La gloriosa società nerazzurra retrocede dopo 27 anni in Prima Categoria e rischia seriamente di scomparire dalla mappa del calcio regionale
Per molti magari rappresenta solo una mera società di calcio dilettantistica, per i cultori e gli storici del calcio regionale invece è una pietra miliare del football campano, per i giffonesi invece quei colori nerazzurri sono tutto, per quei colori in passato hanno perso e hanno vinto, hanno pianto ed hanno esultato, hanno lottato e hanno subito. Giffoni Valle Piana, piccola cittadina in provincia di Salerno, poco meno di 13.000 abitanti, famosa per essere la patria della rassegna cinematografica più attesa dai ragazzi di tutto il mondo, ovvero il Giffoni Film Festival, famosa in regione per il Giffoni Teatro, la Sacra Spina e la mostra di Arte Presepiale. E famosa sopratutto per la sua squadra locale, la Unione Sportiva Giffonese, fondata nel 1964 da un gruppo di amici quali il prof. Vincenzo Viscito, il noto banchiere locale Generoso Andria, Tonino Russo e altri amici uniti dalla passione per il calcio oltre che dall’amore per la propria città e la propria terra. A distanza di 53 anni da quella data, la Giffonese rischia seriamente di scomparire dopo un campionato di Promozione fallimentare, concluso all’ultimo posto con appena 8 punti in classifica. Il commiato finale è rinchiuso nelle parole del presidente Piero Vistocco, un nerazzurro “della prima ora”, che ha voluto rilasciare un comunicato-appello: “Sportivi giffonesi, si è concluso domenica 30 aprile il campionato di Promozione 2016/17. La Giffonese è, purtroppo, retrocessa. In ogni caso, abbiamo onorato lo sport e la nostra città presentandoci in campo ogni settimana con una squadra composta da giovanissimi elementi locali. Il futuro della squadra appare in gravissimo pericolo di continuità. Per decenni a reggere le sorti della Giffonese sono stati i soliti noti del gruppo storico, tra l’indifferenza evidente di tante imprese e professionisti che avrebbero potuto dare un contributo al calcio giffonese. Oggi il gruppo storico passa la mano. Mi recherò al Comune per consegnare la squadra nelle mani del Sindaco e dell’Assessore allo Sport. L’augurio per coloro che hanno amato ed aiutato la Giffonese è che si trovino nuove soluzioni per il calcio locale. In ogni caso e in ogni momento, forza Giffonese!”. In 53 anni di storia, la Giffonese ha preso parte a tutte le categorie della piramide regionale del calcio campano, con alti e bassi tra Prima e Seconda Categoria fino agli anni novanta, poi 10 stagioni di fila in Promozione (fino al 1990 massimo campionato regionale), poi la vittoria del campionato nella stagione 1999/2000 e l’approdo in Eccellenza. In 8 anni, la società nerazzurra ha portato a casa tranquille stagioni e salvezze risicate, per poi tornare in Promozione al termine della stagione 2007/08 e restarci fino all’attuale annata. In 53 anni, se ne sono succeduti presidenti, allenatori, giocatori, ma quei magici colori, quel grifone che si issa in alto nello stemma e quel tifo caloroso che riempiva le gradinate dello stadio “Troisi” sia in Seconda Categoria che in Eccellenza, difficilmente potranno essere rimossi dalla mente dei giffonesi. Nella Giffoni calcistica non vi è ragazzo, adulto o addirittura nonno che in passato non abbia indossato almeno una volta nella vita la casacca nerazzurra, che abbia assaporato la gioia e l’onore di portare sulle spalle quella gloriosa maglia, che abbia inneggiato al “presidentissimo” Peppino Soglia, che abbia ringraziato mille volte il compianto Gianpiero Foglia, che abbia avuto come padre calcistico il grande Salvatore Anselmo, che era legato agli schemi tattici del mitico Enzo Calabrese oppure che abbia sostenuto ogni domenica gli undici leoni guidati dallo storico capitano Massimo Mele, che abbia esultato come un matto per una marcatura di Roberto “Dragogol” Dragonetti o di Vito Romano, che abbia ammirato le geometrie di Giovanni Malfeo e Fausto Napolitano o i voli tra i pali di Michelangelo Rago, senza nulla togliere ai tanti altri protagonisti del passato e anche delle ultime stagioni calcistiche. E questo per far capire che la Giffonese è un patrimonio del calcio regionale, un orgoglio per tutta la provincia di Salerno, un amore viscerale oltre che sportivo. Il nostro augurio è che questa fantastica realtà non compaia e continui a recitare un ruolo da protagonista sulla mappa del calcio dilettantistico regionale per molte stagioni ancora.






