Piacevole chiacchierata con Pasquale Vitter, allenatore ex Savoia, Sarnese e Angri. L’apice della carriera con la formazione oplontina: Serie D in tre anni e premio miglior allenatore. Poi la promozione e la salvezza in D con la Sarnese, passando per la favola dell’esordio di D’Antuono, affetto da Parkinson, con la maglia dell’Angri. L’opinione del mister sulle squadre campane e sui presidenti.

In questo fine settimana sono partiti i campionati di Eccellenza e Promozione e, con somma sorpresa, abbiamo notato che ai nastri di partenza mancava un allenatore che, negli ultimi anni, ha fatto molto bene. Stiamo parlando di Pasquale Vitter, che nell’ultima stagione ha guidato l’Angri, sfiorando i play-off.  La sua carriera da allenatore ha raggiunto l’apice con la squadra della sua città, il Savoia, dove dal 2009 al 2012 ha ottenuto due promozioni (dal campionato di Promozione alla Serie D), venendo poi esonerato nella massima categoria dilettantistica dopo la prima sconfitta con la Vibonese. Nel 2011 inoltre Vitter ha vinto il premio come miglior allenatore in Italia per media punti realizzati con la formazione oplontina.  Altra esperienza di rilievo quella a Sarno, dove il tecnico ha portato la Polisportiva Sarnese dall’Eccellenza alla Serie D e successivamente ha ottenuto una salvezza tranquilla con i granata nel difficile girone H. Abbiamo provato ad intervistarlo e quella che ne è venuta fuori è stata una bella ed interessante chiacchierata.

Mister nonostante l’ottimo lavoro svolto è ancora fermo ai box, un fenomeno che stiamo notando ha avuto grossa cassa di risonanza in questa estate, soprattutto sui social.

“Diciamo che questo è stato un po’ il leit motiv di quest’estate. Sui social network in tanti a lamentarsi di questo fenomeno, io vado controcorrente e dico che i presidenti sborsano i soldi, quindi gli stessi sono liberissimi di scegliere chi vogliono. L’importante però è comportarsi da persone responsabili e mature, ma questo non sempre accade. A mio avviso un allenatore che si rispetti deve aspettare qualche proposta degna di un progetto serio, altrimenti meglio riposare. Ho avuto diversi contatti in estate ma nessun progetto convincente e per questo preferisco aspettare l’occasione giusta.

Oltre ai campionati regionali è ripartita anche la Serie D ad inizio settembre. Come vede le squadre campane?

“Il girone H, storicamente più forte tecnicamente, vede impegnate sei campane, tutte con l’unico obiettivo di raggiungere la salvezza. A mio avviso qualcosa in più ce l’hanno Turris e Cavese rispetto alle altre, che potrebbero far valere fattore campo e blasone; la Sarnese, allenata dal mio amico Gazzaneo, potrebbe essere la lieta sorpresa, contando su un gruppo di giovani che il buon Valerio conosce da tanti anni. Nel girone I, invece, Nocerina ed Ercolanese hanno il potenziale per poter puntare fino alla fine quanto meno ai play-off. La sorpresa qui invece potrebbe essere il Portici, formazione guidata da Esposito, che ritengo a mio parere l’allenatore più promettente della categoria. Già quando giocava con me, Gianluca aveva un intuito tattico superiore alla media e dopo il miracolo Sarno, sicuramente farà parlare di sé anche a Portici”.

In Eccellenza, invece, chi ritiene le squadre favorite?

“Nel girone A il Savoia parte da sola in prima fila, società-allenatore-pubblico sono di un’altra categoria; a seguire Afragolese, Puteolana, Casoria e Giugliano in seconda e terza fila. Il girone B sicuramente più equilibrato, Battipagliese, Agropoli e Sorrento sembrano le più quotate per la vittoria finale, con le possibili sorprese Valdiano e Solofra”.

Ad Angri è stato autore di un bel gesto, realizzando il sogno di Francesco D’Antuono, addetto stampa affetto da morbo di Parkinson, facendolo esordire e segnare con la squadra della sua città.

Francesco è una persona eccezionale, un esempio per tutti. Nonostante la malattia lotta con tutto sé stesso e non si ferma davanti a nulla, nemmeno al fatto di voler giocare con la squadra della sua città. Si allenava sempre col gruppo ,e d’accordo con i dottori, dopo il tesseramento e l’idoneità alla pratica agonistica, decidemmo di farlo scendere in campo quei pochi minuti, che per lui sono stati la realizzazione di un sogno. Sono contento per lui, gli auguro tutto il bene possibile perché lo merita.

Mister, per chiudere vorremmo chiederle di esprimersi sui presidenti che ha avuto. Ci dice qual è il migliore e qual è il peggiore?

Il peggiore ovviamente non ve lo dirò mai. Il migliore sicuramente Francesco Origo della Sarnese, anche se penso che meritavo maggior rispetto quando il rapporto si interruppe a poche giornate dal termine. In quel campionato credo che avrei meritato di restare in sella fino alla fine del campionato. Probabilmente pagai la colpa di aver raggiunto troppo presto l’obiettivo salvezza. Ma Francesco è una persona perbene, un presidente che fa calcio in un certo modo e con obiettivi puliti. Ha sposato la politica dei giovani e nonostante un pubblico non numerosissimo, ha regalato a Sarno il quarto anno consecutivo di serie D, un record per la città che pochi avrebbero potuto raggiungere”.