Il tecnico casertano in esclusiva a Campania Football parla del suo esonero spiegando alcuni suoi concetti molto interessanti
CASERTA - E’ passata più di una settimana dall’esonero di Alessio Martino dalla Gelbison. Il tecnico casertano, dopo 7 giorni e numerosi articoli apparsi sul web con tanto si sgomento per il suo esonero ha voluto rilasciare in esclusiva alla nostra testa dichiarazioni in merito al suo addio dal club cilentano.
Martino, comincia parlando del percorso che lo ha portato alla Gelbison e all’esordio su una panchina di Serie D.
“Sono stato messo in una condizione di giocare una carta importante, prima del campionato ovviamente mi sentivo pronto. Voglio precisare, una cosa è sentirsi pronto ed una dimostrarlo. Ogni volta, che ho dovuto scalare una categoria, mi dicevano che ero esordiente. Unica mia arma era il campo, e sul campo ho sempre risposto con i risultati. Andate a vedere la storia di Martino, partito dalla Prima Categoria e arrivato alla D”.
Capitolo esonero. Il primo della carriera di Martino, che nelle esperienze con Virtus Goti ed Eclanese ha lasciato sempre a termine della stagione, senza mai interrompere il rapporto.
“Accetto l’esonero ma non lo condivido. Siamo allenatori, facciamo questo per mestiere. Questa settimana ho preferito stare in silenzio, per capire cosa è sbagliato. Un allenatore, che ha avuto questa possibilità, deve comunque ringraziare. Passare alle cronache nazionali, per un 0 reti subite, e poi ritrovarsi in discussione per un periodo leggermente negativo, con un rigore netto non dato a Nocera, poi l’eurogol di Liurni, ripetutosi tra l’altro anche domenica. Questa grossa fiducia non l’ho sentita più, la partita con il Gravina ci siamo ripresi, dovevamo stravincere, anche quella gara ci stava un rigore netto su Santosuosso. A Taranto gara dominata, a Cerignola stesso discorso poi puniti nel finale con gol annullato. Mi sembrava una squadra in linea con i programmi, al 10 posto e a 2 punti dai play off”.
La rabbia sfogata in un post su Facebook, che il tecnico vuole rimarcare volendo spiegare cosa si cela dietro a quelle parole.
“Mi ero promesso un anno e mezzo fa di non scrivere più sui social. In una giornata dove ho sentito tante cose mi sono lasciato andare ad uno sfogo. Siamo esseri umani, per me è finito tutto li. Non ha nulla a che vedere con il calcio, uno sfogo di delusione. Ci sono rimasto male perché un collega esperto nell’intervista pre-gara dice che era una squadra senza identità precisa. Un collega che stimo, non può secondo il mio avviso, proprio perché più esperto di me non può fare certe affermazioni. Gli ho lasciato una squadra senza infortuni, dopo 4 mesi con un impianto di gioco, avendo scelto gli under in maniera esemplare, di puntellarli in una difesa ferrea. Stavamo dimostrando in 10 gare, di essere all’altezza in un campionato difficile. Dire questo perché ha esperienza più di me mi ha fatto male. Dopo questo inizio non mi sono sentito più inferiore o superiore a qualcuno. Dietro c’è il lavoro di tutto lo staff non solo di Martino”.
In conclusione Martino, sottolinea un aspetto molto importante per chi frequenta il mondo del calcio dilettantistico.
“A Vallo della Lucania non ci sono arrivato per caso, tutti quanti hanno detto che mi era stata data un’occasione. Per me è un merito, tramite il campo ho trovato una persona che potevo allenare in una categoria superiore. D’altronde quello che ha fatto Puglisi, prima l’aveva fatto Casale dell’Eclanese, Carfora della Virtus Goti. Il record di 7 partite senza subire reti rimarrà nella storia della Gelbison. Io non devo solo ringraziare, ma ho anche ripagato, ma non ci sono arrivato per caso. In queste 10 partite non ho dimostrato di essere inesperto, anzi. Auguro alla Gelbison e al nuovo staff di raggiungere il prima possibile l’obiettivo di inizio anno che è stato sposato da tutti e principalmente da me”.






