La società dell'alto casertano nonostante un inizio di campionato da dimenticare ha sempre rinnovato la fiducia al proprio tecnico e ora i lupi sognano i playoff
PIEDIMONTE MATESE (CE) - Nel calcio italiano c’è da tempo la tendenza (malcostume), quando i risultati non arrivano, di trovare il capro espiatorio nell’allenatore. Ogni anno saltano panchine a ripetizione a tutti i livelli, solo perché i risultati non arrivano, credendo che il problema sia l’allenatore e non di altri poi arriva il cambio ma il più delle volte a cambiare è poco o niente e si ritorna sui propri passi.
Anche in Campania (Serie D) quest’anno la situazione è abbastanza complessa, con tanti cambi in panchina (sei squadre su tredici hanno cambiato) e poche inversioni di marcia, a fare eccezione è la matricola Matese. La società dell’alto casertano nonostante una prima parte di stagione pessima con sette sconfitte nelle prime dieci giornate, ha sempre rinnovato la fiducia al proprio allenatore Corrado Urbano. La società, visto l’inizio complicato, in silenzio ha lavorato sul mercato invernale rinnovando e puntellando la rosa a disposizione del tecnico laziale, facendogli sempre sentire la propria fiducia, dandogli soprattutto il tempo necessario per lavorare e, non a caso, i risultati hanno iniziato a dargli ragione.
I verdeoro infatti nel 2021 hanno perso una sola gara (6 gennaio, fuori casa contro il Notaresco per 3-1) dopodiché è arrivato il cambio di passo e la squadra ha iniziato a correre. Come in un crescendo rossiniano i lupi hanno risalito la classifica dal terzultimo fino all’attuale settimo posto, passando dal rischio retrocessione al sogno playoff, collezionando 21 punti (sei vittorie e tre pareggi) nelle ultime nove gare nonostante diversi stop causa Covid. La squadra in poche settimane è passata dall’essere una delle “cenerentole” del girone, a sorpresa di questa seconda parte di stagione e tra le squadre campane con il rendimento migliore (quarta per punti fatti, dietro solo a Gelbison, Nocerina e Savoia) nonostante ancora due gare da recuperare, tutto ciò grazie, anche, alla fiducia rinnovata alla propria guida tecnica.
Una società modello che forse sarebbe da prendere ad esempio visto che troppe volte i presidenti si arrovellano sui sostituti giusti da trovare in caso di mancanza di risultati, senza capire che spesso la soluzione è altrove e che forse gli errori non sempre sono gli allenatori a commetterli.






