E’ attesa per Venerdì 13 Luglio la risposta di Palazzo Chigi in merito alla situazione Universiadi in Campania

NAPOLI – La Campania ha segnato una data sul calendario: venerdì 13 luglio 2018. In questa data, non solo sarà l’ultima per l’iscrizione – solo on-line – al campionato di Serie D ma a Palazzo Chigi si deciderà se Napoli potrà ospitare le Universiadi del 2019. Le difficoltà, incontrate in questo percorso che avrebbe portato ad una manifestazione di portata mondiale, sono dovute a due fattori principali: l’inadeguatezza della maggior parte degli stadi e l’impossibilità, al momento, di ospitare i migliaia di atleti che verranno da ogni parte del mondo per partecipare alle Universiadi.

Per quanto riguarda le attività calcistiche, il Commissario Straordinario Luisa Latella ha firmato il decreto che porterà al rinnovamento di numerose strutture sportive in Campania. A Napoli, gli stadi storici Ascarelli di Ponticelli e Collana del Vomero saranno ristrutturati così come lo stadio San Paolo. In provincia di Napoli, gli stadi di Afragola, Casoria, Castellammare, Torre Del Greco, Torre Annunziata, Cercola, Frattamaggiore, Casalnuovo saranno altrettanto interessati da opere di miglioramento. Non solo Napoli, però. Stadi importanti per afflusso e storia come il “Pinto” di Caserta, il “Vigorito” di Benevento, il “Partenio” di Avellino, l’ “Arechi” di Salerno, il “San Francesco” di Nocera e il “Simonetta – Lamberti” di Cava de’ Tirreni saranno inagibili per diversi mesi.

Una situazione burrascosa che, se da una parte ha note positive per via del ripristino di moltissimi stadi campani, dall’altra rischia di bloccare le competizioni regionali e nazionali delle maggiori squadre campane. Sì perché quasi tutte dovrebbero trovarsi, in maniera confusionaria e approssimativa, strutture alternative per poter disputare i campionati o addirittura, ipotesi da non scartare, giocare diverse gare a porte chiuse con danni impressionanti sul piano economico. Le società, soprattutto quelle militanti nel dilettantismo, fondano la loro forza economica soprattutto sull’afflusso allo stadio dei propri sostenitori e, con un’eventuale chiusura degli stadi, si andrebbe senza dubbio incontro alla possibile scomparsa di alcune società.

A questo si aggiunge l’impossibilità di ospitare le migliaia di atleti che parteciperanno alle Universiadi del 2019. Una metà di questi verrebbe sistemata su delle navi, l’altra parte dovrebbe trovare sede in un villaggio che la Regione Campania dovrà costruire in tempi record. Tuttavia i giorni passano, la Mostra d’Oltremare è stata bocciata come sede unica dei villaggi e dunque ora i vertici politici sono a caccia di una nuova zona dove poter ubicare gli atleti. In questo clima di totale confusione, sembra essersi fatta avanti l’idea di poter posticipare le Universiadi di un anno arrivando al 2020.

I fondi per la manifestazione ormai sono arrivati, i decreti firmati. La Regione Campania cercherà o di fare miracoli o di chiedere lo slittamento delle Universiadi al 2020. Nel frattempo sono tante le nazioni europee che spingono per sostituire la Campania avendo strutture sportive già pronte. Il 13 luglio segnerà quindi la dead line. Dopo questa data, sapremo con certezza se le Universiadi saranno ancora affare campano o meno. Le società sportive sperano in uno slittamento al 2020 con lavorazione degli stadi nei mesi “morti”, la regione Campania dal suo canto non vorrebbe perdere le Universiadi facendo un buco nell’acqua incredibile. Tra 5 giorni, sapremo quale sorte deciderà per noi le istituzioni di Palazzo Chigi.

ISDN