistato proprio l’allenatore Masecchia che ci ha raccontato la preparazione a questa sfida difficile, il suo pensiero sul girone G e tanto altro:

Mister come stai preparando la trasferta in Sardegna di domenica contro il Sassari Latte Dolce? E che avversario ti aspetti?

“La stiamo preparando come nostro solito fare, ovvero con grande impegno e abnegazione come questi ragazzi stanno facendo dall’inizio. Abbiamo ancora qualche giocatore da recuperare come Cardone Marotta e abbiamo perso anche Conte. Però quelli che faranno parte di questa sfida daranno sempre la loro professionalità e impegno sudando la maglia, sono soddisfatto di tutta la rosa. La squadre del Sassari Latte Dolce non la scopro io. Non dobbiamo guardare i punti in classifica anche perchè loro sono una società che lotterà per i vertici. Ci sono giocatori importantissimi come Scotto, Guberti, Roberti, Pisano e tanti altri. D’altro canto siamo contenti, abbiamo sfoltito la rosa ma l’obiettivo rimane quello di fare un campionato di entusiasmo e salvezza con la speranza di dare soddisfazioni sul piano del gioco”.

Il tuo pensiero generale sul girone G formato da squadre laziali, sarde e ovviamente campane.

“Credo che il girone G è per poco quello più difficile, molto più facile il raggruppamento I. Lo stesso girone H che negli ultimi anni è da sempre più difficile, quest’anno penso sia meno competitivo del solito. Le stesse campane togliendo il Nola che si sta attrezzando per recuperare, ci sono Giugliano e Nocerina e altre che insieme alle laziali e alle sarde formano un girone di ferro. Tutti gli allenatori sono veramente preparati ed ogni rosa è forte. La stessa Torres che è a 0 punti è una grande squadra, il Cassino 3 partite fa era sotto di noi oggi è a 10 punti”.

Mister la partita più bella che ti ha dato più emozioni in questo difficile 2020?

“Sicuramente quella nel girone di ritorno contro l’Afro Napoli, furono 3 punti determinanti. Eravamo in svantaggio, venne anche espulso Fava. Vincemmo 3-1 giocando in maniera esemplare con grande intensità. Dalla rabbia mi tolsi la maglia esultando verso i tifosi arrampicandomi come fossi un calciatore. Ebbi una grande adrenalina non controllabile, una risposta anche per qualche professore che voleva giudicare, ma chi giudica significa che non può amare questo mestiere come il sottoscritto. Un’altra partita difficile da dimenticare è quella di Pozzuoli dove vincemmo 2-0 davanti ad un pubblico straordinario”.

C’è un suo giocatore di questa stagione che ti ha sorpreso in positivo?

“Non parlo mai dei singoli e se ci sarà qualcuno lo terrò per me. La sorpresa per me è tutta la squadra che durante gli allenamenti si sacrifica e lavora in maniera professionale”.

Mister in settimana sei stato a Napoli nel ricordo di Diego Armando Maradona, cosa è stato per te?

“Sono del 1971 quindi l’ho vissuto. Ho visto allenamenti, sempre allo stadio, c’ero quando segnò su punizione, al Milan, il poker con la Lazio e tantissime altre emozioni. Per chi ama questo sport Maradona è stato un punto di riferimento per tutti. Non vorrei essere retorico ma ti posso dire che veramente la sua morte è come un lutto in famiglia. Ancora oggi ci penso e non ci credo. Aveva inoltre carisma, andava contro il potere, contro le ingiustizie, uno del popolo che ha sempre combattuto senza scendere a compromessi ed è proprio per questo che mi rivedevo in lui”.