Gaetano Battiloro, l’uomo chiave del passaggio del titolo del Savoia chiarisce la situazione dopo l’intervista di Altea
“La persona che più mi da affidabilità per un progetto importante a Torre Annunziata è Nuzzo”, è questa la frase più rilevante della lunga chiacchierata con Gaetano Battiloro, intermediario di Altea durante questi mesi per la cessione del titolo del Savoia.
“Non so cosa abbia potuto dichiarare Ciro Altea, ma chi lo conosce, quando è preso dal suo lavoro dice tante cose che poi alla fine possono essere anche motivo di grande scoop. Non ci conosciamo, ma oggi hai suscitato una grande audience. Ti posso tranquillamente garantire che il titolo del Savoia è stato dato a Nuzzo che Altea è al corrente. E’ normale che lui – riferendosi ad Altea – non sa gli sviluppi della trattativa perché ha sempre dato a me pieni poteri”.
Come mai allora queste dichiarazioni?
“Altea è una grande persona, però quando lavora e lo chiamano ogni giorno, giornalisti, tifosi, etc lui magari in quel particolare momento ne dice una più del diavolo. Però non risponde nella maniera più assoluta alla realtà”.
E’ stato fatto il passaggio definitivo?
“La mia stretta di mano veramente vale più di un contratto. Il titolo è di Antonio Nuzzo, caschi il mondo se Nuzzo diverrà il nuovo patron. Aspettiamo che torni da Treviso perché c’è tutto l’accordo. Nel momento in cui torna da Treviso dobbiamo perdere 3 secondi per una semplice firma. Non ci saranno più altre trattative, altri interlocutori che non si rassegnano che il ciclo a Torre Annunziata non è mai cominciato. Quindi bisogna rassegnarsi, ho scelto io Nuzzo perché lo vedo una grande persona”.
E’ vero che Nuzzo le ha proposto il titolo della Frattese?
“Io faccio calcio da 40 anni, Nuzzo è ancora il patron della Frattese, lui telefonicamente mi ha detto se ero interessato. Io non prendo delle decisioni a scatola chiusa, quando sarà il momento dopo aver definito la pratica Savoia. Se mi proporrà la Frattese, io non sarò mai il Presidente della Frattese, mai l’imprenditore che verrà fare calcio a Frattamaggiore. Ho grande rispetto per questa piazza, dove ho fatto vissuto grandi sfide negli anni 80. Fare calcio a Frattamaggiore dovrebbe essere bello per tutti perché è una piazza straordinaria, mi è dispiaciuto che per diversi anni sia scomparsa dal calcio che conta”.
Secondo lei perché Altea ha deciso di lasciare a distanza di un anno dall’arrivo?
“Altea oltre a riportare il calcio a Torre Annunziata ha fatto dei sacrifici enormi in prima persona per cercare di ritrovare una credibilità che negli ultimi anni a Torre Annunziata si era smarrita. Lui ha fatto questo e fino alla fine, noi stiamo ancora rispettando gli impegni presi con tutti i ragazzi. Il suo motto principale era quello di riportare un messaggio di credibilità. Che poi Torre Annunziata è una piazza straordinaria da un lato, però come tutte queste piazza da un altro lato ti trasmette pressione e stress. E se un presidente non ha l’allenamento mentale di poter reggere certe pressioni è normale che scoppia”.
Battiloro conclude: “ A Torre Annunziata ho sempre trovato un pubblico educatissimo, anche nel momento peggiore della contestazione. Per me l’hanno fatto sempre in modo garbato ed educato. Mai mi hanno mancato di rispetto, per cui ho voluto che il titolo rimanesse a Torre Annunziata”.






