Esoneri niente di nuovo. Anzi no, quest’anno stiamo assistendo a diverse forme di esonero, con i club che continuano la solita mattanza legata agli allenatori. Ci sono le forme tradizionali: la squadra va male e allora il tecnico paga per tutti, la classica scossa dove si cerca di tamponare la crisi cambiando tecnico dove qualche volta va bene e altre va male perchè di fondo non sempre è colpa dell’allenatore, ma spesso dei club che allestiscono male le società. Poi ci sono esoneri dove i club spaccano l’opinione pubblica, dove la maggior parte degli addetti ai lavori non comprendono. Facciamo una premessa: le società sono libere di fare le loro scelte, devono risponderne alle proprie tifoserie, il nostro è un mero spunto di riflessione. Tre sono i casi che sono finiti sotto la lente di ingrandimento: quello di Amorosetti, De Stefano e Martino. Il primo è stato esonerato da terzo in classifica a meno quattro dalla capolista Afragolese, una scelta che ha lasciato tutti di stucco, in primis Carlo Cristarelli che ha deciso di non continuare l’avventura a Frattamaggiore. Certo, fa specie vedere un tecnico mandato via dopo 8 partite con 5 vittorie, due pareggi e una sconfitta di misura sul campo dell’Afro Napoli, ma la società nerostellata ha pensato di prendere una via diversa, puntando su Grimaldi e su una rivoluzione tecnica. I fatti dicono di un successo casalingo e una sconfitta (pesante) per l’ex Gladiator, chiaramente è presto per stilare un bilancio della gestione Grimaldi, ma la scelta di allontanare Amorosetti ha lasciato più di qualche addetto ai lavori interdetto. Il secondo caso è ancora più caldo: l’addio di De Stefano. In questo caso si abbina alla motivazione tecnica anche il rapporto umano. L’uomo dei record, che era tornato a furor di popolo dopo 12 mesi, che è molto legato alla piazza e alla famiglia Zippo è stato allontanato dopo 9 gare. La riflessione è doppia: se è vero che in campionato la gestione De Stefano non ha dato i suoi frutti e quindi vale la regola che chi paga è sempre l’allenatore, dall’altro lato ci sono due spunti: il primo è che con 25 gare da giocare e un mercato ormai alle porte la situazione è ribaltabile, la seconda lo storico risultato dei quarti di finale di Coppa Italia raggiunti che uniti al rapporto umano poteva portare un epilogo diverso. La scelta è ricaduta su Ferraro, che avrà modo di lavorare anche se la partenza è stata falsa con lo sfortunato pari con il Forio. Il terzo caso è Alessio Martino. Prima esperienza in D, l’allenatore ha fatto benissimo stabilendo un record invidiabile, non prendendo gol per oltre 600 minuti e facendo parlare l’Italia intera, le ultime cinque non sono andate benissimo ma il Gelbison ha affrontato fior di formazioni e mandare via un tecnico con uno score di 13 punti e assolutamente in linea con gli obiettivi è sembrato azzardato. Tre casi diversi, tre esoneri che fanno parlare ma in ogni caso a pagare sono sempre gli allenatori, con il solito tam tam di mandare via i tecnici che è sempre attuale. Ribadiamo il concetto: le società sono libere di prendere le loro scelte, devono rispondere delle loro decisioni solo ai tifosi, ma da addetti ai lavori lanciamo uno spunto di riflessione sulla facilità degli esoneri, sull’uomo solo che è sempre l’allenatore e sul metterlo sulla graticola al di là delle situazioni, con i risultati che non sempre servono a salvare il posto. Un capolavoro del regista Sorrentino si intitola l’uomo in più, ma quando parliamo di allenatori in Campania possiamo tranquillamente affermare che i mister sono l’uomo di più…
L’uomo di più: la moda degli esoneri non passa mai, allenatori sempre più isolati






