L'ex tecnico del Portici: "Dal mercato calciatori di valore che volevano riscattarsi"

PORTICI (NA) Mauro Chianese sarà ricordato come l’allenatore che ha portato il Portici al punto più alto della sua secolare storia, il quarto posto in serie D e in semifinale playoff, nonostante l’obiettivo iniziale fosse la salvezza. Ciò è successo lo scorso anno, ma ora è tutta un’altra storia. Chianese da ieri non è più il tecnico ma ciò per cui si è dispiaciuto il tecnico salernitano sono anche le modalità dell’esonero.

“Che non fossi più l’allenatore non mi è stato comunicato da Ragosta, né da Noia né da Amarante ma da Giudizioso”.

Possiamo definirlo anomalo l’esonero?

“Sì per le modalità e perché è avvenuto il giovedì, dopo l’allenamento. ‘Sei stato esonerato perché i risultati non sono conformi alla aspettative’, mi è stato detto”.

Mister da più parti ci sono voci secondo le quali il tuo esonero è dovuto anche a motivi non tecnici, quindi extracalcistici. Conferma?

“Assolutamente no, solo motivi tecnici. Come in tutte le famiglie possono esserci degli screzi, ma nulla di extracalcistico”.

Quindi solo per via dei risultati. La squadra è cambiata molto negli uomini rispetto allo scorso anno, ma il mercato l’ha fatto anche lei con il direttore?

”Siamo partiti dal quarto posto dello scorso anno. L’anno prima ancora ci fu la salvezza con qualche giornata d’anticipo e la società al mio arrivo mi chiese di fare più punti: siamo arrivati ai playoff impiegando molti giovani, tanto da vincere la speciale classifica Giovani D valore. Non nego che quest’anno ho avuto molte richieste, anche dalla C, ma il Portici è stata la prima scelta per vari motivi: portare avanti il progetto, per il sindaco Cuomo che è sempre stato vicino come l’assessore Minichino, per la società che mi ha sempre accontentato. Nel mercato abbiamo perso dodici-tredici calciatori di cui almeno cinque-sei titolari. Sicuramente i profili che sono arrivati sono di tutto rispetto ma che venivano da annate poco fortunate o che avevano giocato poco e volevano riscattarsi. Blasio veniva dall’Eccellenza, Arario dal Nardò non aveva giocato molto, parliamo comunque di calciatori di valore. Ci sono state poi varie situazioni tra infortuni e squalifiche – prosegue Chianese – e nelle ultime giornate siamo stati senza Guarracino, Improta, Araio, Di Prisco, Boussaada fuori due giornate per squalifica. Ci sono stati errori di gioventù, ma è normale che sia così. Amo i giovani e lavoro sempre con loro, ma a questi bisogna dare tempo”.

Ora però ci tengo a sottolineare la stima e l’affetto che ho verso la città di Portici di cui sono innamorato e che mi ha dato tanto. Ringrazio la società che mi ha dato tanto ma mi spiace che non siamo riusciti a dare ai tifosi un altro campionato straordinario”.

Di solito all’esonero, si manda via anche lo staff. In questo caso non è successo. Che idea ti sei fatto?

“Sono scelte societarie. La Serie D ha dei costi, forse questo è il motivo, ma ciò non mi compete”.