Il numero 1 dei gialloblù ha parlato ai nostri microfoni facendo una ricapitolazione sul futuro in Serie D
Era il 28 aprile quando il Giugliano ha sconfitto la Frattese al “Romeo Menti” e ha ottenuto l’accesso per la quarta categoria italiana. Un mese dopo è arrivato il momento di organizzarsi, e programmare il futuro per una categoria veramente difficile da affrontare. Ha parlato ai nostri microfoni il presidente del Giugliano Salvatore Sestile che ci ha spiegato la situazione dello stadio e ha confermato di netto il tecnico del miracolo Massimo Agovino.
È passato ormai quasi un mese da quel 28 aprile, a breve si ripartirà con una nuova programmazione, venerdì è stata l’ultima festa in programma?
“Sì, è stata l’ultima festa in programma. D’altronde abbiamo festeggiato anche troppo. Sono soddisfatto e molto contento sia per la città, sia per la squadra che per tutti.”
Questa stagione abbiamo visto un gruppo molto compatto, ma salendo di categoria confermare tutti sarà molto difficile. C’è qualcuno che è sicuro di restare al 101%?
“Questo non lo so perché ho un incontro tecnico con mister Agovino, per curare la parte tecnica e capire le volontà del tecnico quali sono e capire il prosieguo e gli innesti da fare.”
L’incontro tecnico avverrà con Agovino, quindi ci può affermare con certezza che il tecnico resta a Giugliano?
“Massimo Agovino è superconfermato!”
Situazione stadio?
“La ditta dovrebbe finire per metà settembre i lavori da capitorato. Ci hanno assicurato che ce lo consegnano prima, sia il sindaco Poziello che l’impresa hanno preso questo impegno. Andremo in deroga, quindi, solo per la Coppa Italia, dove giocheremo a Mugnano sicuramente.”
Prossimo anno Dino Fava spegnerà un’altra candelina, secondo lei ci sono possibilità di confermarlo, magari come giocatore-allenatore, accanto a un grande allenatore come mister Agovino ?
“Io penso che Dino ha ben poco da apprendere. Se fosse per me confermerei anche i palloni che ci sono stati, conferemerei tutto. Però chiaramente bisogna calarsi in una categoria molto importante, e quindi vai a sfidare squadre ben organizzate, poi c’è la regola degli under che alla fine farà la differenza visto che 4 sono in campo, 4 in panchina e 4 devono essere a disposizione, quindi su un organico di 23-24 persone il 50% sono under.”
A livello di nomi realistici e raggiungibili, ha un sogno?
“Ce ne sono tantissimi, però non mi pronuncio. Stasera ho una riunione e metterò a disposizione questi nomi”






