Il focus della missiva: il varo legislativo riformatore dello sport che potrebbe trovare compimento nel corso della prossima riunione del Consiglio dei Ministri
REDAZIONE - La federazione Italiana gioco calcio insieme alle federazioni nazionali, cestistica e pallavolistica, hanno inviato una missiva, a triplice firma, al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi. Nel testo della lettere, inviata direttamente al nuovo premier italiano, si evince la richiesta di aiuto del mondo sportivo, tutto, in particolare affanno data la crisi economico-sanitaria che attanaglia il Paese. La pubblicazione riportata dal sito della FIGC, inoltre, pone l’accento su due temi fondamentali: l’abolizione del vincolo sportivo e il nuovo disciplinamento del lavoro sportivo: “Il tema oggetto della nostra missiva è il varo legislativo dei decreti delegati di riforma dello sport che potrebbe trovare compimento nel corso della prossima riunione del Consiglio dei Ministri. Noi siamo assolutamente favorevoli al pieno riconoscimento di maggiori tutele a favore di atlete ed atleti, di allenatori e collaboratori sportivi, ma al contempo siamo ben consci degli enormi problemi che le società sportive stanno affrontando. Rileviamo inoltre come due tematiche in modo particolare, quali l’abolizione del cosiddetto ‘vincolo sportivo’ e la nuova disciplina relativa al ‘lavoro sportivo’, comportino gravi ripercussioni ai danni delle società sportive che abbiamo il dovere di tutelare”. La missiva, infine, si conclude con la richiesta specifica, da parte delle federazioni, di non vanificare il lavoro svolto dalle stesse per arginare i danni provocati dall’emergenza e tutelare le proprie associate in questo accidentale frangente storico: “Fin dal sorgere della crisi sanitaria ed economica le Federazioni hanno sostenuto i rispettivi movimenti con interventi mirati nell’intento di alleviare gli effetti prodotti dalle necessarie normative di restrizione. Riteniamo però giusto che quanto fatto, e quanto ancora sarà necessario fare, non sia vanificato da alcuni istituti che, in questo frangente, costituirebbero un ulteriore gravoso onere da porre a carico dei sodalizi sportivi. Signor Presidente, Le stiamo chiedendo di valutare con grande attenzione l’effetto di tali disposizioni e, se non fosse possibile riconsiderarli nel merito, quanto meno differirne l’entrata in vigore”.






