Per la prima volta ai nostri microfoni da quando è stato ufficializzato sulla panchina gialloblù, mister Tudisco ha affrontato svariati temi

GIUGLIANO IN CAMPANIA - È intervenuto per la prima volta ai nostri microfoni, da quando è stato ufficializzato sulla panchina del Giugliano, il neo tecnico gialloblù Guglielmo Tudisco. Tanti i temi affrontati in questi primi mesi da allenatore dei “tigrotti” con importanti indizi di mercato, a partire dalla “ricerca di 2002 e un difensore centrale“, fino ad arrivare al reparto offensivo ritenuto “un ottimo reparto, senza togliere che restiamo vigili e attenti nel caso il mercato ci offra un profilo interessante”.

Come sono stati questi primi mesi da allenatore? 

“Sto vivendo con serenità e conscio delle responsabilità che comporta essere allenatore della squadra della propria città”.

Ha già avuto modo di interagire con la squadra?

“Con la squadra ho già condiviso delle sedute dal 13 luglio al 30 a giorni intervallati ed avuto colloqui individuali. Già conoscevo la valenza di ognuno di loro e in questi giorni trascorsi insieme ho avuto la certezza e la conferma dello spessore umano di questo gruppo”.

A proposito di mercato. È stata confermata tutta l’ossatura della rosa dello scorso anno, mentre in entrata un mercato ancora fermo ad un solo acquisto. Come mai?

“Come ho già ripetuto diverse volte, la conferma dell’ossatura dello scorso anno, induce la società, con la quale mi confronto quotidianamente, a fare operazioni di mercato oculate e andare a riempire effettivamente le caselle mancanti, al momento siamo concentrati sui 2002 e un difensore centrale”.

Qual è il suo concetto di punta? Lo scorso anno abbiamo visto due punte diverse tra loro nello scacchiere di mister Agovino. Iniziato con una punta atipica come De Vena si è ritrovato con una torre o punta di sfondamento come Esposito. Lei quale tipo di punta vede nel suo scacchiere di gioco? E soprattutto, chi sostituirà Esposito?

“Prediligo uomini di movimento, dinamici, che sono in grado di legare il gioco con la linea mediana ma che abbiano capacità di lettura nell’attaccare gli spazi, tipo gli attaccanti del Napoli, per farle un esempio. Nel nostro caso posso ritenermi fortunato, perché il reparto offensivo rispecchia queste caratteristiche”.

Quindi è possibile vedere un Caso Naturale versione Mertens da prima punta il prossimo anno?

“Rispettando il principio dell’interscambio di posizioni, nell’arco di una gara potrebbe ricoprire anche quella posizione, anche se lui predilige ricevere in ampiezza e accentrarsi, però è un ragazzo di una grande disponibilità e sono certo che metterà le sue qualità a disposizione del gruppo”.

Tornando su una domanda che probabilmente ha evitato di rispondere, ma di particolare rilievo. Considerando che lei ha detto che vi state concentrando sui 2002 e sul difensore centrale, si deduce che il sostituto di Esposito lo avete già in squadra. Quindi ci riprovo, chi sostituirà Esposito nel suo scacchiere? Ha già la risposta? O si dovrà andare alla ricerca di una prima punta?

“Si, per il momento, ripeto, siamo concentrati sui 2002 e un centrale di difesa. Per quanto riguarda gli attaccanti in rosa ritengo di avere un ottimo reparto offensivo, ciò non toglie che siamo vigili e attenti se il mercato dovesse offrirci un profilo adatto al nostro progetto tecnico”.

Quali saranno le principali differenze che vedremo tra il modo di giocare di mister Agovino e il suo modo di giocare?

“Non ci sono grandi differenze, anche io prediligo dominare il gioco, costruire dal basso, come ti dicevo prima voglio dinamismo e quindi imprevedibilità, verticalizzazioni ma poi a tutto ciò ci vuole grande equilibrio, concentrazione e attenzione”.

Siete in attesa dei gironi, o avete già stabilito l’obiettivo in vista della stagione che inizierà a breve ?

“Siamo in attesa del girone, ma a prescindere di quale possa essere, il nostro obiettivo è far bene, mantenere la categoria e poi mai dire mai, l’appetito vien mangiando”.

Un’ultima domanda vorrei fargliela sull’argomento degli stage. Mister Agovino era contrario agli stage, per lui i giovani vanno presi dalle categorie superiori o con almeno un anno di D, quindi con già esperienza. Lei, invece, predilige gli stage, oppure quella di svolgere stage è un’idea della società?

“Il problema fondamentale di quest’anno è stato quello di non aver potuto più visionare profili under, a causa del lockdow, quindi non avendo tanti termini di paragone la società ha ritenuto opportuno darmi l’opportunità di visionare quelli che gli venivano prospettati. Ciò non toglie che condivido il pensiero di mister Agovino, ma quest’anno purtroppo ci ha insegnato che in un batter d’occhio tutto può cambiare”.