La regione sarda protesta apertamente per il caso Savarese. Vi spieghiamo il sistema e le omissioni della vicenda
NAPOLI Caso AIAC dilaga la protesta. L’inchiesta sull’atteggiamento non idoneo del vice presidente nazionale Biagio Savarese sta scuotendo il sistema e le coscienze ed arrivano le prime prese di posizione: l’AIAC Sardegna con una nota molto forte si รจ dissociata in maniera pesante dalla politica dei vertici affermando il disagio per la vicenda Savarese e per una politica che non soddisfa. Un segno, da non sottovalutare, perchรจ al di lร del pour parler che corre sui social, nei bar, su whatsapp, la scelta della Sardegna รจ indicativa, uno strappo molto forte, che non puรฒ non essere taciuto. Una regione dove i venti del cambiamento nella storia hanno sempre soffiato forte, la Sardegna vuole giustizia e le urla isolane hanno riecheggiato assordanti nelle orecchie di chi comanda. Il caso Savarese fa arrossire, ma il vice presidente nazionale non ha certamente potuto fare tutto da solo. Abbiamo parlato di un sistema, di altre responsabilitร , di un fax inviato a Coverciano che non ha avuto risposta se non quello di estromettere Savarese dai corsi a responsabilitร Figc. La domanda che tutti si pongono รจ: chi o cosa avrebbe coperto Savarese? Esistevano dei controllori? Ci sono responsabili ulteriori da poter individuare? Ribadiamo che le eventuali responsabilitร di Savarese dovranno essere valutate nelle sedi opportune, ma i quesiti fanno sorgere interrogativi che chiedono una risposta. Savarese poteva essere fermato, ma chi รจ al di sopra non ha mai voluto accendere il semaforo rosso, estrarre un cartellino per avvertire o tirar fuori dalla contesa. I motivi? Questioni di politica, di appoggi, equilibri geopolitici dove l’alleato va tutelato anche a costo di non vedere cosa fa, un po’ come i conti scozzesi con i sovrani inglesi nel Medioevo. Per quel che concerne i controllori, qui bisogna spiegare come funzionava il sistema. Da indiscrezioni raccolte, si individuava un soggetto che potrebbe avere maggiore bisogno di ammordire il docente magari perchรจ poco propenso allo studio e all’applicazione, si fa arrivare il messaggio che consuetidine e prassi sarebbe quella di fare un bel regalo al docente/i, quindi si affida il ruolo di cassiere alla persona che agli occhi dei colleghi fornisce maggiori garanzie in termine di serietร e alla cena finale (pagata dagli allievi) avviene la consegna. Ma รจ nel fiume di mezzo che manca il controllo o meglio avviene una sorta di panta rei, si lascia scorrere in nome del “buon augurio”. Responsabilitร ulteriori? Certo e sarร la Procura Federale nel caso a far cadere la scure su ulteriori teste se sarร verificato il sistema. Dunque, la Sardegna ha mosso il primo passo, ma la vicenda sta prendendo il largo e si allarga a macchia d’olio, come una petroliera che naufraga e inonda il mare, l’AIAC teme il contagio e soprattutto รจ imbarazzata da una vicenda dai contorni tutti da scoprire. Nuovi personaggi si affacciano all’orizzonte, c’รจ ancora da approfondire e nel caso da chiamare in causa nuovi attori, forse c’รจ qualche Ponzio Pilato che si รจ ben lavato le mani favorendo qualcosa che non andava fatto. E in croce chissร chi altro potrebbe finire…






