Capocannoniere del Giugliano con 7 reti, il grande ex di turno ci ha raccontato le sue sensazioni verso la grande sfida che ci sarà domenica

GIUGLIANO IN CAMPANIA - È la rivelazione, la sorpresa, e anche la conferma di questo Giugliano. Vincenzo Caso Naturale, in arte Cecchetto, fa sognare Giugliano e i suoi tifosi grazie alle sue 7 reti stagionali, che hanno trascinato i “tigrotti” al terzo posto del Girone I di Serie D, a meno 1 dal Savoia e a meno 9 dalla capolista Palermo. Proprio queste due sono le squadre che affronteranno una dietro l’altra i ragazzi di mister Agovino, ma Vincenzo vola basso, e resta umile, come sempre nella sua carriera. Ed è proprio questa umiltà che l’ha portato ad essere il grande attaccante che è oggi, pronto a spiccare il volo, a ridosso delle 30 candeline, vista l’innata qualità tecnica che possiede. Abbiamo fatto così due chiacchiere con il capocannoniere del Giugliano che ci ha raccontato come si affronta la sfida a queste due corazzate, ma soprattutto quali emozioni proverà a tornare nella Torre Annunziata, diventata sua due anni fa, con le 27 reti che hanno portato il Savoia alla Serie D.

Domenica tornerai a Torre Annunziata dove hai lasciato ricordi memorabili come il tuo record personale di reti in una stagione che ha attirato l’attenzione anche di squadre professionistiche. Che emozioni stai provando in vista di questa sfida?

“Sicuramente emozioni forti. L’anno di Torre Annunziata è stato stupendo e sono contento di ritornarci e salutare i miei ex tifosi. Sarà una bella sfida”.

Ci sono tifosi oplontini che farebbero carte false per riaverti a Torre. A tal proposito che atmosfera credi o speri di trovare ?

“Sicuramente so che troveremo un’atmosfera calorosa e spero che sarà una festa sugli spalti e in campo. Ringrazio comunque di cuore il Savoia per quello che mi ha dato”.

Pur nonostante sia cambiato tutto da quando tu eri a Torre, c’è un giocatore che conosci e che toglieresti dallo scacchiere tattico loro?

“Personalmente non conosco molti giocatori a Torre perché sono stato sempre in categorie inferiori, ma toglierei Cerone, Diakitè e Scalzone”.

Ti aspettavi di ritrovare il Giugliano a poche giornate dalla fine del Girone di andata a ridosso della vetta, con due scontri diretti da giocare?

“Me lo aspettavo e lo speravo, perché ho sempre avuto fiducia dei miei compagni sin dall’inizio di questo campionato, e nessuno ha deluso le aspettative sino a qui”.

Proprio riguardo gli scontri diretti, domenica andrete a Torre e subito dopo arriverà il Palermo, in due settimane affronterete le due squadre migliori del campionato probabilmente. Qual è l’obiettivo minimo in vista di queste due sfide?

“Personalmente penso prima al Savoia e fare una grande prestazione a Torre, poi vediamo il prossimo turno con la capolista. Saranno due gare esaltanti”.

Due domeniche fa avete ottenuto la vostra prima vittoria in trasferta. Una vittoria importante seppur non del tutto convincente contro un ottimo Nola. Come ti spieghi questa bifaccialità nel rendimento del Giugliano tra casa e trasferta?

“Diciamo che non parlerei di una bifaccialità, perché ci sono state partite dove abbiamo giocato alla grande ma non portando punti a casa. A Nola, invece, siamo stati meno belli ma efficaci”.

Alla tua prima stagione in D sei già a 7 reti, con la vetta della classifica cannonieri non molto distante. Ti aspettavi di tenere un rendimento così anche in una categoria superiore?

“Non me l’aspettavo, ma so la forza dei miei compagni e la bravura del nostro staff che mi mettono sempre in condizione di fare bene. Il merito è più il loro che il mio”.

Dopo un avvio faticoso, l’intesa con De Vena e Alvino cresce sempre di più. Qual è la differenza tra De Vena e Fava che secondo te ha inciso di più sul tuo modo di giocare? Se c’è una differenza che ha inciso

“Sono due attaccanti diversi come caratteristiche. Sarebbe bello giocare con tutti e due insieme, perché insieme sono completi”.

A livello personale che obiettivo ti poni per questa stagione?

“Non tanto mi interessa l’obbiettivo personale, credo più in quello collettivo che è quello di portare il Giugliano più in alto possibile”.

Avete affrontato squadre come Troina, Licata, Messina, Castrovillari e Nola. Quale squadra tra quelle affrontate ti ha sorpreso di più?

“Queste sono tutte buone squadre, ma particolarmente mi hanno impressionato il Messina e il Nola, con tutti ragazzini. Il secondo tempo è stato veramente difficile tenerli a bada”.

Il mister spesso ha sottolineato che quest’anno il Giugliano deve divertirsi perché è in D dopo 12 anni, e con molti giocatori che lo scorso anno erano in Eccellenza. Ti rivedi in questo?

“Sicuramente mi rivedo, ma credo che la categoria la facciamo sempre noi giocatori. Io credo che in questo Giugliano ci sono tanti giocatori che sono ancora di una categoria superiore, quindi credo che l’asticella si sia già alzata. Sia da parte mia che da parte di tutti i miei compagni. Vedremo dove possiamo arrivare”.