Il match winner della gara contro l'ACR Messina racconta le emozioni vissute nel finale di gara e l'atmosfera "magica" creatasi nello spogliatoio oplontino
TORRE ANNUNZIATA (NA) - Ha regalato tre punti pesantissimi al Savoia,con un goal da rapace d’area, all’ultimo secondo contro l’ACR Messina. La sua rete (seconda consecutiva) ha consentito ai bianchi di recuperare altri tre punti al Palermo, distante ora cinque lunghezze, e proseguire la rincorsa alla vetta della classifica. Angelo Scalzone (’89), a Campania Football, parla della sua rinascita nella città oplontina, partendo dalle emozioni vissute ieri al termine della gara contro i siciliani.
Goal sia all’FC che all’ACR quando vedi Messina ti esalti, hai un conto aperto con la città dello stretto?
No, il caso ha voluto che segnassi ad entrambe ma nessun conto in sospeso. L’importante è fare goal poi se vale tre punti ancora meglio, come accaduto ieri. Contro l’FC Messina purtroppo servì solo a pareggiare quindi meglio quest’ultimo che ci ha regalato la vittoria.
Quanto è stato “pesante” a livello psicologico un gol vittoria arrivato al novantesimo?
È stato fondamentale, venivamo da un’importante striscia positiva e volevamo fare di tutto per prolungarla ancora. Dopo un finale di sofferenza, segnare all’ultimo minuto fa ancora più morale e serve a mantenere alta la carica in vista delle prossime gare.
Dopo un inizio folgorante hai avuto un vistoso calo dovuto alla mancanza di preparazione, a che punto sei con la condizione?
Sono arrivato a Torre Annunziata a campionato già iniziato, dopo la gara contro il Roccella ho subito un infortunio al ginocchio e con l’emergenza in attacco ho dovuto giocare sotto infiltrazioni. Il mister insieme allo staff medico, sta ora gestendo questo mio infortunio in maniera ottimale dosandomi gara dopo gara, riuscendo a farmi esprimere al meglio anche a partita in corso.
Nelle ultime gare ti sei rivelato bomber da ultima mezz’ora, trovando due gol da subentrato, come riesci a calarti nella partita in maniera così rapida ed incisiva?
Quando hai uno staff così importante alle spalle è facile farsi trovare pronti. Tutti dal primo all’ultimo sentiamo la massima fiducia e questo ci spinge a dare il massimo sempre, al di là del minutaggio concesso. Il mister sia in allenamento che in partita mette tutti sullo stesso livello senza lasciare nessuno indietro, di conseguenza in campo, durante la gara, in ogni momento sappiamo già cosa dare.
Ieri hai parlato di una fame ritrovata anche in allenamento, può esser stata la gara di Palermo la svolta della stagione?
Anche prima della gara contro i rosanero eravamo già consapevoli di essere una squadra forte, purtroppo il periodo sfortunato in cui il pallone non entrava ha in qualche modo influito sul morale. Dalla gara del “Barbera”, grazie anche all’esperienza e la mentalità vincente del mister, abbiamo ritrovato la giusta serenità e con essa anche la fortuna è iniziata a girare nuovamente.
Tanti vostri avversari spesso dicono che il Savoia li ha impressionati più del Palermo, nello spogliatoio credete di essere alla pari dei rosanero?
Noi ci siamo ripromessi di non guardare agli altri e di continuare a lavorare a testa bassa per migliorare ancora. Certo siamo consapevoli di essere forti ma allo stesso tempo anche di aver perso punti importanti per strada, come con Corigliano e Biancavilla, stiamo cercando di limare quei difetti per far sì che ciò non accada ancora. I complimenti di colleghi e avversari fanno certamente piacere e li accogliamo con soddisfazione, quel che conta è che la consapevolezza non si trasformi in pericolosa presunzione.
In società, il mister e i tuoi compagni dicono sempre che bisogna guardare a voi stessi ma come si fa a non farsi distrarre dai punti che il Palermo sta lasciando per strada?
È difficile, noi facciamo il possibile ma l’orecchio su ciò che accade al Palermo lo buttiamo sempre. Anche ieri in campo si percepiva che qualcosa stava accadendo, il boato del “Giraud” è stato qualcosa di meraviglioso. Il calore dello stadio pieno ieri è stato fondamentale per spingersi verso la vittoria e l’esultanza al mio goal mi provoca ancora i brividi.
Prossime due gare durissime, sarà fondamentale essere più concreti sotto porta. Da attaccante come si fa ad arrivare lucidi davanti al portiere?
Non credo ci sia qualcosa di particolare da fare, nel calcio purtroppo ci sono periodi in cui fai un tiro e segni, altri in cui non entra nemmeno a porta vuota. Sinceramente non mi preoccupo più di tanto perché creiamo molto e sarebbe allarmante il contrario. Quando costruisci tante occasioni come fatto ieri sono sicuro, conoscendo anche i miei compagni, che il goal prima o poi arrivi.
Al momento Cerone ti precede in classifica marcatori di tre reti, avete fatto qualche scommessa a chi ne segnerà di più? È un tuo obiettivo diventare capocannoniere della squadra e superarlo?
No, non abbiamo fatto alcuna scommessa. Non nego che vincere la classifica marcatori mi piacerebbe ma la baratterei volentieri con l’altra cosa che non nomino perché sono molto scaramantico! (ride, ndr)
Sei uno a cui piacciono i tatuaggi, in caso di impresa a fine anno ne faresti uno per celebrarla?
Lo farei volentieri per quella cosa lì ma comunque vada mi tatuerò questa esperienza sulla pelle. A Torre Annunziata ci sono arrivato quasi per caso, per vicissitudini personali avevo quasi smesso, qui mi hanno fatto subito sentire a casa facendomi tornare la voglia di essere calciatore. Ogni volta che sono in città mi sento come in famiglia, qui non mi manca nulla e anche nello spogliatoio si è creata un’atmosfera particolare con i compagni. Comunque andrà questa stagione per me resterà un’avventura fantastica.
FOTO: Pagina Facebook U.S. Savoia 1908






