Giorni infuocati a Pozzuoli dove le parole del presidente hanno fatto montare la protesta dei sostenitori dei diavoli rossi
POZZUOLI - Puteolana 1902 monta la protesta social. Giornata movimentata ieri per i diavoli rossi dopo le parole del presidente Casapulla, con il comunicato del pomeriggio e le parole del massimo dirigente nella lunga intervista concessa a Campi Flegrei. Diversi i passaggi che i sostenitori non hanno digerito, in primis le parole sugli abbonamenti dove il numero uno ha tacciato di “occasionalità” quei sostenitori che non si abbonano, parole che hanno mandato su tutte le furie i tifosi e sui social si invita Casapulla a lasciare Pozzuoli. Non c’è feeling tra il presidente e la tifoseria, molte le accuse che vengono mosse a Casapulla che ha attirato le ire di una piazza calda che ama in maniera spasmodica la sua squadra. Il senso di appartenenza dei tifosi, la capacità di amare la Puteolana è una prerogativa imprescindibile per chi decide di fare calcio a Pozzuoli, piazza storica che ha un passato glorioso. Tanti i lati oscuri che la gente non perdona a questa società, se da un lato c’è da considerare sul piatto della bilancia l’aver conquistato la serie D, dall’altro lato c’è la credibilità, le polemiche dello scorso anno e la retrocessione avvenuta dopo i playout aggiuntivi. Casapulla ha dimostrato di non accettare compromessi, di voler dialogare poco per la piazza e di rigare dritto seguendo la sua politica e le sue idee. Il comunicato del ritiro delle querele è stato definito un monito, se da un lato criticare è un diritto del tifoso, dall’altro certamente vanno condannati quegli atteggiamenti offensivi e denigratori, anche se passare (o minacciare di farlo) per tribunali è sicuramente un gesto poco distensivo. Chi fa calcio e si espone sa benissimo cosa gli aspetta quando opera in una piazza calda, come il buon De Laurentiis che costantemente subisce caricature e viene definito pappone eppure si è sempre fatto scivolare tutto addosso. Uno dei punti che Casapulla non ha chiarito è la vicenda dello scorso anno: nessuna parola in merito alle spettanze dei calciatori, se sono state saldate o meno mentre da parte di alcuni arrivano accuse gravi (vedi Conte e Napoletano), il presidente poi ha addossato tutte le colpe sui dirigenti che lo hanno affiancato, come non ha riservato parole dolci in passato per Ciaramella. Eppure dagli uomini che lui ha definito “persone sbagliate” è nato il miracolo sportivo, è arrivata una D insperata complice anche un Covid che ha privato la stagione del rush finale e dove la promozione della Puteolana era tutt’altra che scontata. Il lavoro tecnico di Cavaliere e Ciaramella è celebrato da tutti gli addetti ai lavori e anche la tifoseria riconosce i meriti ad uomini che hanno saputo soffrire e regalare qualcosa di straordinario in condizioni molto difficili. Per quel che concerne la nuova stagione c’è scetticismo, Casapulla ha dribblato tutti dicendo di voler proseguire sulla sua strada, diritto legittimo di chi opera anche se un presidente è solo espressione di una città e quindi deve considerare che è solo ospite della comunità che rappresenta soprattutto se arriva da fuori e non ha i natali di quella città. Un giudizio tecnico sulla Puteolana oggi è davvero prematuro, manca troppo per dire che tipo di squadra sarà anche se i dubbi dei tifosi è di vedere una squadra troppo giovane che possa rischiare la retrocessione, ma è sicuramente prematuro parlare di questo tema considerando che ci sono altri 40 giorni per completare e migliorare la rosa. Insomma, la gestione Casapulla è nell’occhio del ciclone, soprattutto un atteggiamento che i tifosi giudicano denigratorio, con lo stesso numero uno che nel corso dell’intervista ha detto che a Pozzuoli si fanno troppe chiacchiere. Si può risanare la frattura? Difficile, ad oggi la spaccatura è troppo grande, Casapulla ha messo in guardia tutti dicendo che il club non è vendita e quindi chi vuole vedere la Puteolana in altre mani è meglio che si metta l’anima in pace, certamente il suo voler rigare dritto ha generato un malcontento diffuso. Se da un lato va riconosciuto alla sua gestione che la D è un traguardo (arrivato in condizioni incredibili) dall’altro non si possono dimenticare le polemiche, la situazione incandescente e la poca flessibilità verso la tifoseria che l’anno scorso ha ripagato il club con 700 abbonamenti e che si è sentita tradita dal vedere il nome della Puteolana immischiata in situazioni che infangano il nome della città. Casapulla ha esaurito il credito di fiducia concesso, ha avuto tanto dalla gente e oggi i tifosi sono stanchi di un atteggiamento di chiusura e di poco dialogo e cercano risposte ai numerosi interrogativi. Toccherà a Casapulla decidere se riconquistare i suoi sostenitori (che oggi gli chiedono a gran voce di passare la mano) attraverso il dialogo, oppure proseguire con la sua politica (come lui stessa l’ha definita) e tirare le somme sperando di aver ragione anche perchè in caso contrario a Pozzuoli nessuno è pronto a perdonargli più niente.






