Sull'iniziativa intrapresa per questa settimana, il presidente Gravina si è così espresso: "Il movimento calcistico nazionale è sensibile e molto preoccupato per quello che sta accadendo in queste ore, lo sport non fa politica ma reclama a gran voce la pace”
ROMA - Il mondo del calcio italiano non resta impassibile dinanzi agli accadimenti tra Russia e Ucraina.
Se nelle scorse ore diversi sono stati i protagonisti che, nel loro personale, si sono schierati apertamente contro i fatti del vicinissimo Oriente – Malinovskyi (tweet di seguito), Chiellini, ma anche Napoli e Barcellona nella serata di ieri, sono solo alcuni degli atleti del massimo campionato che hanno manifestato il loro sdegno sui campi di calcio o sui social – ora è la FIGC a prendere posizione.
— Ruslan Malinovskyi (@malinovskyi18) February 24, 2022
La Federazione Italiana Giuoco Calcio vuole inviare, in un momento così complesso per gli equilibri internazionali, un chiaro messaggio: il calcio italiano scende in campo unito per la pace.
Per perseguire tale ideale, la FIGC ha annunciato che in questo fine settimana il fischio di inizio di tutte le gare ufficiali, dai professionisti ai dilettanti, sarà posticipato di 5 minuti. Lo scopo è quello di sensibilizzare appassionati e tifosi sul rispetto della vita umana e sulla necessità di trovare una soluzione diplomatica alla crisi in Ucraina.
In merito a tale iniziativa intrapresa ha parlato il presidente della FIGC Gabriele Gravina, il quale ha motivato così la decisione: “I valori universali dello sport ci impongono una riflessione, non vogliamo girarci dall’altra parte. Interpretando un sentimento diffuso nell’opinione pubblica italiana, che attraversa in modo trasversale anche il nostro mondo, vogliamo mandare un messaggio chiaro: il movimento calcistico nazionale è sensibile e molto preoccupato per quello che sta accadendo in queste ore, lo sport non fa politica ma reclama a gran voce la pace”.






