Al termine della ventiduesima giornata del Campionato Serie D girone H, Campania Football ha stilato la sua Top 11 e l'allenatore che maggiormente si sono messi in mostra nelle gare del week - end

ROMA - È tempo di stilare la TOP 11 per quanto riguarda il girone H di Serie D. Seguendo sempre il regolamento della Serie D, che impone alle società di dover schierare obbligatoriamente quattro under (un 1998, due 1999 e un 2000), mettiamo in campo quello che per noi rappresentano il miglior undici di giornata facendo riferimento alla ventuduesima giornata del Campionato Serie D per il girone H.

MODULO 4-2-4

PORTIERE

Kristian Boglic (1999) – FC FRANCAVILLA
Un primo tempo da spettatore, un secondo tempo da primo della classe per salvare la sua porta dagli attacchi di tutto il Gravina. Un assedio che Boglic respinge in tutti i modi possibili rendendosi decisivo con tre interventi decisivi sui piedi di Mangiacasale ed una parata miracolosa su colpo di testa a botta sicura di Scaringella.

DIFENSORI

Simone Siciliano (1999) – SSD SARNESE 1926
Non si passa mai dalle sue sue parti perché ci mette il fisico e la corsa, lo stesso che sfrutta nelle sue tantissime percussioni in fase offensive che tagliano la Gelbison come il burro. Segna anche un gol di testa sugli sviluppi di un angolo e si rende protagonista di tanti cross pericolosi : da uno di questi, la Sarnese si guadagna anche un calcio di rigore per atterramento di Lepre. NON MALE.

Giuseppe Aquaro – AC NARDÒ
C’è il capitano in fondo al tunnel, un incubo durato nove gare in cui il Nardò non riusciva a trovare la via della vittoria. Poi arriva lui, Aquaro che nonostante l’età corre più di tutti e lotta come un leone, dando spallate agli avversari e mostrandosi sempre pericoloso in area avversaria con la sua fisicità. Segna poi il gol che regala l’intera posta in palio, un destro da attaccante vero in area che fa esplodere di gioia panchina e stadio dopo settimane, mesi in cui non si vedeva più la luce. Ma poi ci ha pensato lui a prendere tutti per mano!

Antonio Ferrara (1999) – FC TARANTO 1927
Motorino perpetuo sulla sinistra, giocatore davvero forte per qualità e personalità. Eppure al Taranto aveva iniziato in sordina, qualche panchina di troppo e poco più. Poi ha messo il turbo strappando, a suon di prestazioni, una maglia da titolare che non ha più lasciato. E a Nola, ha messo la sua importante firma nella vittoria contribuendo a conquistare la fascia sinistra con Vittorio Esposito, giocatore col quale Ferrara duetta provando spesso la sovrapposizione. Da una sua giocata, scaturisce il rigore che sblocca poi il match così come una sua ennesima scorribanda in fascia viene fermata con veemenza da D’Anna, che viene espulso. In tutto questo, è bene dirlo, dalle sue parti giocava un certo Troianiello non uno qualunque: anche lui, arginato!

Francesco Rossi – SSD SARNESE 1926
La Sarnese la vince con una grande prestazione dei suoi terzini, su tutti però Rossi è sicuramente il migliore dei suoi. Grande personalità e forza sulla corsia di destra, da vita ad una gara pazzesca in cui manda in tilt tutta la difesa della Gelbison. Incursioni, percussioni e inserimenti: così, segna la rete che sblocca il match e sforna l’assist al bacio per la quarta ed ultima rete di Maiorano. Finito? No, perché dopo questa rete si concede un abbraccio bellissimo con Rosolino, un gesto forte che sa di contentezza estrema dopo una settimana più che rovente.

CENTROCAMPISTI

Facundo Ganci – CITTÀ DI FASANO
Qualità, quantità, argentinità. La garra sudamericana, il talento di chi nasce in Argentina ed ha per forza di cose i piedi buoni. Tutto il concentrato nei piedi, nei muscoli di Facundo Ganci, tuttocampista del Fasano che corre e imposta come pochi in categoria mettendo a referto, col Pomigliano, non solo una grande prova l’ennesima, ma anche il gol che chiude la contesa.

Aboubacar Soumahoro Langone (2000) – AZ PICERNO
La solita grande prestazione fatta di corsa e strappi, il solito grande atteggiamento in mediana che lo fa sembrare un “over” più che un “under”. La rivelazione che si conferma anche sul campo dell’Altamura, dove agli inserimenti preferisce dare quantità ed equilibrio ad un Picerno bravo nel contenere i murgiani per poi punirli nei momenti topici del match. Suo anche il passaggio che consente ad Esposito di realizzare il raddoppio.

ATTACCANTI

Stefano D’Agostino – FC TARANTO 1927
Son finiti gli aggettivi per descriverlo, si fa più fatica quindi a trovargliene uno che a marcarlo. Tentativo fallito anche dai calciatori del Nola, che lo mordono spesso alle caviglie senza però riuscire a intimorito. Anzi, più i minuti passano e più D’Agostino suona la solita sinfonia, quella che ha incantato il girone H a suon di destri velenosi e giocate che lasciano a bocca aperta. Anche allo “Sporting”, il “5” ionico mette la firma, doppia per l’occasione, segnando con freddezza il calcio di rigore del vantaggio e realizzando nella ripresa il bis con un gol capolavoro, un tiro dal limite di rara dolcezza che si spegne nel sette. A Taranto, in caso di C, lo faranno Santo!

Ciro Foggia – AUDACE CERIGNOLA
La vince lui tra scontri in area di rigore, colpi di testa e quel pizzico di furbizia che non guasta mai. Foggia non ha tremato contro la sua ex squadra, quel Gragnano che lo ha lanciato nell’olimpo dei Pro. Fa a sportellate con Martone e compagni, segna di testa la rete che pareggia i conti e si guadagna, allo scadere, un rigore lasciandosi cadere al primo tocco di Chiariello. Astuzia e bravura perché gli attaccanti, quelli forti, non segnano solo gol facili, ma si inventano situazioni favorevoli quando tutto sembra difficile!

Cosimo Patierno – USD BITONTO CALCIO
Un primo tempo da bomber implacabile, una ripresa da assist Man. Così Patierno sforna l’ennesima grande gara al cospetto del Savoia una delle squadre più in forma del campionato. Segna la sua 14esima rete stagionale alla prima occasione utile punendo in maniera cinica uno dei pochi errori di Poziello, poi si prende spinte e falli dalla retroguardia biancoscudata che difficilmente riesce a contenere le caratteristiche di quello che è un attaccante moderno. Nella ripresa, infatti, da bomber si trasforma in assist man che mettono in porta prima Falcone e poi Cappellari: i due sciupano tutto soli davanti al portiere, mentre Patierno strappa tanti applausi per l’ennesima grande prova stagionale.

Emmanuele Esposito – AZ PICERNO
Con lui, l’ AZ ha imparato a volare e sognare. Con lui, tutta Picerno vuole la C. E lui, da buon capitano, si mette sulle spalle la squadra e in un momento non facile per via dei tanti infortuni la trascina a suon di gol, l’ottavo in campionato, e rigori procurati. L’Altamura, nonostante una grande gara, è costretta ad abdicare e a subire la qualità di Esposito, bravo a procurarsi un rigore in area con la sua solita caparbietà e poi a segnare, due minuti più tardi, un gol capolavoro dalla distanza. Un uno-due alla Rocky Balboa che permette al Picerno di continuare a sognare ad occhi spalancati.

ALLENATORE

Rosolino – Zavino – SSD SARNESE 1926
Li mettiamo in coppia considerando il passato recente di Rosolino e il ruolo in distinta in cui compare Zavino come allenatore. Poi ci alziamo in piedi e applaudiamo loro e tutta la squadra che, dopo una settimana travagliata fatta di cambi e caos, hanno mostrato personalità e voglia di uscire fuori da un periodo buio per cercare di prendersi una salvezza che, a nostro avviso, sarebbe meritata per impegno e talento. I giovani della Sarnese emozionano con la Gelbison tirando fuori quel cuore che sempre meno si vede nel calcio, quel classico attaccamento alla maglia e quell’energia che sicuramente gli avranno impresso i due tecnici Rosolino e Zavino, non gli ultimi arrivati e vecchi volponi del calcio dilettantistico. L’abbraccio di Rossi a Rosolino, l’esultanza di 20 guerrieri al fischio finale sono fotogrammi di una domenica da ricordare: ora la salvezza diretta, in virtù della vittoria proprio contro la Gelbison, dista appena cinque punti. Con questi ragazzi, nulla è impossibile!