Le parole del ex centrocampista della Turris sul momento attuale

NAPOLI - Dal 4 Maggio l’Italia è entrata nella tanto chiacchierata fase 2. Una riapertura rispetto agli standard dei mesi di Marzo e Aprile, che però vede ancora ferme molte attività. Il calcio infatti è ancora in stand-by e il tempo stringe affinché venga trovata una decisione circa la ripresa o la sospensione definitiva dei campionati non portati a termine. Noi di Campania Football però non ci fermiamo e continuiamo a sentire le voci dei protagonisti dei campionati che seguiamo con maggiore attenzione. Per la rubrica delle interviste è intervenuto ai nostri microfoni Raffaele Vacca, centrocampista campano classe 1991, attualmente in forza al Bitonto, che ci ha raccontato la sua quarantena insieme alle proprie ipotesi sul futuro: 

Da atleta, come hai vissuto la quarantena e qual è la cosa che ti è mancata di più?

“Tutto sommato ho vissuto bene la quarantena. Se da un lato sono stato lontano dai campi di calcio dall’altro ho potuto godermi la mia famiglia, cosa che non era successa negli scorsi anni a causa della mia militanza in squadre fuori regione. La vita di spogliatoio è stata sicuramente la cosa che mi è mancata di più, tutti sanno che è un luogo sacro e non vedo l’ora di riacquistare la quotidianità coi miei compagni.” 

Come ti poni verso un eventuale ripresa dei campionati? 

“Sono sfavorevole, io per primo vorrei tornare a giocare ma la salute viene prima di tutto. Rischiare di contagiare se stessi ed altre persone è inutile per cui non ritengo sia saggio ripartire e credo che le autorità governative e sportive prenderanno la migliore decisione possibile.”

Se il campionato finisse oggi come credi ci si muoverà? 

“Secondo me le squadre che si trovavano al primo posto al momento della sospensione devono essere automaticamente promosse. Noi del Bitonto eravamo in testa e credo sia giusto così, anzi credo che siano possibili anche due promozioni, perché tant’è altre squadre erano in lotta per la vittoria (Foggia ndr).” 

La Turris, tua ex squadra, era in testa al Girone G, come commenteresti questa ascesa? 

“La Turris quest’anno stava prendendo possesso di ciò che gli era stato sottratto lo scorso anno. Già quando c’ero io avevamo i mezzi per vincere il campionato, ma col Bari non potremmo fare nulla. Mister Fabiano è un vincente e sia la società che la città si meritano un traguardo del genere, sono molto contento per loro, ne sono sempre stato un grande tifoso.”

Quest’anno avevi provato il salto in Serie C per poi ritornare in D, credi ancora al professionismo o ti assesterai in questa categoria? 

“Il mio sogno resta sempre la Serie C, ma ho bisogno di un progetto adeguato. Ho bisogno di un allenatore che creda in me e che incoraggi le mie qualità da leader, tutto questo a Picerno non c’era ed è per questo che sono andato a Bitonto”.